
| Compagnia | Spettacolo |
| STUDIODRAMA Associazione Culturale | Laboratorio di drammatizzazione |
| Giallopapel | Laboratorio di pittura creativa |
| Teatro tages | Mani in alto laboratorio sui burattini |
| TEATRO DALLARMADIO | Drammatizzazione, movimento e immagine |
| STUDIODRAMA Associazione Culturale |
| Laboratorio di drammatizzazione |
Il processo di drammatizzazione tende a favorire la creatività del partecipante e a fornirgli quella rete di esperienze e materiali che attivi la sua fantasia. Il programma prevede :
Lettura e analisi del testo (fiaba,racconto, mito..). Riscrittura e adattamento in base alle esigenze e
particolarità del gruppo coinvolto, ai contesti e alle tematiche della storia.
Oltre alla discussione ed alla scrittura, si utilizzano all’occorrenza altre tecniche, quali il disegno ed il fumetto che contribuiscono a confrontarsi e a mettere in discussione il materiale raccolto.
Parallelamente al lavoro in qualità di autori, i partecipanti vengono coinvolti come interpreti : Graduale avvicinamento al lavoro dell’attore , partendo dallo studio sulle origini dell’azione e dal risveglio delle sensibilità del corpo e della voce , attraverso momenti di gioco, metodologie attive e training facilitati. Sino alle prime improvvisazioni e la successiva costruzione dei personaggi e delle azioni sceniche principali. Verrà privilegiato il percorso quotidiano di crescita e la ricerca.
Modalità d’intervento
Il laboratorio sarà articolato in una serie di interventi, di 3 ore ciascuno, con cadenza settimanale coordinato da N°2 operatori. Potranno partecipare massimo 20 fra bambini e ragazzi, dai 6 ai 10 anni.
| Giallopapel |
| Laboratorio di pittura creativa |
Superando una curiosa concezione della pittura come attività legata a presunte doti innate o preacquisite, il laboratorio parte dalla fantasia e dall’immaginazione per trasformare tempere, carta, legno, stoffa e materiali di recupero in simpatiche creazioni. Considerando l’età dei partecipanti, l’obiettivo principale non è dunque soltanto quello di educare alla pittura, ma anche e soprattutto quello di aiutare i bambini andare forma alle proprie idee, valorizzandone la spontaneità.
Il filo conduttore dell’attività pittorica sarà la fiaba. Il racconto verrà scelto dalle insegnanti insieme alle animatrici.
Il bambino sarà guidato nella ricostruzione delle sequenze narrative attraverso il disegno, la manipolazione dei materiali semplici (pasta di sale, etc), le tecniche di pittura, l’uso dei pennelli e delle tempere. Verrà così realizzato un collage fatto con il cartoncino colorato, le paillettes e piccoli ritagli di legno, il tutto sovrapposto ad un lungo foglio di carta gialla. La stoffa, suddivisa poi tra i bambini, diverrà una piccola tela per i piccoli pittori.
Il bambino sarà coinvolto nel gioco interpretativo anche con l’uso del trucco teatrale.
Al termine del laboratorio sarà allestita una mostra dei lavori eseguiti.
| Teatro tages |
| Mani in alto laboratorio sui burattini |
Il laboratorio ha lo scopo si offrire al bambino uno spazio adeguato alle sue esigenze , dove sia possibile costruire un sapere che si avvalga di esperienze attive, sviluppando la capacità di agire a livello individuale e di gruppo.
Cercare quindi di creare l’abitudine all’osservazione, alla sperimentazione, alla induzione, alla deduzione nonché alla verifica critica del lavoro progettato ed eseguito, favorire nel bambino una crescita culturale più complessa, che non poggi solo su di un sapere teorico ma su un fare e agire che rispetta di più lo sviluppo evolutivo del bambino.
Finalità: dare spazio alla creatività personale rinforzando la fiducia in se stesso.
La proposta di un laboratorio come luogo di ricerca e sperimentazione, non si risolve nell’oggetto reale come risultato, ma attraverso la costruzione di un progetto che avrà come scopo ultimo la conoscenza di un metodo.
Comunemente definita didattica questo percorso sia individuale che collettivo interroga la realtà e la modifica nell’immaginazione per reinventare una cultura al di là dell’apparenza, un percorso sotterraneo alla scoperta dei propri strumenti di conoscenza.
Conoscere:
comunicando attraverso l’inutile
ascoltando le suggestioni che ci arrivano dall’animare un oggetto
confrontandosi emotivamente e fisicamente con la materia
dilatando la percezione
proponendo alternative all’azione di consumo.
Materiali diversi, nessi insieme prendono forma, colore e vita.
Oggetti usati comunemente e adibiti a funzioni ormai scontate, possono essere risignificati e assumere uno spessore inaspettato.
| TEATRO DALLARMADIO |
| Drammatizzazione, movimento e immagine |
Il laboratorio prende spunto da un libro per l’infanzia. Una storia illustrata, da cui si possano attingere immagini e personaggi in cui potersi identificare e trarre le basi per inventarne di nuovi. Il libro non è, soprattutto oggi, l’unico mezzo di trasmissione di cultura ma possiede sicuramente la possibilità di divenire un patrimonio culturale importante e durevole sopratutto quando si può leggere attraverso una attività ludica, piacevole e coltivata fin dall’infanzia.
Il laboratorio comprende tre sezioni che seguiranno ognuna il proprio percorso interagendo tra loro con il fine comune di una messinscena conclusiva. L’esito di questo percorso diventa dunque un approdo, il momento significativo e fondamentale dove ognuno può aprire e dare dono di sé, dove il teatro e le sue molteplici risorse intervengono a creare la parte più difficile ma anche più esaltante del lavoro svolto.
