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    Martedì, 16 Ottobre 1990 18:31

    Teatro e Musica - Stagione 1990

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    Compagnia Spettacolo
    AKROAMA L'ultimo sogno di Balloi Caria
    TEATRO DELL'OMBRA La camera dei sogni
    TEATRO DI SARDEGNA La visita
    TEATRO CANZONE Sarah Bernhardt chiama
    Francoise Sagan
    TEATRO OLATA Refugium Peccatorum
    TEATRO STUDIO Su topi, unu mortu in prus
    FILODRAMMATICA GUSPINESE Candu bessit su cordolinu
    FUEDDU E GESTU Stremus comicos
    FIGLI D'ARTE MEDAS Memorias
    TEATRO GIOCO VITA Buonanotte Brivido
    L'ALBERO Esercizi di stile
    ALKESTIS Eclats de verre (Esplosioni
    di vetro)
    CORO DI NEONELI Canto a tenores
    HAROLD BRADLEY Jona's blues band
    FRANCIS KUIPERS TRIO Musica blues
    JOY GARRISON AND FUJALA Musica Funky Jazz latina
    PIERO MARRAS Spettacolo musicale
    SANTIAGO JIMENEZ JR. Musica latino-americana
    MEIGAMA Spettacolo musicale

     

     

     

    Compagnia:

    AKROAMA

    Spettacolo:

    L'ULTIMO SOGNO DI BALLOI CARTA

    Regia:

    Lello Lecis

    Un particolare tipo di teatro tra il folklore e l'antropologia, con movimenti scenici e configurazioni che cercano di attingere a un simbolismo elementare di immediata comunicazione.
    La storia è quella di Balloi Caria, un pastore cieco che rivive un amore sfortunato per una compaesana, Paska, seduttrice e schernitrice: amore conclusosi con due colpi di pistola e l'accecamento del povero amante. Paska è qui vista come una Carmen che aveva infiammato il cuore ribelle e violento del pastore. Ma la bella non l'aveva voluto. I due Balloi - il vecchio cieco che pensa e ricorda e l'altro, il giovane, che vive la sua passione amorosa - coesistono in scena, sullo sfondo di un paese bianco e geometrico, con danze e musiche che traggono la loro suggestione da un folklore antico.

     

     

    Compagnia:

    TEATRO DELL'OMBRA

    Spettacolo:

    LA CAMERA DEI SOGNI (La botique oscure)

    Regia:

    Davico Bonino

    Georges Perec, nella sua maniacale passione per la schedatura e la classificazione d'ogni specie d'esperienza umana, decise di trascrivere oltre cento sogni con quel tanto di lucidità che gli concedeva il risveglio appena avvenuto.
    "La boutique oscure" è uno stupendo libro visionario - strade, bar, teatri, sale di conferenze, palazzi eleganti di Parigi e dintorni, deformati dall'occhio sbarrato del sognatore - ma anche un libro meravigliosamente folle: d'una follia, beata e tranquilla, serena e dolce.
    Questo spettacolo presenta una ventina di questi sogni, evitando di ubbidire a criteri tematici preconcetti ma assemblando sogni tematicamente disparati, a volte addirittura aspramente contrastanti, sulla base del solo criterio della loro potenza evocativa .

     

    Compagnia:

    TEATRO DI SARDEGNA

    Spettacolo:

    LA VISITA

    Regia:

    Giacomo Colli

    La visita originariamente s'intitolava "l'Intervista". Racconta uno studioso che, compiendo una ricerca, chiede a zio Sidoro informazioni relative alle occupazioni delle terre incolte effettuate, in Sardegna, nel corso dei primi anni Cinquanta. Per questo si presenta nella modesta dimora "tradizionale", armato di un registratore con il quale deve raccogliere la viva voce del vecchio. E subito appare come un "marziano", individuo fuori posto e vagamente ridicolo, ribaltando il punto di vista che da sempre a ruolo ridicolo aveva condannato gli "indigeni", gli "osservati".
    Una volta affermata la sua identità, la sua fisionomia di abile uomo dei campi, zio Sidoro propone allo studioso una vera e propria lezione sui temi fondamentali: la vita, la morte, la guerra, l'amore, l'invidia e l'avidità. Rimane poco spazio per l'occupazione delle terre. E l'opinione del vecchio non è quella che l'intervistatore si sarebbe aspettato di sentire.

