
| Compagnia | Laboratorio |
| Cooperativa Teatro Alkestis | Programma di animazione teatrale |
| Studìodrama | La Città Vagante - Laboratorio teatrale e multimediale |
| Cada Die Teatro | Laboratorio teatrale indirizzato alle scuole elementari e medie inferiori |
| Carme | Laboratorio musicale per studenti |
| Giallopapel | Laboratorio di pittura creativa |
| Figli d'Arte Medas | Laboratorio e attività teatrali |
| Metamorphosi | Laboratorio di costruzione di giocattoli e strumenti musicali con materiali di recupero |
| Palazzo d'Inverno | Laboratorio di animazione teatrale |
| Palazzo d'Inverno | Progetto di educazione alla lettura |
| Teatro del Sale | Laboratorio teatrale |
| Tersicorea | Laboratorio di danza e gioco coreografico |
| Cajka | Progetto per un intervento di didattica teatrale |
| Tascusì | Laboratorio di teatro danza |
| Cooperativa Teatro Alkestis |
| Programma di animazione teatrale |
La funzione principale attribuita alla Cooperativa Teatro Laboratorio Alkestis, nello svolgere l'attività di animazione teatrale, è la creazione dello spazio dove accogliere i giochi imitativi sviluppati dagli studenti coinvolti in questa esperienza.
Per "gioco imitativo" o "drammatico" s'intende una forma di comportamento (chiamata appunto drammatizzazione), in cui il protagonista chiama in causa tutta la sua esperienza per sottoporla più o meno consapevolmente al vaglio di una elaborazione immaginativa e simbolica, che di per sé rappresenta un processo particolarmente importante per lo sviluppo della capacitˆ conoscitiva e creativa "dell'attore".
Nel momento della drammatizzazione, un qualsiasi soggetto, sia che venga proposto dall'animatore, sia che scaturisca dall'immaginarlo degli stessi ragazzi, può diventare uti'le ad innescare tale capacità, specie se tutte le potenzialità naturali e caratteristiche di ogni ragazzo vengano stimolate e incanalate in questa direzione. La presenza e la guida degli animatori nell'attività di animazione, ha infatti il ruolo fondamentale di osservare la struttura della personalità del ragazzo; ciò allo scopo d'individuarne le caratteristiche fondamentali attraverso le quali la drammatizzazione e il linguaggio teatrale riescano più facilmente ad esprimersi e quindi ad aprirsi alla creatività: una sedia, uno sgabello, una scaletta sono sufficienti per circoscrivere un mondo dove il lavoro possa liberamente svolgersi.
Sollecitare in ogni ragazzo la creazione di un mondo d'immaginazione diviene quindi lo strumento fondamentale per impedire alla sua fantasia d'invecchiare intorpidirsi e sparire. E comunque importante tenere presente che la possibilità di esaltare e rafforzare queste capacità nei ragazzi attori comporta studiare, progettare ed applicare un metodo di lavoro capace di dotare i ragazzi degli strumenti "del mestiere". La spontaneità drammatica va infatti coltivata attraverso esercizi tecnici di preparazione che guardano sia l'uso del proprio corpo come veicolo di creatività (sottolineatura dei movimenti e dei gesti, tipi d'andatura, impostazione della voce) sia l'applicazione di piccoli spunti mimici in funzione di un testo.
Va sottolineato infine che, è necessario distinguere i metodi adottati rispettivamente con i bambini delle scuole elementare coi ragazzi delle scuole medie Inferiori e superiori; nel primo caso, infatti, è necessario esaltare il più possibile la spontaneità e la fantasia, nel secondo curare maggiormente la definizione dei personaggi e quindi uno studio più approfondito.
FASI DI LAVORO
I laboratori proposti si articoleranno, nei contenuti, secondo un collaudato schema ludico che, tenendo conto delle differenti età dei partecipanti, prevederà le seguenti principali fasi:
1) fase della "liberazione" da freni psicomotori;
2) fase dell'improvvisazione;
3) fase della costruzione dei personaggi;
4) fase della drammatizzazione;
5) saggio finale.
| Studìodrama |
| La Città Vagante - Laboratorio teatrale e multimediale |
"...Partiva per proprio conto, smontava le città pezzo per pezzo, le ricostruiva in un altro modo, sostituendo ingredienti, spostandoli, invertendoli...". Vogliamo coinvolgere bambini,ragazzi e giovani intorno al tema de LA CITTA' VAGANTE. Progettare insieme delle azioni sceniche per la rifondazione di una città. Con lo spirito di un viaggiatore. LA CITTA' - VAGANTE deve essere teatro di una vita diversa. Perché la creatività è anche una strada per arrivare alla percezione di una possibile forma nuova di vivere. Perché le città sono sempre più "invivibili" e sempre meno "invisibili". Nell'animazione teatrale, l'esperienza attorale si arricchisce in scena,del teatro di figura, della presenza di una grandissima varietà di mezzi espressivi, sia nelle forme classiche che con le nuove tecniche: maschere, pupazzi, burattini, elementi e macchine sceniche. Per quanto sia importante ricordarsi che "...d'una città non godi le 7 o 72 meraviglie, ma la risposta che da a una tua domanda..." .
