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    Mercoledì, 23 Ottobre 2002 17:53

    Laboratori Teatro Ragazzi 2002

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    Compagnia  Spettacolo
    Art'in scena  Corso di Animazione
    Cada Die Teatro  L'attore creativo
    Centro Studi Danza Animazione Arte Terapia  Laboratorio di animazone teatrale
    I Delfini  Il tempo dell'incanto
    Figli d'arte Medas  Laboratorio di attività teatrale
    Giallopapel  Laboratorio di pittura creativa
    Improvvisamente  Laboratorio di teatro danza per
     le scuole medie superiori
    Palazzo d'Inverno  Labortorio di educazione alla lettura
    Teatro Tages  Mani in alto
    Tascusi'  Teatro Danza
    Tanit  Giochi e giocattoli
    Teatro Laboratorio Alkestis  Programma di animazione teatrale
    Tersicorea  Danza e gioco coreografico



    ART'IN SCENA
    Corso di animazione

    Animazione, teatro, spettacolo: momenti educativi per leggere ed interpretare la realtà. Ecco l'esigenza di operare con progetti che conducano l'allievo attraverso percorsi formativi verso nuove conoscenze e lo invoglino a scoprire diverse forme comunicative non solo come fruitore ma soprattutto come propositore. Utilizzo dell'animazione come studio riflessivo delle proprie capacità. Animazione intesa quindi come processo, luogo e momento in cui scaturiscono tensioni comunicative che oltrepassano quelle razionali; dove si sviluppa l'intelligenza emotiva, spazio e tempo in cui la forza dell'allievo può esprimersi come scoperta attiva delle problematiche che incideranno sulla formazione dell'individuo nella vita della comunità. Specifici laboratori con diverse modalità e articolazione affronteranno parallelamente e a diverso livello una tematica comune (eventualmente concordabile con il personale insegnante) attraverso il percorso "conoscere se stessi per conoscere gli altri".
    Da una prima fase di studio ed analisi di lettura espressiva di se stessi e delle capacità creativo/comunicative individuali e di gruppo, si passerà ad affrontare specificatamente gli elementi base dei vari modi comunicativi dei singoli laboratori cogliendone gli aspetti meta/paralinguistici. Dallo studio degli schemi motori all'uso del gesto, della voce, del movimento in situazioni ritmiche in relazione alla capacità espressiva/comunicativa. Quindi lavoro creativo, a seconda del laboratorio, in giocodramma, manuale operativo, drammaturgica, che seguendo parallelamente l'attività didattica e utilizzandone i vari elementi acquisiti dagli allievi, inviterà gli stessi a reinterpretare ed animare percorsi studiati trovando un personale spazio drammatico dove poter giocare con la propria creatività dando forza all'immaginazione per collocare tempi e luoghi in una nuova dimensione narrativa attraverso un processo di reinvenzione

    CADA DIE TEATRO
    Laboratorio teatrale: l'attore creativo

    Dal 1982 la compagnia Cada Die Teatro lavora a Cagliari. Al centro della sua poetica un forte impatto con la realtà, il confronto con temi forti e vicini al proprio vissuto. Un linguaggio semplice e comprensibile, nel tentativo di costruire un teatro popolare ma non per questo solo tradizionale. La sperimentazione di nuovi linguaggi scenici parte infatti dalla centralità del lavoro dell'attore inteso come pratica quotidiana e dall'interesse per la narrazione orale, e sfocia in una commistione di lingue e codici che parlano sempre e comunque "al presente". Proprio per il teatro dedicato ai ragazzi, che trova un pubblico attento all'ascolto e immediato nella risposta, la ricerca si approfondisce nella scrittura di fiabe originali e nelle tecniche di narrazione. Il laboratorio teatrale che qui proponiamo, indirizzato ai ragazzi delle scuole elementari o medie inferiori sarà incentrato sulla conoscenza e l'utilizzazione di tecniche espressive teatrali: movimento del corpo, acrobatica elementare, espressività vocale, rapporto con il ritmo musicale, approccio alla drammatizzazione. Non proponiamo tecniche di animazione, ma elementi specifici del percorso del lavoro dell'attore, chiaramente tenendo conto della realtà vissuta e dell'età dei giovani partecipanti. Si consiglia un massimo di 20 partecipanti, i quali lavoreranno al recupero di alcuni aspetti culturali della loro città, della loro storia (lingua, racconti canzoni e giochi). Il laboratorio per uno svolgimento naturale, ha bisogno di spazi possibilmente luminosi (preferibilmente non palestre) e non freddi.

