
| Compagnia | Spettacolo |
| Fulvio Fo | Laboratorio sull'opera di Gianni Rodari |
| Figli d'Arte Medas | L'albero delle parole |
| Paolo Corda | Il teatro in movimento |
| Labratorio di teatro | Drammatizzazione, movimento e immagine |
| Fulvio Fo |
| Laboratorio sull'opera di Gianni Rodari |
Le opere di Rodari incontrano un sempre maggior favore da parte delle giovani generazioni, non solo italiane ma di tutto il mondo: esse, infatti, sono state tradotte in ben 27 lingue alla stregua delle realtà letterarie di tutti i tempi.
Fu il Ministro della Pubblica Istruzione Prof. De Mauro a mettere in luce” la eccezionale importanza di Rodari nell’avvio, nel nostro Paese, di un’educazione critica rigorosa e veramente creativa e sollecitante, nelle nostre scuole; ironia ed umorismo, con una articolata tematica di attualità e di socialità profonda”
Motivazioni
Tutti al mercato delle parole, con parole in gioco, giochi di parole, personaggi che irrompono impudenti nelle storie di altri. E, dentro le storie, personaggi che inventano e si reinventano.
Storie dove tutto è possibile. anche gli improbabili rimescolamenti...
In un mondo appiattito e omologato dalla televisione, vorremmo far scoprire ai bambini e ai ragazzi il piacere della lettura, incantandoli e trascinandoli con la fantasia in viaggi impensati.
E poi, alla fine, tutto sarà nuovo e diverso, con inventare. Perché inventare va di pari passo con la creatività e la creatività è un ottimo strumento per la scoperta delle proprie potenzialità, a qualunque età.
Un unico scopo: divertirsi. Per questo motivo, si è pensato di lavorare in maniera parallela con due gruppi di alunni di età differente.
Obiettivi
Migliorare la capacità di ascolto. Migliorare le tecniche di lettura. Migliorare la capacità espressiva sia orale che scritta. Saper riconoscere fiabe, favole e filastrocche. Conoscere e saper utilizzare le funzioni di Propp. Imparare a raccontare.
Rispettare il pensiero e il lavoro dell’altro. Capire che quando si sta insieme si è parte di un unico progetto e ciascunoè importante. Discutere e analizzare le proposte per raggiungere un risultato condiviso da tutti.
| Figli d'arte Medas |
| L'albero delle parole |
La parola è lo strumento attraverso il quale comunichiamo o possiamo ascoltare ogni genere di notizie.
La parola è la convenzione attraverso la quale le immagini possono essere concretizzare, trasferite da una mente all’altra.
La parola ha permesso all’uomo di poter immagazzinare notizie ed immagini nella propria memoria, ed infine ha fatto si che intere popolazioni potessero evolversi scambiandosi concetti ed esperienze.
Tuttavia non esiste in natura un albero delle parole, e l’utilizzo della parola è sempre frutto di una mediazione che non sempre ottiene ciò che si era preposta in origine.
Può capitare che volendo esprimere un pensiero, o un opinione, l’interlocutore capisca l’esatto contrario di ciò che viene detto; ciò può avvenire per almeno due motivi: l’inesattezza dei termini usati per esprimersi o la non comunione fra le persone che si che si confrontano in un dialogo, che magari hanno esperienze diverse ed attribuiscono alle stesse parole significati o suggestioni differenti.
Il recitare utilizza le parole caricandole di suggestioni, forzandole, amplificandole.
Per recitare è importante essere precisi, conoscersi e conoscere, attingere da una fonte interna quelle notizie che forniscono allo strumento-attore quella forza che permette alla parola di creare quella suggestione che cattura, commuove, imbarazza.
Per arrivare ad una simile capacità, che è in tutti innata, è necessario l’esercizio, e la pratica.
Si può lavorare con un solo gruppo di lavorò composto da non più di 20 elementi.
Si può programmare la costruzione di una scenografia realizzata in economia dai ragazzi della scuola ed in collaborazione con un insegnate. Qualora non fosse possibile siamo in grado di realizzarla noi direttamente.
Il progetto può avere uno sviluppo pluriennale per esempio realizzando per il secondo anno il video filmato tipo quello allegato alla richiesta.
Un terzo anno si potrebbe realizzare un testo multimediale dedicato a Socrate ed alla sua Apologia dei quale ci riserviamo di parlare qualora foste interessati al progetto.
Lavori verranno realizzati da tre animatori.
Ogni percorso ‘è a se stante, ha vita propria. Le tecniche usate vanno dall’improvvisazione su canovaccio alla interpretazione della parola scritta,(manducazione della parola, respirazione, interpretazione).