MODALITA' D'INTERVENTO
Studiodrama intende sviluppare una proposta di 'incontro attivo, attraverso un lavoro di riflessione,ricerca e costruzione intorno al progetto de LA CITTA' VAGANTE , coinvolgendo bambini,ragazzi e giovani.
Attraverso l'utilizzo di momenti di gioco, training tematici, riflessioni facilitate, metodologie attive, provenienti da diverse discipline, il partecipante avrà la possibilità di realizzare con il proprio gruppo dei brevi saggi finali in una di queste forme:
1) azione teatrale in forma di rappresentazione o videodocumentata;
2) esposizione - mostra dei lavori realizzati;
in base al tema di lavoro e alla disponibilità degli allievi partecipanti. In ogni caso, sintesi di un percorso vasto articolato e ricco.
Il programma di lavoro prevede n°10 interventi di 2 ore per classe la partecipazione di minimo 2 classi (stesse giornate di lavoro, 2 ore per classe). Per complessive n°40 ore d'intervento e la compresenza di 2 operatori. Studiodrama si avvale di qualificati operatori, sia per quanto riguarda le tecniche utilizzate che per l'indirizzo complessivo del progetto stesso.
| Cada Die Teatro |
| Laboratorio teatrale indirizzato alle scuole elementari e medie inferiori |
Dal 1982 la compagnia Cada Die Teatro lavora a Cagliari.
AI centro della sua poetica, un forte impatto con la realtà, il confronto con temi forti e vicini al proprio vissuto. Un linguaggio semplice e comprensibile, nel tentativo di costruire un teatro popolare ma non per questo solo tradizionale. La sperimentazione di nuovi linguaggi scenici parte infatti dalla centralità del lavoro dell'attore inteso come pratica quotidiana e dall'interesse per la narrazione orale, e sfocia in una commistione di lingue e codici che parlano sempre e comunque "al presente". Proprio per il teatro dedicato ai ragazzi, che trova un pubblico attento all'ascolto e immediato nella risposta, la ricerca si approfondisce nella scrittura di fiabe originali e nelle tecniche di narrazione.
Il laboratorio teatrale che qui proponiamo, indirizzato ai ragazzi delle scuole elementari o medie inferiori sarà incentrato sulla conoscenza e l'utilizzazione di tecniche espressive teatrali: movimento del corpo, acrobatica elementare, espressività vocale, rapporto con il ritmo musicale, approccio alla dramma- tizzazione.
Non proponiamo tecniche di animazione, ma elementi specifici del percorso del lavoro dell'attore, chiaramente tenendo conto della realtˆ vissuta e dell'età dei giovani partecipanti.
Si consiglia un massimo di 10 partecipanti, i quali lavoreranno al recupero di alcuni aspetti culturali della loro città, della loro storia (lingua, racconti, canzoni e giochi).
Il laboratorio per uno svolgimento naturale, ha bisogno di spazi possibilmente luminosi (preferibilmente non palestre) e non freddi.
E' compito della scuola o dell'ente organizzatore il recupero dei seguenti materiali: radioregistratore e tappeti da ginnastica.
Sarà invece compito del Cada Die Teatro il reperimento di ogni altro elemento utile allo svolgimento del lavoro.
| Carme |
| Laboratorio musicale per studenti |
Oggi in sede pedagogica si sottolinea l'importanza dell'attività musicale per la crescita globale della persona e quindi dei suo equilibrio, considerando la musica come mezzo originale di conoscenza che permette lo sviluppo percettivo, sensoriale, estetico creativo. Non pochi individui infatti sembrano avere in se molte opportunità simili, ma l'ambiente spesso non offre gli stimoli necessari alla loro maturazione.
OBIETTIVI DEI LABORATORI
1) sensibilizzazione dell'attenzione;
2) affinamento della percezione;
3) partecipazione al gioco della ricerca e del rinvenimento delle diverse realtà acustiche
presenti in noi e nell'ambiente;
4) favorire il processo cognitivo e arricchire l'informazione dell'individuo.
DESCRIZIONE DEI LABORATORI
- individuazione del materiale acustico dell'ambiente esterno-naturale, del lavoro dell'uomo in generale;
- apprendimento del suono degli animali e successivamente individuarlo attraverso giochi di
riconoscimento creati dagli stessi ragazzi adeguatamente stimolati;
- riconoscere le voci e le diversità dei loro timbro e della loro estensione dell'uomo adulto, della donna,
del bambino, delle persone anziane;
- accostamento alla simbolizzazione mediante la traduzione di un suono-rumore in un segno
grafico preciso che lo rappresenti;
- ordinazione, classificazione, serializzazione dei suoni e del materiale acustico in base a durata,
altezza, intensità, variabilità, direzionalità;
- scoperta delle possibilità dell'apparato fonatorio e riflessione del suo utilizzo come componente
specifica del corpo con la quale poter giocare , esprimere, sonorizzare scene e immagini;
- educazione al canto corale della tradizione popolare e di quello moderno;
- costruzione di strumenti semplici.