    CENTRO STUDI DANZA ANIMAZIONE ARTE TERAPIA
    Labortorio di animazione teatrale

    L'animazione teatrale è un attività interdisciplinare e di gruppo e per quanto riguarda il teatro un'ideale esperienza propedeutica. L'espressione corporea e gestuale, lo spazio e l'immagine, il suono e la parola, la ricerca di un originaria globalità, espressiva, attraverso l'utilizzo di una pluralità di linguaggi, sono gli strumenti messi in campo dall'animazione teatrale per il raggiungimento di molteplici obiettivi: la presa di coscienza di sè, della propria corporeità e vocalità: la riappropriazione, verifica e sviluppo di capacità espressive e comunicative, personali e di gruppo; l'opportunità di vivere momenti di socializzazione con valore terapeutico e insieme compiere un itinerario corretto di propedeutica teatrale: lavorare in gruppo per la realizzazione di uno spettacolo di animazione teatrale. Il laboratorio teatrale si svilupperà intorno a due momenti principali: quello propedeutico al linguaggio teatrale e quello espressivo e comunicativo, orientato alla valorizzazione, attraverso la riproposta scenica dei materiali riguardanti la letteratura orale.
    Gli Obiettivi
    - Acquisizione da parte dei partecipanti di modalità e strumenti con cui lavorare, di momenti operativi orientati alla promozione di interessi e ulteriori capacità manipolative e cognitive, atteggiamenti espressivi corretti e ben consolidati su esperienze concrete.
    - Applicazione di tecniche stimolanti che offrono la possibilità a quei partecipanti che accusano insuccessi, timidezza o vivono in condizioni di insufficienza di stimoli culturali, l'occasione di un recupero e di un proficuo inserimento nell'ambiente circostante e nel gruppo
    - Valorizzare al massimo le potenzialità positive della dimensione di gruppo, sia per la ricchezza delle relazioni e comunicazioni interpersonali, sia per la stessa concretizzazione del lavoro teatrale, mostra o performance.
    Itinerari
    1a fase
    - formazione di uno o più gruppi formati per fasce omogenee d'età bambini adolescenti non superiore a 10/15 partecipanti;
    - presentazione del progetto, finalità ed obiettivi;
    - esercitazioni e giochi propedeutici al lavoro di gruppo;
    - giochi ed esercitazioni per la presa di coscienza della respirazione del corpo e della voce;
    - giochi ed esercitazioni mimico-gestuali;
    - improvvisazione gestuale;
    - percorsi immaginativi, verbalizzazione e creazione di brevi itinerari drammaturgici con riferimento
    al teatro primitivo e contemporaneo;
    - esperienze strutturo-ritmiche-gestuali, musicali e vocali improntate sui racconti popolari o vicende raccolti nel corso della ricerca sul campo;
    - improvvisazioni di gruppo su temi stimolanti per la produzione di immagini e azioni
    teatrali non stereotipi;
    2a fase
    - individuazione di un testo o di un racconto popolare per la loro messa in scena di un'azione teatrale;
    - recitazione e dizione nel rispetto delle varianti linguistiche italiano-sardo;
    - progettazione dello spazio scenico e di una probabile scenografia
    3a fase
    - prove per la messa in scena dell'azione teatrale;
    - presentazione al pubblico;