Sezione Drammatizzazione tenuta da Fabio Marceddu
Sezione Danza e Movimento Paolo Corda
Sezione Immagine Scene e Costumi Paoletta Dessi
In un primo incontro prevediamo di unire le tre sezioni del laboratorio per far conoscere ai bambini la storia scelta. Attraverso la lettura e le proiezioni delle immagini del libro si potrà approfondire la ricerca dei meravigliosi, magici e divertenti personaggi raccontati, utilizzando come ulteriore strumento l’improvvisazione della gestualità, del movimento e della parola.
Nei successivi incontri ogni operatore svilupperà il proprio programma autonomamente, tenendo sempre un contatto con le altre sezioni, al fine di portare i bambini verso un lavoro comune e interdisciplinare che prevede lo sviluppo di una gestualità spontanea e ripetuta per trasformare e costruire le associazioni in partitura drammaturgica e fisica, che diventa il canovaccio su cui lavorare, con l’ausilio degli oggetti costruiti, immagini, costumi e musica.
Drammatizzazione
Un lavoro sulla drammaturgia è un viaggio nel mondo della fantasia, dove l’aspetto ludico è fondamentale ma non fine a sé stesso. Un gioco con le sue regole il cui fine ultimo è la messinscena o meglio la rappresentazione di una realtà diversa da quella quotidiana. Per poter giocare e divertirsi apprendendo le regole del gioco cercheremo di lavorare insieme su semplici esercizi che coinvolgono sia l’apparato motorio che fonatorio. Partiremo dalla respirazione: Esercizi di respirazione diaframmale per evitare che si danneggino le corde vocali. Esercizi di articolazione per permettere ad ogni parola di essere pronunciata correttamente in modo che il suo significato arrivi chiaramente all’interlocutore (pubblico). L’interpretazione, che è una fase successiva del processo, è legata al fattore emozionale ed al personaggio che si vuole creare. II modo più semplice ed immediato è il lavoro sulla comparazione: Apprendere studiare ed imitare il mondo degli animali. Apprendere studiare ed imitare il mondo degli adulti. La fase forale del lavoro prevede una messinscena dove il lavoro eseguito nelle tre sezioni confluisce per diventare una unica voce con tonalità differenti, e dipende dalla risposta ottenuta sulla base del materiale lavorativo proposto. Nasce sulla base di un testo e improvvisazioni guidate che hanno lo scopo di far emergere dai bambini quel che già sanno fare ma non sanno di poter fare.
Danza e Movimento
Attraverso l’ improvvisazione della danza e del movimento i bambini saranno portati ad esplorare le potenzialità del proprio corpo, prendendo sempre più consapevolezza di se stessi in relazione agli altri ed allo spazio che li circonda. Gli esercizi di gruppo permettono attraverso il contatto fisico di migliorare le capacità di socializzazione, lavorando sulla fiducia in se stessi, negli altri e sulla concentrazione. Verranno esplorati i vari elementi che comprendono il movimento: Il corpo, l’azione, lo spazio, la dinamica e la relazione. L’approccio sarà ludico e permetterà ai bambini, divertendosi, di esprimere se stessi e fare un’ esperienza che ha lo scopo di accrescere la propria creatività e aumentare le proprie capacità psicomotorie.
Una seconda fase del lavoro sarà incentrata sullo sviluppare una serie di movimenti e gesti sia di gruppo che individuali che creeranno la coreografia dello spettacolo finale, valorizzando le capacità peculiari di ogni bambino.
Immagine Scene e Costumi
In una prima fase ogni bambino avrà la possibilità di realizzare disegni per esprimere la propria visione del tema e della storia. I disegni saranno poi proiettati, come pure le fotografie delle varie fasi del lavoro nelle varie sezioni, in un gioco continuo di parallelismi e di trasposizioni di immagine, in modo da poter in ogni momento verificare, documentare ed eventualmente correggere il lavoro, in un “work in progress” di gruppo istruttivo e divertente che favorisce lo scambio e la socializzazione. Un percorso di immagini dove ognuno potrà scoprire il proprio “talento creativo” in modo naturale, spontaneo, senza paure o vergogne.
L’altra fase prevede una ricerca di materiali da recupero per la trasformazione dei materiali, attraverso tecniche di pittura, tagli, incollaggi e altro, in costruzione e creazione di oggetti che possono diventare scenografia e costumi per la rappresentazione teatrale. In un mondo dove le cose nuove nascono già vecchie contenendo in sé l’ineluttabile necessità di una fine più rapida possibile per lasciare posto ad un altro nuovo rifiuto, è meglio pensare ad un uso ciclico degli oggetti: fare il nuovo con il vecchio, eleggere il vecchio a materia prima. Lavorare con i bambini su questo equivale ad insegnargli a valorizzare la durata. delle cose che transitano nella loro vita, in modo da arricchirle di valori funzionali, affettivi ed estetici. IL rispetto e la cura per la fantasia, per l’immaginazione, il contatto con gli oggetti, l’osservazione e manipolazione delle cose costituiscono i sentieri sui quali guidare il bambino che vuole crescere. E’ un incontro: quello fra il bambino e le cose, che se ben condotto può mettere in moto uno scambio vitale di significati profondi . Il bambino non sarà sempre lo stesso come del resto, non lo saranno le cose, ci sarà un progresso nel capire, organizzare, trasformare, simbolizzare, inventare.