- ascolto di brani e catalogazione e riconoscimento degli strumenti musicali. Particolare attenzione
verrà posta nell'uso di musiche e canti della tradizione sarda;
- studio di uno strumento musicale a scelta tra: flauto, tastiere (organo o simili), chitarra.
Il progetto è anche divisibile in 3 macro - episodi significativi:
Educazione e sensibilizzazione dell'organo uditivo. In questa fase la persona imparerà a distinguere altezza, timbro, durata dei suoni musicali. Verranno utilizzati per l'occasione strumenti ritmici e melodici.
Educazione ai diversi tipi di ascolto dei a musica. In questa fase la persona verrà invitata ad esprimere attraverso diversi linguaggi (verbale, grafico - pittoriche, mimico - gestuali) le emozioni create dall'ascolto o visione di un brano musicale e ad analizzarne le componenti principali.
Educazione al canto corale e alla creatività. Le persone verranno invitate a cantare in gruppo rispettando regole predeterminate di comportamento sia dell'attività dei coro sia della vita sociale. La creatività verrà sviluppata attraverso la creazione di colonne sonore per poesie, favole, e attraverso la creazione di una notazione musicale più vicina alla realtà sonora.
| Giallopapel |
| Laboratorio di pittura creativa |
Superando una curiosa concezione della pittura come attività legata a presunte doti innate o preacquisite, il laboratorio parte dalla fantasia e dall'immaginazione per trasformare tempere, carta, legno, stoffa e materiali di recupero in simpatiche creazioni. Considerando l'età dei partecipanti, l'obiettivo principale non è dunque soltanto quello di educare alla pittura, ma anche e soprattutto quello di aiutare i bambini andare forma alle proprie idee, valorizzandone la spontaneità.
Il filo conduttore dell'attività pittorica sarà la fiaba. Il racconto verrà scelto dalle insegnanti insieme alle animatrici.
Il bambino sarà guidato nella ricostruzione delle sequenze narrative attraverso il disegno, la manipolazione dei materiali semplici (pasta di sale, etc), le tecniche di pittura, l'uso dei pennelli e delle tempere. Verrà così realizzato un collage fatto con il cartoncino colorato, le paillettes e piccoli ritagli di legno, il tutto sovrapposto ad un lungo foglio di carta gialla. La stoffa, suddivisa poi tra i bambini, diverrà una piccola tela per i piccoli pittori.
Il bambino sarà coinvolto nel gioco interpretativo anche con l'uso del trucco teatrale.
Al termine del laboratorio sarà allestita una mostra dei lavori eseguiti.
ARTICOLAZIONE
Un incontro settimanale in orari e date da concordare, per un totale di 20 ore.
Il laboratorio sarà tenuto da due animatrici.
| Figli d'Arte Medas |
| Laboratorio e attività teatrali |
La parola è lo strumento attraverso il quale comunichiamo o possiamo ascoltare ogni genere di notizie. La parola è la convenzione attraverso la quale le immagini possono essere concretizzate, trasferite da una mente all'altra. La parola ha permesso all'uomo di poter immagazzinare notizie ed immagini nella propria memoria, ed infine ha fatto si che intere popolazioni potessero evolversi scambiandosi concetti ed esperienze. Tuttavia non esiste in natura un albero delle parole, e l'utilizzo della parola è sempre frutto di una mediazione che non sempre ottiene ciò che si era preposta in origine. Può capitare che volendo esprimere un pensiero, o un opinione, l'interlocutore capisca l'esatto contrario di ciò che viene detto; ciò può avvenire per almeno due motivi: l'inesattezza dei termini usati per esprimersi o la non comunione fra le persone che si che si confrontano in un dialogo, che magari hanno esperienze diverse ed attribuiscono alle stesse parole significati o suggestioni differenti. Il recitare utilizza le parole caricandole di suggestioni, forzandole, amplificandole.
Per recitare è importante essere precisi, conoscersi e conoscere, attingere da una fonte interna quelle notizie che forniscono allo strumento-attore quella forza che permette alla parola di creare quella suggestione che cattura, commuove, imbarazza. Per arrivare ad una simile capacità, che è in tutti innata, è necessario l'esercizio, e la pratica.
Si può lavorare con un solo gruppo di lavoro composto da non più di 20 elementi. Si può programmare la costruzione di una scenografia realizzata in economia dai ragazzi della scuola ed in collaborazione con un insegnate. Qualora non fosse possibile siamo in grado di realizzarla noi direttamente. Il progetto può avere uno sviluppo pluriennale per esempio realizzando per il secondo anno il video filmato tipo quello allegato alla richiesta. Un terzo anno si potrebbe realizzare un testo multimediale dedicato a Socrate ed alla sua Apologia dei quale ci riserviamo di parlare qualora foste interessati al progetto. I lavori verranno realizzati da tre animatori.
Ogni percorso è a se stante, ha vita propria. Le tecniche usate vanno dall'improvvisazione su canovaccio alla interpretazione della parola scritta, (manducazione della parola, respirazione, interpretazione).