    I DELFINI
    Tempo dell'incanto

    Un laboratorio è, di norma, un luogo dove si sperimenta. Nei laboratori di chimica si mescolano elementi, si provano combinazioni. Nei laboratori teatrali, l'individuo sperimenta su sè stesso. Il teatro è fatto di attori, i cui elementi di studio e di ricerca sono il proprio e l'altrui corpo, la propria e l'altrui voce, le proprie e le altrui emozioni. Un laboratorio teatrale è un viaggio attraverso il proprio corpo e la propria voce alla scoperta di un "nuovo sentire" individuale e collettivo. Attraverso le tecniche dell'attore si accompagna l'individuo in un percorso di crescita e di sviluppo delle proprie capacità creative... il lavoro si svolgerà attraverso:
    - Le tecniche del corpo e della voce
    Il gruppo verrà guidato in un training fisico che inizierà con lo scioglimento del corpo, rilassamento, tecniche di respirazione, alcuni cenni d'acrobatica. Si lavorerà su movimenti e sonorità "rubate" alla vita quotidana. Compatibilmente con le capacità e le difficoltà degli individui verranno proposti esercizi di ritmo, di scomposizione di corpo, di coordinazione. Verranno proposte tecniche di emissione vocale (esercizi di articolazione verbale e fonazione)
    - Rapporto con lo spazio e con i compagni
    Molto importante sarà la percezione dello spazio in cui si lavorerà. Si creerà un ambiente "protetto" dove si possa "provare, sbagliare e riprovare", facendo in modo di vedere, sentire i propri compagni in un modo differente da quello quotidiano.
    I personaggi
    I ragazzi verranno stimolati a dare vita a differenti personaggi interpretando diversi ruoli in base alle situazioni proposte.
    Maieutica
    Altro principio che seguiremo sarà il lavorare sulla differenza e non sulla omologazione: non esiste un modo "giusto" per esprimere un determinato sentimento, ognuno ha il suo, il segreto sta nel riuscire a tirarlo fuori.
    Il teatro come gioco
    Da non dimenticare è che il teatro racchiude in sè l'educazione al gioco: gran parte della attivitˆ pedagogica teatrale avviene infatti in forma ludica, sia con gli adulti che con i più piccoli, e come ogni gioco anche il teatro ha le sue regole.

    Esigenze tecniche:
    Una sala di dimensioni 10x10 mt. minimo
    Numero massimo di partecipanti: 20 ragazzi

    FIGLI D'ARTE MEDAS
    Attività Teatrale

    Per troppi anni il teatro è stato lontano dalla scuola, sia a causa degli spazi, ritenuti non idonei, ed anche perchè nella programmazione didattica non veniva considerato disciplina essenziale. In parte ciò è vero, in quanto il teatro in se non ha nulla di didattico, ma presuppone una certa disciplina di base, ed una cultura sensibilizzata, organizzata in modo tale da creare l'immediato scambio tra messaggio trasmesso e soggetto assorbente. Negli anni 50 in Europa e in Usa sono nate nuove tecniche, perciò di riflesso numerosi operatori anche in Italia ne hanno seguito le tracce, cui risultati sono venuti alla luce solo in quest'ultimo ventennio. Il teatro cosi, da disciplina scontata, inteso come macchina perfetta ed imperturbabile, ha spostato il suo perno e si è scisso, una parte degli operatori si sono rivolti nella sfera dei postmoderno, mentre una seconda schiera ha cercato in se le motivazioni aggreganti della espressione teatrale, scoprendo che esiste una grande forza creativa nel gruppo che produce lo spettacolo. Nasce così il collettivo, l'insieme, di conseguenza l'espressione del gruppo. Ecco perciò la spettacolarizzazione dei problemi dei gruppo, insomma una ricerca sull'espressività che è il risultato di un laboratorio che fonda il suo criterio su una base ben precisa; il gruppo, la conoscenza di se stessi nel gruppo, la creazione di una disciplina che è finalmente l'esigenza di una ricerca interna, non un imposizione esterna. Questo è il principio base dei primi laboratori teatrali. Il teatro per ragazzi si ispira allo stesso principio, la socializzazione, anche se altri sono gli obiettivi specifici. Il teatro piace ai ragazzi quando nasce dalla esigenza del gruppo di esprimersi attraverso esso, piace un po' meno quando viene proposto loro caricato di quei simboli didattici che troppo spesso creano in loro difficoltà, e noi sappiamo che le difficoltà generano diffidenza, e le diffidenze frazionano il gruppo. Quando accade questo fatto non ci sono più spazi per lo scambio e l'apprendimento di gruppo. E giusta l'esigenza di un laboratorio teatrale, che partendo dal gioco, segue un itinerario lineare, fino alla genesi di uno spettacolo, il tutto all'interno della programmazione didattica, e tendente, fin dal principio, alla socializzazione ed alla creatività espressiva. In questo modo la drammatizzazione sarà il risultato di un bisogno che negli anni sta diventando basilare, nel ragazzo e nei suoi insegnanti, i quali hanno finalmente accettato. Anche perchè si è reso accessibile, spogliandosi di quelle forme intellettualistiche che lo rendevano ostico ai più.