Gli incontri hanno la durata di un’ora.
| Paolo Corda |
| Il teatro in movimento |
Proviamo per un attimo a “raccontare” una storia senza utilizzare le parole, il movimento del nostro corpo diventa in quel momento il mezzo con il quale esprimerci. Ogni giorno osserviamo, nella nostra quotidianità delle scene che (senza dialoghi) ci raccontano qualcosa della vita e delle persone, a volte possono essere solo scenette divertenti, altre volte invece possono esprimere tutta la drammaticità del vivere, oppure solo descrivere attimi di relazione o solitudine. AI pari della comunicazione verbale quindi il movimento può “parlarci” e raccontarci le storie della vita.
Possiamo iniziare il nostro percorso raccontandoci una fiaba, oppure una leggenda legata al nostro paese, possiamo parlare del circo per esempio e degli strani personaggi che lo compongono..
Possiamo poi utilizzare la musica come sottofondo per sottolineare i vari momenti, il risultato che otterremo sarà un incontro tra la magia del teatro e della danza.
Attraverso la tecnica dell’improvvisazione si vuole dare agli allievi la possibilità di acquisire una maggiore consapevolezza di se stessi, del proprio corpo e delle sue possibilità, sviluppando allo stesso tempo una maggiore attenzione allo spazio che li circonda e alle altre persone che condividono con loro quest’esperienza.
Nell’improvvisazione guidata si cerca di canalizzare la creatività di ognuno verso un obiettivo collettivo.
All’interno del corso saranno presi in considerazione i vari aspetti che compongono lo studio del movimento: II CORPO LO SPAZIO LA DINAMICA II TEMPO LA RELAZIONE.
Uno degli scopi del corso è di creare collaborazione e armonia all’interno di un gruppo, con lezioni che siano nello stesso tempo sia divertenti sia istruttive. La meta dello spettacolo finale con le sue prove crea sempre negli allievi quel tanto di tensione positiva che sfocia poi nella gratificazione dell’esibirsi, permettendo così di vincere parte delle paure e inibizioni che questo comporta.
II corso è rivolto agli alunni delle scuole elementari (preferibilmente dalla terza alla quinta) e medie.
Per uno svolgimento ottimale delle lezioni si consiglia un numero di 15 allievi, massimo 18. Progetto é normalmente sviluppato in 30 ore di lezione.
Ogni sessione della durata di due o tre ore la settimana.
Per apprezzare al meglio le lezioni e per una questione di sicurezza si consiglia di lavorare in uno spazio adatto, a questo riguardo la palestra è senz’altro il luogo più idoneo, in alternativa si può utilizzare un aula sufficientemente capiente e sgombra di sedie e banchi.
| Laboratorio di Teatro |
| Drammatizzazione, movimento e immagine |
Si propone un laboratorio che prenda spunto da un libro per l’infanzia. Una storia illustrata, da cui si possano attingere immagini e personaggi in cui potersi identificare e trarre le basi per inventarne di nuovi. Il libro non è, soprattutto oggi, l’unico mezzo di trasmissione di cultura ma possiede sicuramente la possibilità di divenire un patrimonio culturale importante e durevole sopratutto quando si può leggere attraverso una attività ludica, piacevole e coltivata fin dall’infanzia.
Il laboratorio comprende tre sezioni che seguiranno ognuna il proprio percorso interagendo tra loro con il fine comune di una messinscena conclusiva. L’esito di questo percorso diventa dunque un approdo, il momento significativo e fondamentale dove ognuno può aprire e dare dono di sé, dove il teatro e le sue molteplici risorse intervengono a creare la parte più difficile ma anche più esaltante del lavoro svolto.
Sezione Drammatizzazione tenuta da Fabio Marceddu
Sezione Danza e Movimento Paolo Corda
Sezione Immagine Scene e Costumi Paoletta Dessi
In un primo incontro prevediamo di unire le tre sezioni del laboratorio per far conoscere ai bambini la storia scelta. Attraverso la lettura e le proiezioni delle immagini del libro si potrà approfondire la ricerca dei meravigliosi, magici e divertenti personaggi raccontati, utilizzando come ulteriore strumento l’improvvisazione della gestualità, del movimento e della parola.
Nei successivi incontri ogni operatore svilupperà il proprio programma autonomamente, tenendo sempre un contatto con le altre sezioni, al fine di portare i bambini verso un lavoro comune e interdisciplinare che prevede lo sviluppo di una gestualità spontanea e ripetuta per trasformare e costruire le associazioni in partitura drammaturgica e fisica, che diventa il canovaccio su cui lavorare, con l’ausilio degli oggetti costruiti, immagini, costumi e musica.