Gli incontri hanno la durata di un'ora.
| Metamorphosi |
| Laboratorio di costruzione di giocattoli e strumenti musicali con materiali di recupero |
In un mondo dove le cose nuove nascono vecchie contenendo già in sé al momento della nascita l'ineluttabile necessità di una fine più rapida possibile, al solo scopo di lasciare posto ad un altro nuovo nato come rifiuto, quanti oggetti utilizziamo tutti i giorni sapendo che nel momento in cui li impieghiamo sono già rifiuti?
Le penne e i rasoi di plastica, le stoviglie di carta o plastica, i tappi e le bottiglie, l'imballo forse più di ogni altro oggetto rappresenta quel bene la cui essenza consiste nella sola capacità di trasformarsi in rifiuto, nel non avere un ciclo, una storia: una volta scoperto il contenuto, cessa la ragione di esistere dell'imballo, proprio nel momento in cui il contenuto comincia la sua esistenza. Il recupero però c'impone una certa cautela, poiché non si possono non considerare i costi economici, energetici ed ambientali, meglio sarebbe pensare ad un uso ciclico degli oggetti: fare il nuovo con il vecchio, eleggere il vecchio a materia prima.
Lavorare con i bambini, aiutandoli a recuperare un sano rapporto con il vecchio e il nuovo, equivale ad insegnargli a valorizzare la durata delle cose che transitano nella loro vita, in modo che possano arricchirle di valori certamente funzionali ma soprattutto affettivi ed estetici prima di considerarle rifiuti. Il rispetto e la cura per la fantasia, per l'immaginazione, per la curiosità infantile, così come la possibilità data al bambino di stabilire un contatto con gli oggetti, l'osservazione, la manipolazione delle cose costituiscono i sentieri sui quali guidare il bambino che vuole crescere; il gioco, o meglio, la situazione ludica rappresenta la carta vincente per raggiungere l'obbiettivo e la meta.
La nostra proposta vuole scommettere sui prodigi di un incontro: quello fra il bambino e le cose. Un incontro che se ben guidato e condotto può mettere in moto uno scambio vitale di significati profondi tra i soggetti. Dopo quell'incontro, infatti, il bambino non sarà sempre lo stesso come, del resto, non lo saranno le cose: il bambino avrà fatto progressi nel capire, organizzare, trasformare, simbolizzare, inventare. coordinamenti motori nascono e si stabilizzano proprio attraverso la continua manipolazione di materiali diversi che favoriscono anche lo sviluppo percettivo, la .scoperta, la fantasia, l'immaginazione. (Petter G).
OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI
Nei tempi passati il giocattolo artigianale, era ogni volta originale e a modo suo vivo. Oggi la produzione industriale offre ai bambini giocattoli standardizzati, spesso di dubbio gusto, che li inducono a giocare in modo stereotipato e artificioso. Questo laboratorio vuole indicare un modo di giocare diverso, libero e personale, che diverta e appaghi. Accentuando maggiormente il carattere di scoperta e sorpresa del gioco, proprio per incuriosire i bambini a "usare" i giochi da loro costruiti e abbandonare i giochi preconfezionati, esercitando fantasia e creatività.
- Socializzazione
- Comunicazion
- Sviluppo della creativitˆ e della manualitˆ
- Rispetto della natura e dell'ambiente
Ogni manufatto realizzato dal bambino, anche se imperfetto e approssimativo, l'avrà impegnato a ideare e programmare l'esecuzione del lavoro, a risolvere le difficoltà di ordine tecnico connesse alla manipolazione degli arnesi e dei materiali. Tutte operazioni che attivano la sua intuizione, la sua attenzione e la capacità di percezione delle forme e dei colori.
Ogni bambino potrà costruire con le sue mani giocattoli appartenenti alla nostra tradizione e giocattoli appartenenti ad altre culture.
La realizzazione dei giocattoli darà al bambino la possibilità di accrescere le sue capacità artigianali, e diventa di conseguenza uno stimolo per continuare a "fare con le sue mani".
- Costruzione di giocattoli sonori e "strumenti" musicali.
- Conoscenza dei materiali e individuazione di quelli di recupero. In un mondo dove le cose nuove nascono vecchie contenendo già in sé al momento della nascita l'ineluttabile necessità di una fine più rapida possibile, al solo scopo di lasciare posto ad un altro nuovo nato come rifiuto, quanti oggetti utilizziamo tutti i giorni sapendo che nel momento in cui li impieghiamo sono già rifiuti?
Le penne e i rasoi di plastica, le stoviglie di carta o plastica, i tappi e le bottiglie, l'imballo forse più di ogni altro oggetto rappresenta quel bene la cui essenza consiste nella sola capacità di trasformarsi in rifiuto, nel non avere un ciclo, una storia: una volta scoperto il contenuto, cessa la ragione di esistere dell'imballo, proprio nel momento in cui il contenuto comincia la sua esistenza. Il recupero però c'impone una certa cautela, poiché non si possono non considerare i costi economici, energetici ed ambientali, meglio sarebbe pensare ad un uso ciclico degli oggetti: fare il nuovo con il vecchio, eleggere il vecchio a materia prima.