     

    Compagnia:

    TEATRO CANZONE

    Spettacolo:

    SARAH BERNHARDT CHIAMA FRANCOISE SAGAN

    Regia:

    Roberto Guicciardini

    E' un grottesco con molti risvolti comici, che disegna il personaggio di un'attrice nella sua solitudine, ma anche nel suo patetico aggrapparsi ai miti del passato e all'immaginazione come ultimo rifugio. Cecile De Brabillè, ex attrive francese, vive con la sua governante Annie. Cecile ha una particolarità: è assolutamente convinta di essere l'erede di Sarah Bernhardt. La sua è un'immedesimazione assoluta che la spinge a riproporre ossessivamente il repertorio della grande Sarah e a simulare alcuni avvenimenti della vita della grande attrice, costringendo Annie ad assecondarla in queste assurde recite immaginarie. Ma Annie non è certo una benefattrice e se si sottopone a queste stravaganze è per nascondere alcuni suoi strani traffici. Per scoprirli, una poliziotta, fingendo di essere una giornalista, cattura l'interesse di Cecile parlandole di un'immaginaria intervista fatta da Francoise Sagan e Sarah Bernhardt.

     

    Compagnia:

    TEATRO OLATA

    Spettacolo:

    REFUGIUM PECCATORUM

    Regia:

    Salvatore Vargiu

    La rappresentazione in sardo campidanese, verte, come tutte le opere di vargiu sui temi dell'emarginazione.
    Ambientata al presente, mostra Libertu, un emarginato frustrato ed amareggiato da traversie solo pudicamente accennate, che senza alloggio e con una gamba ingessata, si presenta con tutta la sua presenza ruvida e stracciona alla casa parrocchiale di suo fratello Don Marco.
    Se per la struttura si può ancora parlare di commedia, l'ironia straniante e la gestualità molto stilizzata ne fanno un'opera seria, anche se in alcuni momenti divertente.

     

     

    Compagnia:

    TEATRO STUDIO

    Spettacolo:

    SU TOPI UNU MORTU IN PRUS

    Regia:

    Enzo Parodo

    "Su topi, unu mortu in prus" è un'opera comica in un solo atto, in cagliaritano. Due copari campano in una tipica piola cagliaritana, a S.Elia, alla continua ricerca di polli da spennare, barando al gioco delle carte. L'oste, il più anziano dei due, vuole maritare la sua giovane e bella figliola col suo compare per cementare ulteriormente il sodalizio.
    I polli arrivano! Ma in una sarabanda di colpi di scena la giovane riesce a liberarsi dal padre avaro e dal promesso sposo imbroglione.
    Perché Cagliari? Perché ha una ricchezza di espressioni linguistiche, quasi musicali che vanno salvate dall'oblio .

     

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    Compagnia:

    FILODRAMMATICA GUSPINESE

    Spettacolo:

    CANDU BESSIT SU CORDOLINU

    Regia:

    Ottavio Altea

    L'autore, con quest'opera, tocca un tema che nella sua universalità interessa da vicino anche la Sardegna: segue, infatti, le vicende di alcune persone, assolutamente immaginarie, che vengono coinvolte nella costruzione di una base militare.
    La vita della famiglia di Vasiu Pedrenti è sconvolta dall'insediamento di una base militare che, per ampliare i confini, vuole acquistare le loro proprietà.
    Il coinvolgimento della moglie Nora, messo in atto dai vicini Chicchinu e Brigida che già da tempo hanno ceduto i loro terreni, spezza la resistenza di Vasiu che diventa un tranquillo dipendente a guardia della base. Ma la sua voluta noncuranza e una trovata del figlio Manuali scombinano i piani dell'irascibile comandante…

     

    Compagnia:

    FUEDDU E GESTU

    Spettacolo:

    STREMUS COMICOS

    Regia:

    G. P. Orrrù

    Il comico, l'assurdo, il grottesco, nascono dal quotidiano; in questo spettacolo, azioni, personaggi, parole, oggetti e tic, vengono osservati da quell'angolazione bislacca e surreale privilegiata da comici come Karl Valentin, scrittori come Achille Campanile e attori come Buster Keaton.
    - Se non avete un dialetto trovatevelo - dice Dario Fo in un suo libro sull'arte dell'attore; noi abbiamo una lingua, che troviamo estremamente funzionale per esprimere situazioni e cose, sentimenti ed emozioni, e naturalmente spettacoli come Stremus Comicos.