    GIALLOPAPEL
    Laboratorio di pittura creativa

    Superando una curiosa concezione della pittura come attività legata a presunte doti innate o preacquisite, il laboratorio parte dalla fantasia e dall'immaginazione per trasformare tempere, carta, legno, stoffa e materiali di recupero in simpatiche creazioni. Considerando l'età dei partecipanti, l'obiettivo principale non è dunque soltanto quello di educare alla pittura, ma anche e soprattutto quello di aiutare i bambini a dare forma alle proprie idee, valorizzandone la spontaneità. Il filo conduttore dell'attività pittorica sarà la fiaba. Il racconto verrà scelto dalle insegnanti insieme alle animatrici.
    Il bambino sarà guidato nella ricostruzione delle sequenze narrative attraverso il disegno, la manipolazione dei materiali semplici (pasta di sale, etc), le tecniche di pittura, l'uso dei pennelli e delle tempere. Verrà così realizzato un collage fatto con il cartoncino colorato, le paillettes e piccoli ritagli di legno, il tutto sovrapposto ad un lungo foglio di carta gialla.
    La stoffa, suddivisa poi tra i bambini, diverrà una piccola tela per i piccoli pittori. Il bambino sarà coinvolto nel gioco interpretativo anche con lÕuso del trucco teatrale. Al termine del laboratorio sarà allestita una mostra dei lavori eseguiti.
    ARTICOLAZIONE: un incontro settimanale in orari e date da concordare, per un totale di 20 ore. Il laboratorio sarà tenuto da due animatrici.

    IMPROVVISAMENTE
    Laboratorio di teatro danza per gli studenti delle scuole medie superiori

    Il progetto prende spunto dal testo di Bachisio Bandinu Lettera a un giovane sardo e dalle osservazioni in esso contenute in merito alle contraddizioni che sorgono dal rapporto fra tradizione e mutamento nella società contemporanea sarda. Bandinu riflette sulla relazione conflittuale sperimentata dai giovani che appartengono alla cultura globale, ma che vivono nel villaggio locale. Cittadino dei mondo e abitante dei luogo, il giovane sperimenta una duplice appartenenza. viaggia per le autostrade elettroniche e per le viuzze sconnesse dei proprio paese. Tra incantato realtà virtuale e monotona verità quotidiana. Nell'ambivalenza di corpo e immagine, vita e rappresentazione, realtà e finzione. Appartiene al villaggio globale e al villaggio locale. Una duplice appartenenza che sperimenta in una convivenza simultanea. Ma anche in una comunicazione conflittuale tra mondi differenti. Una relazione contradditoria spesso vissuta in modo negativo. Emblematica di questo conflitto è la relazione fra mente e corpo e la rispettiva adesione a due realtà differenti: Il corpo è inesorabilmente territoriale. Vive in un luogo, si muove in uno spazio, opera in un ambiente. Vive nel villaggio locale, misura il piede e il passo nelle vie, nelle piazze dei paese, apprende e verifica un ordine spaziale - centro, periferia, campagna, mare, monte. Il corpo è locale, in rapporto con un mondo esterno tangibile, circoscritto. Tu appartieni al villaggio locale. Ma dov'è la tua mente?
    Il giovane vive il tempo pieno dei visibile, dell'udibile: tempo di Coca Cola, di Nike, di Levi's, di Sony. Dentro un involucro sonoro di voci, musica, vibrazioni, fascinazioni. Il terzo millennio incomincia. Muteranno i codici della visione e dell'ascolto, dei tatto e dei gusto. Forse anche i codici dei pensiero. Appartieni al villaggio globale, all'universo della simulazione. Ma dov'è il tuo corpo? .