Lavorare con i bambini, aiutandoli a recuperare un sano rapporto con il vecchio e il nuovo, equivale ad insegnargli a valorizzare la durata delle cose che transitano nella loro vita, in modo che possano arricchirle di valori certamente funzionali ma soprattutto affettivi ed estetici prima di considerarle rifiuti. Il rispetto e la cura per la fantasia, per l'immaginazione, per la curiosità infantile, così come la possibilità data al bambino di stabilire un contatto con gli oggetti, l'osservazione, la manipolazione delle cose costituiscono i sentieri sui quali guidare il bambino che vuole crescere; il gioco, o meglio, la situazione ludica rappresenta la carta vincente per raggiungere l'obbiettivo e la meta.
La nostra proposta vuole scommettere sui prodigi di un incontro: quello fra il bambino e le cose. Un incontro che se ben guidato e condotto può mettere in moto uno scambio vitale di significati profondi tra i soggetti. Dopo quell'incontro, infatti, il bambino non sarà sempre lo stesso come, del resto, non lo saranno le cose: il bambino avrà fatto progressi nel capire, organizzare, trasformare, simbolizzare, inventare. coordinamenti motori nascono e si stabilizzano proprio attraverso la continua manipolazione di materiali diversi che favoriscono anche lo sviluppo percettivo, la .scoperta, la fantasia, l'immaginazione. (Petter G).
OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI
Nei tempi passati il giocattolo artigianale, era ogni volta originale e a modo suo vivo. Oggi la produzione industriale offre ai bambini giocattoli standardizzati, spesso di dubbio gusto, che li inducono a giocare in modo stereotipato e artificioso. Questo laboratorio vuole indicare un modo di giocare diverso, libero e personale, che diverta e appaghi. Accentuando maggiormente il carattere di scoperta e sorpresa del gioco, proprio per incuriosire i bambini a "usare" i giochi da loro costruiti e abbandonare i giochi preconfezionati, esercitando fantasia e creatività.
- Socializzazione
- Comunicazion
- Sviluppo della creativitˆ e della manualitˆ
- Rispetto della natura e dell'ambiente
Ogni manufatto realizzato dal bambino, anche se imperfetto e approssimativo, l'avrà impegnato a ideare e programmare l'esecuzione del lavoro, a risolvere le difficoltà di ordine tecnico connesse alla manipolazione degli arnesi e dei materiali. Tutte operazioni che attivano la sua intuizione, la sua attenzione e la capacità di percezione delle forme e dei colori.
Ogni bambino potrà costruire con le sue mani giocattoli appartenenti alla nostra tradizione e giocattoli appartenenti ad altre culture.
La realizzazione dei giocattoli darà al bambino la possibilità di accrescere le sue capacità artigianali, e diventa di conseguenza uno stimolo per continuare a "fare con le sue mani".
- Costruzione di giocattoli sonori e "strumenti" musicali.
- Conoscenza dei materiali e individuazione di quelli di recupero.In un mondo dove le cose nuove nascono vecchie contenendo già in sé al momento della nascita l'ineluttabile necessità di una fine più rapida possibile, al solo scopo di lasciare posto ad un altro nuovo nato come rifiuto, quanti oggetti utilizziamo tutti i giorni sapendo che nel momento in cui li impieghiamo sono già rifiuti?
Le penne e i rasoi di plastica, le stoviglie di carta o plastica, i tappi e le bottiglie, l'imballo forse più di ogni altro oggetto rappresenta quel bene la cui essenza consiste nella sola capacità di trasformarsi in rifiuto, nel non avere un ciclo, una storia: una volta scoperto il contenuto, cessa la ragione di esistere dell'imballo, proprio nel momento in cui il contenuto comincia la sua esistenza. Il recupero però c'impone una certa cautela, poiché non si possono non considerare i costi economici, energetici ed ambientali, meglio sarebbe pensare ad un uso ciclico degli oggetti: fare il nuovo con il vecchio, eleggere il vecchio a materia prima.
Lavorare con i bambini, aiutandoli a recuperare un sano rapporto con il vecchio e il nuovo, equivale ad insegnargli a valorizzare la durata delle cose che transitano nella loro vita, in modo che possano arricchirle di valori certamente funzionali ma soprattutto affettivi ed estetici prima di considerarle rifiuti. Il rispetto e la cura per la fantasia, per l'immaginazione, per la curiosità infantile, così come la possibilità data al bambino di stabilire un contatto con gli oggetti, l'osservazione, la manipolazione delle cose costituiscono i sentieri sui quali guidare il bambino che vuole crescere; il gioco, o meglio, la situazione ludica rappresenta la carta vincente per raggiungere l'obbiettivo e la meta.
La nostra proposta vuole scommettere sui prodigi di un incontro: quello fra il bambino e le cose. Un incontro che se ben guidato e condotto può mettere in moto uno scambio vitale di significati profondi tra i soggetti. Dopo quell'incontro, infatti, il bambino non sarà sempre lo stesso come, del resto, non lo saranno le cose: il bambino avrà fatto progressi nel capire, organizzare, trasformare, simbolizzare, inventare. coordinamenti motori nascono e si stabilizzano proprio attraverso la continua manipolazione di materiali diversi che favoriscono anche lo sviluppo percettivo, la .scoperta, la fantasia, l'immaginazione. (Petter G).
OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI
Nei tempi passati il giocattolo artigianale, era ogni volta originale e a modo suo vivo. Oggi la produzione industriale offre ai bambini giocattoli standardizzati, spesso di dubbio gusto, che li inducono a giocare in modo stereotipato e artificioso. Questo laboratorio vuole indicare un modo di giocare diverso, libero e personale, che diverta e appaghi. Accentuando maggiormente il carattere di scoperta e sorpresa del gioco, proprio per incuriosire i bambini a "usare" i giochi da loro costruiti e abbandonare i giochi preconfezionati, esercitando fantasia e creatività.
- Socializzazione
- Comunicazion
- Sviluppo della creativitˆ e della manualitˆ
- Rispetto della natura e dell'ambiente
Ogni manufatto realizzato dal bambino, anche se imperfetto e approssimativo, l'avrà impegnato a ideare e programmare l'esecuzione del lavoro, a risolvere le difficoltà di ordine tecnico connesse alla manipolazione degli arnesi e dei materiali. Tutte operazioni che attivano la sua intuizione, la sua attenzione e la capacità di percezione delle forme e dei colori.
Ogni bambino potrà costruire con le sue mani giocattoli appartenenti alla nostra tradizione e giocattoli appartenenti ad altre culture.
La realizzazione dei giocattoli darà al bambino la possibilità di accrescere le sue capacità artigianali, e diventa di conseguenza uno stimolo per continuare a "fare con le sue mani".
- Costruzione di giocattoli sonori e "strumenti" musicali.
- Conoscenza dei materiali e individuazione di quelli di recupero.
| Palazzo d'Inverno |
| Laboratorio di animazione teatrale |
La presente proposta operativa ha come scopi prioritari quelli di:
1) favorire, attraverso l'interazione e il confronto tra i partecipanti, la maturazione individuale e collettiva;
2) stimolare, attraverso l'attività di animazione teatrale, la fantasia e l'espressività del singolo e del gruppo;
3) incentivare, mediante la valorizzazione delle capacità espressive manifeste del ragazzo,
la partecipazione di tutti i membri alle attività di gruppo.
Il bambino inoltre, sarà lasciato libero di accedere a forme di espressione alternative (il dialetto, per esempio, lo slang o lingue comunque diverse dall'italiano), laddove queste risultino - appunto - più espressive o caratteristiche e consentano di soddisfare appieno le esigenze della comunicatività.
Il laboratorio sarà articolato attorno a tre punti fondamentali:
la recitazione - il programma prevede che ai ragazzi vengano impartite le prime nozioni di espressione vocale, cosicché possano conoscere le tecniche di base della recitazione. Il lavoro avrà come fine quello di valorizzare l'espressività peculiare del singolo ragazzo, abituandolo a sfruttare appieno le potenzialità naturali della sua voce e a giocare consapevolmente con la varietà dei toni e delle espressioni che già appartengono alla sua esperienza quotidiana;
espressione corporea - in questa fase si insegneranno i primi rudimenti per una articolata organizzazione del movimento. Il fatto di trovarsi in uno stesso spazio, quello del palcoscenico, con altre persone che si muovono, giocano, recitano insieme a lui, rappresenterà per il bambino una utile esperienza, in quanto gli insegnerà a trovare il proprio spazio e tempo di azione in relazione a quelli degli altri ragazzi, e a prendere coscienza del proprio corpo e dei meccanismi di movimento.
scenografia e costumistica - questo punto prevede, infine, che il bambino impari a realizzare le scenografie e i costumi. L'esperienza pratica della creazione e dell'allestimento di una scena, per la quale operazione verranno utilizzati esclusivamente materiali poveri e di recupero, costituirà un adeguato incentivo allo sviluppo della manualità e della creatività, che si troveranno entrambe impegnate nell'elaborazione e nel riutilizzo dei materiali a disposizione
L'iniziativa, così sviluppata, rappresenta un organico tentativo di rendere accessibile ai ragazzi il mondo del teatro, solitamente così distante dalle loro esperienze quotidiane e dalle esigenze della loro fantasia; il laboratorio teatrale, inteso come progetto che sviluppi le potenzialità espressive e creative di ciascuno, costituirà un importante momento di aggregazione per i ragazzi.
| Palazzo d'Inverno |
| Progetto di educazione alla lettura |
Educazione alla lettura non significa solo insegnare a leggere correttamente ma, soprattutto, insegnare a "leggere". Mostrare cioè come attraverso la lettura si possono aprire porte e scoprire universi. Un'educazione alla lettura che ha dunque una duplice valenza; infatti, se da una parte cercheremo di mostrare il libro come strumento, questo si, irrinunciabile, di conoscenza, dall'altra cercheremo di insegnare a far vivere la parola scritta e quindi a comunicare le immagini che questa ci propone.
Cercheremo ora di illustrare che cos'è un laboratorio di educazione alla lettura.
La prima fase dei laboratorio è quella dell'educazione all'ascolto. Fase come è facile capire fondamentale per la realizzazione dei nostri obbiettivi.