     

    Compagnia:

    FIGLI D'ARTE MEDAS

    Spettacolo:

    MEMORIAS

    Regia:

    Gianluca Medas

    La scelta di quest'opera rientra nell'azione di recupero di alcuni lavori del repertorio drammatico legati alle visioni antropologiche della tradizione isolana, della lontananza dei propri cari e della memoria dei defunti.
    Tratto dal testo di Francesco Masala "Quelli dalle labbra bianche", racconta di Daniele Mele, unico sopravvissuto della classe di ferro di Arasolè, che ricorda, come ogni giorno, la morte dei suoi amici durante la Campagna di Russia nella II Guerra Mondiale.

     

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    Compagnia:

    TEATRO GIOCO VITA

    Spettacolo:

    BUONANOTTE BRIVIDO

    Regia:

    Giovanni Calò

    Siamo all'ultima puntata di un giallo radiofonico, nel pieno di una diretta da studio, in cui parole e rumori devono creare l'illusione di un'azione drammatica, che è però continuamente messa in crisi dall'imperizia degli interpreti e dalla confusione dei ruoli. Gli attori in scena evocano la fonte dei suoni (per esempio, mimando l'azione con i gesti), ma i rumori vengono eseguiti in anticipo o in ritardo; oppure la situazione viene enunciata da una sceneggiatura di rumori (passi sul selciato, sirene della polizia, stridio di gomme sull'asfalto) e gli attori la contraddicono con le loro azioni o con le battute che cadono fuori-sinc. Ne risulta un pastiche comico variegato e piacevole.

     

    Compagnia:

    L'ALBERO

    Spettacolo:

    ESERCIZI DI STILE

    Regia:

    Jacques Seiler

    Si può di un aneddoto scolorito, insipido, fare il nocciolo e il cardine di un'opera letteraria? Queneau, uno dei più dotati scrittori del Novecento francese, nel 1947 deliziò gli amici con una storiella riscritta in novantanove modi diversi. A fine anno raccolse le novantanove versioni in un volume, Exercises de style, un formidabile esempio delle potenzialità, praticamente illimitate, della scrittura quando chi la pratica è un uomo di genio. Da questo libro sono state scelte una trentina di stesure, tradotte scenicamente, senza soste, adottando, ovviamente, tutti gli strumenti di cui un attore, solo sul nudo palcoscenico, può disporre: la parola, la mimica, il canto.
    La sensazione comunicata è di vertigine, di stordimento dinnanzi ad una parola che, inarrestabile, compie una, dieci, tremta metamorfosi, riatteggiandosi di continuo per rinascere, all'istante, dalle proprie ceneri.

     

    Compagnia:

    TEATRO LABORATORIO ALKESTIS

    Spettacolo:

    ECLATS DE VERRE (Esplosioni di vetro)

     

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    Eclats de verre è un insieme di frammenti di tre personaggi che si dispongono, dopo un'esplosione, in una delle tante forme possibili. Sono immagini di tre eroi di diverse epoche e linguaggi, i cui vizi, virtù e passioni si intersecano nella scena alla ricerca di un'essenza comune. Dall'ottocento francese Verlaine racconta con la voce dello sposo infernale Rimbaud, la profonda intimità di un legame tenero e violento, dove i due poeti si confessano ora antagonisti, ora complici.
    Robespierre ripercorre con le parole dei suoi stessi discorsi, alcuni momenti decisivi della sua evoluzione interiore e politica, che parallelamente rievocano le tappe più significative degli eventi della Rivoluzione Francese. Dalla buia Francia del XV secolo Giovanna D'Arco, infine, preconizza un più elevato ideale di libertà, fatto tanto di ricerca della purezza interiore, quanto di definiti obiettivi politici .