    A partire da questi interrogativi si svilupperà la riflessione sul tema, che gli studenti elaboreranno attraverso i linguaggi dei teatro e della danza, l'uno più legato alla parola e quindi al senso e al significato, e l'altro al corpo e allo spazio e quindi alla suo appartenenza ad un luogo.

    METODOLOGIA
    Gli studenti verranno introdotti al linguaggio espressivo della danza e dei teatro, non attraverso delle tecniche formali, bensì imparando a trasferire immagini ed emozioni nel corpo e ad esprimerle con la voce. Partendo dalla decodificazione dei codici espressivi che a livello quotidiano e sociale creiamo di continuo, i ragazzi esploreranno il loro immaginario sul tema, partendo dal loro vissuto che sarà fonte d'ispirazione per lo sviluppo dei lavoro. Tutto il materiale prodotto verrà utilizzato come spunto per il lavoro di ricerca sul corpo e sulla drammatizzazione.

    MODALITA' DI SVOLGIMENTO
    Il percorso si articolerà in diversi momenti:
    - Fase propedeutica
    - Fase creativa
    - Verifica del lavoro

    FASE PROPEDEUTICA
    La fase propedeutica, intesa come preparazione al lavoro, caratterizzerà ogni incontro e sarà incentrata sulla presa di coscienza dei corpo, attraverso una serie di esercizi di esplorazione e percezione delle sue diverse parti e delle differenti qualità di movimento. Tale fase sarà fondamentale sia per lo sviluppo di un vocabolario di riferimento comune al gruppo, sia per la dinamica di socializzazione fra gli studenti. In senso stretto saranno propedeutici i primi incontri, in cui si analizzerà il testo preso in considerazione, discutendone insieme e ricavando spunti e immagini da cui trarre ispirazione per il lavoro drammaturgico.

    FASE CREATIVA
    I ragazzi, tramite le tecniche della scrittura automatica e dei brain storm, esprimeranno le impressioni e le associazioni immediate per immagini simboliche ed evocative sul tema in questione. Il lavoro precedentemente svolto sull'espressività corporea e vocale, verrà applicato al materiale prodotto, in modo da creare una serie di improvvisazioni strutturate, in cui ogni partecipante potrà integrare liberamente il corpo, la voce, il canto, dei costumi e degli oggetti.

    VERIFICA DEL LAVORO
    La dimostrazione dei lavoro sarà esemplificativa del percorso svolto e sintetizzerà l'esperienza vissuta. Si darà vita ad una rappresentazione in cui gli studenti esprimeranno la loro visione personale dei rapporto fra locale e globale. Le operatrici daranno maggiore attenzione alla qualità dei processo di elaborazione, più che al risultato finale, che avrà comunque carattere informale.