L'educazione all'ascolto consiste nella lettura di una fiaba, un brano di prosa o di poesia; il testo verrà discusso sia per quanto riguarda i contenuti sia per quanto riguarda la "tecnica" di lettura.
Naturalmente facendo questo in modo semplice, diretto, divertente. Lo stesso discorso possiamo farlo per i due gradi di istruzione in oggetto, infatti a variare a seconda del grado di istruzione saranno il modo di rapportarsi ai ragazzi e il diverso grado di difficoltà che i ragazzi saranno chiamati a superare. (Potremmo usare per tutti la stessa fiaba, diverso sarà il modo di porsi di fronte ad essa).
Terminata la fase dell'ascolto inizia quella della lettura fatta dai ragazzi. In questa fase applicheremo le tecniche discusse in precedenza. Cominceremo a leggere partendo dalle vocali e dalle consonanti (A questo proposito potremmo intervenire su eventuali difetti di pronunzia). Cercheremo di capire come ogni lettera abbia una posizione all'interno della nostra bocca, racconteremo dell'esistenza delle sette vocali (a, è, é, i, ò, o, u), arriveremo (in tempi piuttosto rapidi) a parlare della sillaba, della parola, dell'accento tonico. Dalla parola passeremo alla frase e inevitabilmente alla punteggiatura quindi al discorso, alla pausa, al silenzio, al ritmo, alla musicalità. Cercheremo di scoprire gli elementi, di cui possiamo servirci per far giungere la nostra lettura agli ascoltatori. Questi avranno il compito non certo passivo di sottolineare pregi e difetti della lettura, instaurando in tal modo un rapporto di partecipazione massima ad ogni fase della lezione. La lettura è in realtà basata su alcune regole semplici ed essenziali, di facile apprendimento specie in giovane età.
Semplificando al massimo riassumiamo i punti che toccheremo durante il laboratorio:
- nozioni di tecnica vocale;
- principi di dizione le vocali le consonanti;
- la sillaba;
- la parola l'accento la frase la punteggiatura;
- il discorso;
- il ritmo la pausa;
- il silenzio l'interpretazione.
Concetti chiariti (almeno in parte) da insegnanti e professori, ma solo teoricamente.
Questo laboratorio ha dunque il compito di chiarirli ulteriormente e di passare dalla teoria alla pratica; insegnare cioè ad applicare concetti che troppo spesso rimangono vuoti e distanti dai ragazzi. Trovare sempre e in ogni caso agganci con la realtà è essenziale se vogliamo raggiungere l'obbiettivo di dare a ragazzi e docenti coordinate teorico-pratiche indispensabili per poter proseguire il discorso sulla lettura che non può esaurirsi i pochi mesi, ma che può essere approfondito fino a parlare di interpretazione.
L'Associazione si servirà di attori professionisti particolarmente adatti a questo tipo di intervento e varieranno a seconda dei periodo in cui si svolgeranno i laboratori.
Per quanto riguarda la scelta delle letture, queste saranno concordate preventivamente con i diversi istituti. Naturalmente l'associazione consiglierˆ alcune letture che ritiene fondamentali all'interno dei laboratorio in oggetto.
| Teatro del Sale |
| Laboratorio teatrale |
In questo laboratorio i bambini e l'operatore scelgono insieme una storia da raccontare, che può essere una storia di fantasia, un fatto d'attualità, una fiaba... La storia verrà scritta in senso drammaturgico e raccontata attraverso tanti punti di vista quanti sono i bambini che partecipano. L'obiettivo di questo laboratorio favorire e acuire la curiosità e lo spirito d'osservazione dei bambini, oltre che, naturalmente, la creatività e l'immaginazione.
I protagonisti di "Ora tocca a me" sono quindi totalmente i bambini che rappresenteranno alla fine le tante sfumature della stessa storia vissuta da diversi individui.
Il laboratorio, della durata di 20 ore (si consiglia un incontro settimanale di due ore), è articolato in tre fasi:
onoscenza tra bambini e operatore attraverso giochi ed esercizi fisici;
percorso creativo che va dall'invenzione alla narrazione del testo e all'adattamento dello spazio scenico;
messa in scena.
Numero partecipanti: classi di circa 20 alunni.
Operatore: uno degli attori della compagnia Teatro del Sale di Cagliari
| Tersicorea |
| Laboratorio di danza e gioco coreografico |
Proposto in forma ludica ai bambini delle scuole elementari e ai ragazzi delle scuole medie, il laboratorio ha lo scopo di evidenziare il gioco della danza come codice espressivo originale. Infatti, oltre il linguaggio delle parole scritte o parlate, e oltre ai linguaggi della musica e delle immagini, il linguaggio del corpo verrà mostrato come loro possibile sintesi.
Preliminare sarà la presa di coscienza del proprio corpo, la valutazione critica della propria gestualità e la rimozione di eventuali blocchi psicologici. Tenendo conto delle diverse fasce di età e delle capacità di ciascuno, si passerà agli esercizi pratici: strutturazione spazio-temporale, educazione alla coordinazione, all'equilibrio, al ritmo e al controllo motorio. Da questo punto di vista il laboratorio sarà particolarmente raccomandato ai portatori di handicap, che potranno cogliere, al pari dei loro compagni, un'opportunità di sviluppo armonico e di crescita personale, oltre che di partecipazione alle attività di gruppo.