Drammatizzazione
Un lavoro sulla drammaturgia è un viaggio nel mondo della fantasia, dove l’aspetto ludico è fondamentale ma non fine a sé stesso. Un gioco con le sue regole il cui fine ultimo è la messinscena o meglio la rappresentazione di una realtà diversa da quella quotidiana. Per poter giocare e divertirsi apprendendo le regole del gioco cercheremo di lavorare insieme su semplici esercizi che coinvolgono sia l’apparato motorio che fonatorio. Partiremo dalla respirazione: Esercizi di respirazione diaframmale per evitare che si danneggino le corde vocali. Esercizi di articolazione per permettere ad ogni parola di essere pronunciata correttamente in modo che il suo significato arrivi chiaramente all’interlocutore (pubblico). L’interpretazione, che è una fase successiva del processo, è legata al fattore emozionale ed al personaggio che si vuole creare. II modo più semplice ed immediato è il lavoro sulla comparazione: Apprendere studiare ed imitare il mondo degli animali. Apprendere studiare ed imitare il mondo degli adulti. La fase forale del lavoro prevede una messinscena dove il lavoro eseguito nelle tre sezioni confluisce per diventare una unica voce con tonalità differenti, e dipende dalla risposta ottenuta sulla base del materiale lavorativo proposto. Nasce sulla base di un testo e improvvisazioni guidate che hanno lo scopo di far emergere dai bambini quel che già sanno fare ma non sanno di poter fare.
Danza e Movimento
Attraverso l’ improvvisazione della danza e del movimento i bambini saranno portati ad esplorare le potenzialità del proprio corpo, prendendo sempre più consapevolezza di se stessi in relazione agli altri ed allo spazio che li circonda. Gli esercizi di gruppo permettono attraverso il contatto fisico di migliorare le capacità di socializzazione, lavorando sulla fiducia in se stessi, negli altri e sulla concentrazione. Verranno esplorati i vari elementi che comprendono il movimento: Il corpo, l’azione, lo spazio, la dinamica e la relazione. L’approccio sarà ludico e permetterà ai bambini, divertendosi, di esprimere se stessi e fare un’ esperienza che ha lo scopo di accrescere la propria creatività e aumentare le proprie capacità psicomotorie.
Una seconda fase del lavoro sarà incentrata sullo sviluppare una serie di movimenti e gesti sia di gruppo che individuali che creeranno la coreografia dello spettacolo finale, valorizzando le capacità peculiari di ogni bambino.
Immagine Scene e Costumi
In una prima fase ogni bambino avrà la possibilità di realizzare disegni per esprimere la propria visione del tema e della storia. I disegni saranno poi proiettati, come pure le fotografie delle varie fasi del lavoro nelle varie sezioni, in un gioco continuo di parallelismi e di trasposizioni di immagine, in modo da poter in ogni momento verificare, documentare ed eventualmente correggere il lavoro, in un “work in progress” di gruppo istruttivo e divertente che favorisce lo scambio e la socializzazione. Un percorso di immagini dove ognuno potrà scoprire il proprio “talento creativo” in modo naturale, spontaneo, senza paure o vergogne.
L’altra fase prevede una ricerca di materiali da recupero per la trasformazione dei materiali, attraverso tecniche di pittura, tagli, incollaggi e altro, in costruzione e creazione di oggetti che possono diventare scenografia e costumi per la rappresentazione teatrale. In un mondo dove le cose nuove nascono già vecchie contenendo in sé l’ineluttabile necessità di una fine più rapida possibile per lasciare posto ad un altro nuovo rifiuto, è meglio pensare ad un uso ciclico degli oggetti: fare il nuovo con il vecchio, eleggere il vecchio a materia prima. Lavorare con i bambini su questo equivale ad insegnargli a valorizzare la durata. delle cose che transitano nella loro vita, in modo da arricchirle di valori funzionali, affettivi ed estetici. IL rispetto e la cura per la fantasia, per l’immaginazione, il contatto con gli oggetti, l’osservazione e manipolazione delle cose costituiscono i sentieri sui quali guidare il bambino che vuole crescere. E’ un incontro: quello fra il bambino e le cose, che se ben condotto può mettere in moto uno scambio vitale di significati profondi . Il bambino non sarà sempre lo stesso come del resto, non lo saranno le cose, ci sarà un progresso nel capire, organizzare, trasformare, simbolizzare, inventare.