    PALAZZO D'INVERNO

    Laboratorio di educazione alla lettura


    Gli obiettivi del laboratorio sono: sviluppare la capacità di attenzione degli alunni, dare agli insegnanti stimoli e suggerimenti, comunicare immagini ed emozioni, insegnare a "leggere" e cio, ad aprire porte, scoprire universi, entrare in una storia, capirla, farla propria, dunque "vederla"! Già "vederla", poichè alla base della nostra comunicazione c'è la capacità di vedere e quindi, attraverso le parole e la gestualità, di trasmettere agli altri le visioni stesse. Un progetto questo che attraverso il divertimento coinvolge gli allievi in un gioco formativo, in una esperienza collettiva da vivere in classe e da raccontare a casa, trascinando nelle visioni anche alcuni genitori un pò... distratti. Possiamo dunque distinguere due fasi:
    - 1a fase: L'ASCOLTO
    La prima fase del laboratorio è quella dell'educazione all'ascolto. Fase, come è facile capire, fondamentale per la realizzazione dei nostri obbiettivi. L'educazione all'ascolto consiste nella lettura di una fiaba o di una favola. Si tratta di veri e propri piccoli spettacoli. Un momento per i bambini molto divertente, poichè ad esercitare il suo fascino non sarà soltanto la storia in sè, ma il modo "teatrale" in cui verrà narrata dagli attori-animatori.
    2a fase: LA LETTURA
    Sempre in modo molto divertente, come in un viaggio fantastico vero e proprio si giocherà a parlare di personaggi, avventure e luoghi... si giocherà a rivedere la storia sotto altri punti di vista, a reinterpretare alcuni personaggi particolarmente caratterizzati. Anche questa fase è per i bambini molto divertente poichè si dà loro la possibilità di giocare a rivisitare, ad imitare e a rileggere le storie che hanno ascoltato.

    TEATRO TAGES

    Mani in alto: laboratorio sui burattini


    Il laboratorio ha lo scopo di offrire al bambino uno spazio adeguato alle sue esigenze , dove sia possibile costruire un sapere che si avvalga di esperienze attive, sviluppando la capacità di agire a livello individuale e di gruppo. Cercare quindi di creare l'abitudine all'osservazione, alla sperimentazione, alla induzione, alla deduzione nonchè alla verifica critica del lavoro progettato ed eseguito, favorire nel bambino una crescita culturale più complessa, che non poggi solo su di un sapere teorico, ma su un fare e agire che rispetta di più lo sviluppo evolutivo del bambino.
    Finalità
    Dare spazio alla creatività personale rinforzando la fiducia in se stesso.
    Obbiettivi
    Acquisire la capacità di usare la propria creatività per inventare storie, acquisire la capacità di "progettare" , acquisire la capacità di lavorare in gruppo e di portare a termine un progetto collettivo. La proposta di un laboratorio come luogo di ricerca e sperimentazione, non si risolve nell'oggetto reale come risultato, ma attraverso la costruzione di un progetto che avrà come scopo ultimo la conoscenza di un metodo. Comunemente definito didattico, questo percorso, sia individuale che collettivo, interroga la realtà e la modifica nell'immaginazione per reinventare una cultura al di là dell'apparenza. Un percorso sotterraneo alla scoperta dei propri strumenti di conoscenza.
    Conoscere:
    - Comunicando attraverso l'inutile ascoltando le suggestioni che ci arrivano dall'animare un oggetto;
    - Confrontandosi emotivamente e fisicamente con la materia dilatando la percezione;
    - Proponendo alternative all'azione di consumo.

    Modalità Laboratorio:
    - conoscenza burattino;
    - costruzione burattino (tecnica semplice);
    - improvvisazioni su temi proposti.