Attraverso un attento lavoro di educazione alla concentrazione e di affinamento della sensibilità, i diversi apporti individuali verranno coordinati progressivamente in una coreografia compiuta, da rappresentarsi in un saggio finale aperto a genitori e insegnanti.
| Cajka |
| Progetto per un intervento di didattica teatrale |
Le più recenti esperienze teatrali nelle scuole europee, hanno determinato la nascita di un nuovo teatro, che, sotto il nome di "Quinto Teatro", occupa, oggi, un posto di particolare attenzione da parte della critica, del pubblico e delle strutture di produzioni ufficiali. E' proprio con i ragazzi che, attraverso un intervento didattico pratico e teorico, si articola un percorso di lavoro in due fasi:
1° FASE
Programma di lavoro pratico:
1) chiarezza dei segni;
2) consapevolezza del proprio potenziale di energia;
3) disponibilità a mettersi in gioco;
4) coscienza dello spazio;
5) tecnica della lettura;
6) tecnica dell'improvvisazione
2° FASE
Programma di lavoro teorico:
1) teatro delle origini, il teatro come luogo di comunicazione universale: dallo sciamano alla creazione e scrittura di nuove forme di narrazione;
2) leggere il teatro;
3) ipotesi per un allestimento teatrale: tracce tecniche, il teatro e i suoi luoghi;
4) scrivere una recensione: assistere ad uno spettacolo teatrale e scriverne una recensione; lettura di recensioni sui quotidiani italiani (o stranieri).
I temi e testi che verranno affrontati saranno scelti e valutati in rapporto alle differenti fasce di età degli alunni, ai programmi e alle esigenze dei docenti.
Nota: Il progetto-proposta qui illustrato fornisce una indicazione di massima circa la tipologia degli interventi e dei servizi che Vi offriamo, prevedendo una assoluta disponibilità a collaborare per meglio soddisfare le diverse esigenze di singoli istituti, trasformando o inserendo elementi del programma alunni all'interno del percorso di formazione per i docenti, e viceversa. Il progetto è attuabile in diverse soluzioni, atte a soddisfare le singole esigenze e disponibilità.
| Tascusì |
| Laboratorio di teatro danza |
Tale progetto può essere proposto anche, con la dovute modifiche di programma adatte ad una utenza adulta, come aggiornamento per gli insegnanti.
L'obiettivo a cui si tende è quello di indirizzare i ragazzi verso una disciplina, il Teatro-Danza, che permette, attraverso il suo linguaggio, di giungere ad una maggiore conoscenza del proprio corpo e delle sue varie possibilità espressive e creative.
Partendo da tali presupposti lo scopo educativo che si intende raggiungere è quello di far si che gli allievi acquistino consapevolezza del proprio essere e quindi maggiore sicurezza, non solo in tutte le altre attività didattiche, ma anche nei rapporti sociali.
Affinché i ragazzi possano raggiungere un pieno equilibrio psico-motorio, occorre che vengano educati al senso del ritmo, all'allineamento corporeo, al movimento nello spazio (rapporto movimento spazio-tempo) e alla creatività.
La finalità principale che tale laboratorio si prefigge è dunque quella di far si che gli allievi prendano coscienza del proprio essere:
ttraverso l'educazione all'intensità, alla memoria ed alla bellezza del gesto mediante uno studio tecnico della forma;
creando un'attitudine precisa di sensibilizzazione artistica che dovrˆ coinvolgere tutti i sensi dell'individuo, preparando lo studente al palcoscenico inteso come luogo preferenziale di amplificazione e vetrina della vita.
Metodologia degli incontri
TECNICA
Esercizi di base per il "piazzamento" (a terra e in piedi), definizione e approfondimento di una sequenza di movimenti. Studio del ritmo musicale attraverso specifici esercizi ritmici proposti sotto forma di gioco.
LABORATORIO
- L'essere scenico: l'azione scenica come disposizione ed offerta verso chi ascolta.
- Improvvisazione: dall'intuizione all'esecuzione.
- Composizione: dall'esecuzione, attraverso la memoria, alla creazione (opera finita e ripetibile).
- Improvvisazione libera, con o senza sottofondo musicale.
Per facilitare il lavoro di creatività, che le docenti dovranno poi eseguire con i loro allievi, le composizioni verranno proposte a tema, e le compagne di corso diverranno a turno le esecutrici delle composizioni.
A conclusione del laboratorio è prevista una lezione dimostrativa del lavoro svolto. Oppure uno spettacolo da rappresentare nelle scuole a scopo divulgativo e di sensibilizzazione di tale attività artistica.
Il laboratorio può essere articolato prevedendo incontri due volte alla settimana, per classi di 20 o 25 individui, in un arco di tempo che può comprendere l'intero anno accademico o un periodo più limitato (per esempio 3 o 4 mesi).