     

    Compagnia:

    CORO DI NEONELI

    Spettacolo:

    CANTO A TENORES

     

     

    Il gruppo Coro a tenores cultura popolare di Neoneli è nato nel settembre del 1976 su iniziativa di Tonino Cau, che ancora oggi lo guida con immutato entusiasmo. Esso è nato per recuperare l'ancestrale modulo canoro del canto a tenores che rischiava di scomparire. Grazie alla guida di anziani cantadores è stato possibile ricostruire fedelmente i vari moduli del canto a tenores neonelese. Inizialmente il gruppo cantava canzoni sociali sui temi più disparati, appartenenti al repertorio di vari poeti sardi, accanto a testi tradizionali di non valorizzata bellezza. Successivamente il gruppo decideva di comporre esso stesso canzoni sulle tematiche più sentite: la piromania, la pace, il banditismo e così via. Potendo contare su un elevato numero di moduli canori, il Coro di Neoneli è l'unico tra i cori a tenores in grado di effettuare concerti estremamente vari.
    I componenti sono: Tonino Cau, fondatore e organizzatore del gruppo, nel coro svolge la mansione di basso, su basciu; Nicola Loi, svolge la mansione del contralto, sa contra e suona lo scacciapensieri, sa trunfa; Ivo Marras la mezzavoce, sa mesuoghe, anch'egli capace suonatore di trunfa; Peppeloisu Piras: il suo ruolo più importante, essendo il solista, sa oghe; suona anche lo zufolo pastorale di canna, su solittu .

     

    Compagnia:

    HAROLD BRADLEY

    Spettacolo:

    JONA'S BLUES BAND

    Harold Bradley è una delle stelle di prima grandezza della scena blues internazionale. Nato a Chicago, è diventato maestro dell'esecuzione cantata di blues, jazz, spirituals, gospels e musiche afroamericane, di cui egli è un attento ricercatoe.
    Ex giocatore di American Football (NFL), venne in Italia da Chicago con una borsa di studio per approfondire i suoi studi di pittura e storia dell'arte. A Perugina cominciò la sua attività di folksinger di grido, esibendosi nelle taverne e cantando per gli amici la straordinaria saga dei neri d'America.
    Stabilitosi successivamente a Roma, l'artista fu nel 1961 fondatore del celebre Folkstudio e i seguito della celebre formazione locale The Folkstudio Singers.
    Ultimamente il vocalista americano si è avvicinato al grande pubblico della televisione italiana con apparizioni nei programmi di Raidue e Raduno. In queste sue performances televisive ha mostrato che le sue grandi doti di vocalista rimangono completamente intatte dopo quasi trent'anni di ininterrotta attività. Dal 1987 è accompagnato dalla vivace Jona's blues band che ripercorre in chiave particolare un repertorio stimolante della Chicago degli anni 40 e 50, oltre a brani più personali scritti dallo stesso vocalista e dal suo gruppo .

    Compagnia:

    FRANCIS KUIPERS TRIO

    Spettacolo:

    BLUES

    Francis Kuipers, chitarrista, cantante, bluesman per vocazione, è senza dubbio uno dei menestrelli più validi della scena blues mondiale, anche se il suo inesauribile repertorio sconfina dalla matrice blues per comprendere di volta in volta ragtime, country music, bluegrass e jazz.
    Il suo stile chitarristico, come del resto la sua voce, è senza dubbio personalissimo, fatto di una tecnica che permette alle sue dita di muoversi con agilità sulla tastiera su giri armonici semplici ma inframezzati da scale velocissime, ed è facile definirlo cosmopolita come il personaggio, dato che il prodotto delle costanti peregrinazioni del musicista anglo-italo-olandese.
    Il suo punto di partenza è stato il sound del folksinger americano Woody Guthrie, antesignano di un genere che al blues sovrapponeva la protesta sociale, che gli ha permesso già nei primi anni della sua carriera di affiancarsi ad altri bluesman di razza come Memphis Slim; ma la sua indole ribelle e poco propensa ai partners fissi lo ha portato ben presto a cercare un po' dovunque nuove collaborazioni e ad impadronirsi di altre culture musicali .