    Tale laboratorio prevede la durata di 20 ore divisi in 10 incontri di 2 ore ciascuno, con la presenza di un animatore
    e un massimo di 20 partecipanti

    TASCUSI'

    Teatro Danza


    La finalità principale del laboratorio è la presa di coscienza del proprio essere attraverso l'educazione all'intensità, alla memoria ed alla bellezza del gesto, mediante uno studio tecnico della forma. Creando un'attitudine precisa di sensibilizzazione artistica che dovrà coinvolgere tutti i sensi dell'individuo, preparando lo studente al palcoscenico inteso come luogo preferenziale di amplificazione e vetrina della vita. Un ritorno costante agli aspetti tecnici, improvvisati e compositivi della danza al di là di ogni codice e abitudine.
    Propensione verso tutte le potenzialità espressive sceniche, con attenzione particolare all'azione fisica (forma) come contorno presumibile dell'anima e quindi come possibilità più diretta di fare teatro. Molta attenzione verrà dedicata allo studio delle quattro posture fondamentali, come approfondimento di quattro momenti dimenticati: stare, camminare, sedere e giacere.Altri argomenti centrali dei corsi sono: l"IMMOBILITA" e LA VIBRAZIONE, significato di MASSIMO e MINIMO nell'uso dell'energia, IL DISEGNO e I VOLUMI del corpo e tra i corpi.

    TANIT

    Giochi e giocattoli

    Il laboratorio intende "rivisitare", in un tema ampio come il gioco e il giocattolo, il patrimonio del gioco collettivo che era vissuto nelle strade e nei vicoli da gruppi spontanei di bambini. Si tratta di giochi di abilità e di astuzia in cui è fondamentale per alcuni di essi la coesione e l'unione di tutti i componenti di una squadra. Giochi in cui servono "gli altri", il compagno e i compagni, che contrastano cioè la tendenza ad avere uno schermo come referente sia esso quello della televisione o di un computer. Un modo ormai scomparso di vivere l'infanzia sia per il volto che ha assunto la città, in cui il traffico e il rumore assordante hanno prepotentemente occupato il posto ad una dimensione più umana, sia perchè i bambini oggi sono attentamente vigilati e costretti a vivere i momenti più gioiosi all'interno delle mura domestiche. Da un lato si vuole recuperare la memoria storica del gioco vissuto da genitori e nonni, dall'altro si vuole continuare a stimolare la loro creatività utilizzando materiali di recupero, quelli, per intenderci, da cui siamo sommersi nelle nostre case: bottiglie di plastica, tappi contenitori vari uniti a filo di ferro, tavolette di legno, ecc. per creare dei giocattoli. Modificare gli oggetti d'uso comune per trasformarli con la fantasia.
    Obiettivi
    La costruzione di "spazi d'esperienza" da intendersi come luoghi dove si "crea" fra bambino e gruppo di coetanei, fra bambino e adulto. Gli obiettivi di carattere generale sono: stimolo e sviluppo della creatività del singolo e del gruppo, opportunità di socializzazione, senso d'autonomia e ricerca di sè, interattività con l'ambiente, ricerca di quella prossimità che favorisce lo spirito comunitario.
    Laboratorio
    - Introduzione
    - Racconto e descrizione di giochi collettivi
    - Racconto sui giochi e giocattoli dei genitori e dei nonni
    - Dimostrazione di alcuni giochi
    - L'ho fatto io!: descrizione di giocattoli realizzati dai bambini
    - Progettazione di giocattoli con i materiali disponibili
    - Realizzazione dei giocattoli
    - Esposizione dei lavori realizzati

    Il laboratorio prevede 15 ore di intervento distribuite in 5 incontri di 3 ore ciascuno. é rivolto ad un gruppo di 18 bambini del secondo ciclo e ad insegnanti che intendono indagare nuovamente questo argomento: il giocattolo.

    TEATRO ALKESTIS

    Programma di animazione teatrale

    La funzione principale attribuita alla Cooperativa Teatro Laboratorio Alkestis, nello svolgere l'attività di animazione teatrale, è la creazione dello spazio dove accogliere i giochi imitativi sviluppati dagli studenti coinvolti in questa esperienza. Per "gioco imitativo" o "drammatico" s'intende una forma di comportamento (chiamata appunto drammatizzazione), in cui il protagonista chiama in causa tutta la sua esperienza per sottoporla più o meno consapevolmente al vaglio di una elaborazione immaginativa e simbolica, che di per sè rappresenta un processo particolarmente importante per lo sviluppo della capacità conoscitiva e creativa "dell'attore". Nel momento della drammatizzazione, un qualsiasi soggetto, sia che venga proposto dall'animatore, sia che scaturisca dall'immaginarlo degli stessi ragazzi, può diventare utile ad innescare tale capacità, specie se tutte le potenzialità naturali e caratteristiche di ogni ragazzo vengano stimolate e incanalate in questa direzione. La presenza e la guida degli animatori nell'attività di animazione, ha infatti il ruolo fondamentale di osservare la struttura della personalità dei ragazzo; ciò allo scopo d'individuarne le caratteristiche fondamentali attraverso le quali la drammatizzazione e il linguaggio teatrale n'escano più facilmente ad esprimersi e quindi ad aprirsi alla creatività: una sedia, uno sgabello, una scaletta sono sufficienti per circoscrivere un mondo dove il lavoro possa liberamente svolgersi. Sollecitare in ogni ragazzo la creazione di un mondo d'immaginazione diviene quindi lo strumento fondamentale per impedire alla sua fantasia d'invecchiare intorpidirsi e sparire. E' comunque importante tenere presente che la possibilità di esaltare e rafforzare queste capacità nei ragazzi attori comporta studiare, progettare ed applicare un metodo di lavoro capace di dotare i ragazzi degli strumenti "del mestiere". La spontaneità drammatica va infatti coltivata attraverso esercizi tecnici di preparazione che guardano sia l'uso del proprio corpo come veicolo di creatività (sottolineatura dei movimenti e dei gesti, tipi d'andatura, impostazione della voce) sia l'applicazione di piccoli spunti mimici in funzione di un testo. Va sottolineato infine che è necessario distinguere i metodi adottati rispettivamente con i bambini delle scuole elementare coi ragazzi delle scuole medie Inferiori e superiori; nel primo caso, infatti, è necessario esaltare il più possibile la spontaneità e la fantasia, nel secondo curare maggiormente la definizione dei personaggi e quindi uno studio più approfondito.

    FASI DI LAVORO
    I laboratori proposti si articoleranno, nei contenuti, secondo un collaudato schema ludico che, tenendo conto delle differenti età dei partecipanti, prevede le seguenti principali fasi:
    1) fase della "liberazione" da freni psicomotori
    2) fase dell'improvvisazione
    3) fase della costruzione dei personaggi
    4) fase della drammatizzazione
    5) saggio finale
    Ciascun laboratorio è rivolto a una classe ed avrà una durata di ore 20 .

    TERSICOREA

    Laboratorio di danza e gioco coreografico

    Proposto in forma ludica ai bambini delle scuole elementari e ai ragazzi delle scuole medie, il laboratorio ha lo scopo di evidenziare il gioco della danza come codice espressivo originale. Infatti, oltre il linguaggio delle parole scritte o parlate, e oltre ai linguaggi della musica e delle immagini, il linguaggio del corpo verrà mostrato come loro possibile sintesi. Preliminare sarà la presa di coscienza del proprio corpo, la valutazione critica della propria gestualità e la rimozione di eventuali blocchi psicologici. Tenendo conto delle diverse fasce di età e delle capacità di ciascuno, si passerà agli esercizi pratici: strutturazione spazio-temporale, educazione alla coordinazione, all'equilibrio, al ritmo e al controllo motorio. Da questo punto di vista il laboratorio sarà particolarmente raccomandato ai portatori di handicap, che potranno cogliere, al pari dei loro compagni, un'opportunità di sviluppo armonico e di crescita personale, oltre che di partecipazione alle attività di gruppo. Attraverso un attento lavoro di educazione alla concentrazione e di affinamento della sensibilità, i diversi apporti individuali verranno coordinati progressivamente in una coreografia compiuta, da rappresentarsi in un saggio finale aperto a genitori e insegnanti.

     
    Letto 1339 volte Ultima modifica il Mercoledì, 17 Ottobre 2018 16:32

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