     

    Compagnia:

    JOY GARRISON AND FUJALA

    Spettacolo:

    FUNKY LATINO JAZZ

    Cantante americana nata a New York, Joy Garrison è figlia d'arte: il padre, infatti è Jimmy Garrison, storico contrabbassista del quartetto di john Coltrane.
    Il talento vocale di joy è stato riconosciuto, oltre che negli USA, anche in Francia e in Italia, dove la cantante ha collaborato con i più importanti musicisti jazz locali.
    Da sei anni in Italia, ha maturato uno stile gradevole e personale, attraverso un'intensa attività artistica come solista in formazioni che variano dal Gospel al Jazz, dal Funky al Rhytm and blues, ottenendo sempre larghi consensi di pubblico e di critica.
    Attualmente si esibisce con il suo gruppo Fujala ( da Funky, Jazz, Latin) in un susseguirsi di emozioni funky-latino-jazz.
    Il gruppo è composto da: Claudio Colasazza alle tastiere, Gigi Zito alla batteria, Gabriele Spano alla chitarra, Fabrizio Aiello alle percussioni e Stefano Coarighi al basso .

     

    Compagnia:

    PIERO MARRAS

    Spettacolo:

    SPETTACOLO MUSICALE

    Nuorese di nascita, ma cagliaritano di adozione, Piero Marras è stato il primo cantautore sardo ad affacciarsi con successo alla scena nazionale. Il suo primo LP Fuoricampo risale a dieci anni fa, un album poetico ed intimista che ottiene immediatamente un notevole successo di pubblico e di critica. Due anni dopo è la volta di Stazzi uniti, ironico e dissacrante ritratto della nostra isola.. Nel 1982 arriva il suo terzo LP Marras.
    Il 1985 è l'anno della svolta: esce Abbardente, un album cantato interamente in lingua sarda. Con questo lavoro Piero Marras riesce a coniugare la matrice folclorica con un linguaggio musicale stringato e moderno. Nel 1986 esce In concerto un'antologia dei maggiori successi di Marras interamente registrati dal vivo. Ed ecco Funtanafrisca, il 33 giri scritto in collaborazione col giornalista Paolo Pillonca, una attenta riflessione, a metà fra lirismo e cronaca, sulla nostra storia, sulla nostra identità .

     

    Compagnia:

    SANTIAGO JIMENEZ JR.

    Spettacolo:

    MUSICA LATINO AMERICANA

    Nel grande panorama della musica latino-americana, che ormai ha una rinomanza mondiale, acquistano importanza un po' tutti gli stili, anche quelli minori, che legano insieme il grande popolo di lingua ispano latina.
    L'accordeon è lo strumento principe di questi generi musicali che partendo linguisticamente da un idioma indio-francese sono approdati ad uno latino-ispanico. Strumento legato alla tradizione più autenticamente popolare, evoca atmosfere vicine al "passo doppio" e al "tango" argentino ma sposa completamente l'allegria centro-americana in un caleidoscopio ritmico tipico di una musica prodotta dal popolo per il popolo.
    Santiago Jimenez jr. Perpetua la musica dei suoi conjunto messicani ed è ormai considerato universalmente uno dei più grandi virtuosi del suo strumento. Il repertorio che propone è quello della tradizione con l'aggiunta di nuovi brani e testi legati alla realtà odierna.

     

    Compagnia:

    MEIGAMA

    Spettacolo:

    MUSICA ETNICA

    Meigama è un'autentica primizia del panorama sardo e si propone dal suo esordio come una realtà molto interessante. Meigama fa una sua cultura musicale che, partendo dalla Sardegna, viaggia verso l'America Latina e ritorna nel Mediterraneo, sfiorando la Spagna e il Nord d'Africa. Miguel Puello Soriano è il cantante: musicista e danzatore di origine Dominicana, trapiantato in Sardegna da due anni. Il suo iter artistico l'ha portato dai Carabi al Messico e quindi alla Spagna e all'Italia. Al suo fiano Alberto Cabiddu, percussionista passato attraverso la rivisitazione della musica sarda e mediterranea con gruppi come Suonofficina e Tomato Ketchup, che l'hanno spinto a contaminare la matrice etnica con gli stilemi del rock e del jazz. Completano la formazione Antonio Piga, chitarra Carlo Cabiddu, chitarra, Cesare Scalas, contrabbasso e Sergio Farci, percussioni.

    Letto 1296 volte Ultima modifica il Mercoledì, 17 Ottobre 2018 16:32

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