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    Mercoledì, 16 Ottobre 1991 18:31

    Teatro e Musica - Stagione 1991

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    Cartellone Musica
    DUO MARIO GIULIANI
    CORDAS ET CANNAS
    AMABUTHO MALE CHORUS
    F. MADAU
    IRIO DE PAULA
    GIGI LAI E IGNAZIO ERBI'
    NINA MAXIA
    ORCHESTRA RAIZ
    Cartellone Teatro e Danza
    FIGLI D'ARTE MEDAS
    CLAUDIO BISIO
    FILODRAMMATICA GUSPINESE
    SORELLE BANDIERA
    SOCIETA X ATTORI
    FUEDDU E GESTU
    LA MASCHERA
    TEATRO OLATA
    TEATRO STUDIO
    TEATRO DOCUMENTO
    IL CROGIUOLO
    AKROAMA
    ACTORES ALIDOS
    ALKESTIS
    CENTRO ACC. INTERNAZIONALE
    ARIATIC
    BALLETTO DI SARDEGNA

     

     

     

    Teatro studio


    Il Teatro Studio, nasce a Cagliari nel 1986, per volontà di Sergio Murru e con la collaborazione di Enzo Parodo.
    L'intento è coniugare tradizione e sperimentazione con priorità produttiva riguardante il teatro in "limba". La Compagnia ha prodotto "Cinixu", "Basciura", con il quale si inaugura il Circuito Pubblico dello Spettacolo, e in quello stesso anno il primo musical in lingua sarda:"Badde 'e Bidde", di autori vari. Per il settore TV e Cinema la Compagnia ha prodotto un documentario sulla città di Cagliari in collaborazione con Italia Nostra, in quattro lingue. È tornato poi alla tradizione con la farsa "Signori, è tutto un equivoco" nel 1988.
    Tra il 1989 e il 1990 ha prodotto e rappresentato "Su Topi", adattamento cagliaritano di Sergio Murru, dallo spettacolo di Dario Fo "Un morto da vendere". Per questo spettacolo viene premiata ad Uras e a Tempio come migliore Compagnia, migliore spettacolo e migliore attore (Mario Medas). La Compagnia è stata inoltre ospite d'onore al 33° Premio Ozieri.

    Sa Matta

    Lo Spettacolo narra le vicende di personaggi appartenenti alla stessa famiglia e dei relativi rapporti tra il padre Pizzicorru, la madre Cadenia e la figlia Peppinetta, durante il trascorrere del 1943. La penosa situazione della guerra e le ambizioni della madre inducono Peppinetta ad una continua ed esasperante ricerca del "bel soldato" continentale dal quale farsi sposare. la meta agognata è una mitica quanto improbabile "terra promessa", il Continente, dove poter finalmente vivere nell'agiatezza. Ma da un militare all'altro avviene il prevedibile. Peppinetta rimane incinta senza sapere il nome del padre. Pizzicorru scopre, disperato la verità e le tresche di madre e figlia, quando è ormai troppo tardi. L'unica cosa che gli rimane da fare è abbattere quell'albero che aveva piantato con l'augurio e la speranza di buona fortuna, il giorno in cui sua figlia venne al mondo.

     

     

    Teatro Documento


    Il gruppo è nato a Villasor, e da allora ha sempre rappresentato testi di produzione originale. Gli spettacoli hanno come oggetto le più variegate specificità della realtà sociale sarda. Quest'ultima viene rivisitata criticamente attraverso un uso ironico-grottesco degli strumenti teatrali. Con il passare del tempo il gruppo ha abbandonato le più accentuate connotazioni di natura politica a vantaggio di una demarcazione dell'ironia dissacratoria presente nella comicità sarda. I testi sono rigorosamente in "limba", nel dialetto campidanese. Ma pur rifacendosi strutturalmente ai canoni tradizionali della farsa, in essi è tangibile il tentativo di un superamento della tradizione. Tra le produzioni del Teatro Documento ritroviamo: "Sa giorronada de su poburu", "Su rei e Cicciu Moschittu e "Su Carrocciu".

    Gruxis e Grastus

    La figlia nubile di un facoltoso signore resta misteriosamente incinta. Il genitore vedovo e assiduo frequentatore della barberia del paese. individua nell'ingenuo nipote del barbiere un marito ideale che possa assumersi la paternità del nascituro. Su questa base si innestano scene e personaggi che danno luogo a vicende dai risvolti tragicomici.

     

     

    Teatro Olata


    Nel 1976 un gruppo di amici di Quartucciu, quasi per caso, si avventurano nel teatro col nome di "Grupu de cultura populari". Mettono in scena "Is campanas de Santu Sadurru", la prima commedia di A. Garau;passano quindi a "S'urtima cena", allontanandosi dalle buffonerie farsesche ancora oggi tanto usuali nel teatro in sardo. Nel '78, diventati la Compagnia Olata, mettono in scena "M'anti promitiu unu postu" di Salvatore Vargiu, ormai loro regista. Nel 1981 è la volta di "Baja Thirya" e nell'83 di "Lazarinu Lazaroni", sempre di Vargiu. Con "Abetendi a intrai" la cooperativa Teatro Olata si pone ormai lontana dai gruppi della "cumedia sarda"; seguono "Manus allenas" e "Portas serradas", l'opera vincitrice nel 1987 del Premio Nazionale di Letteratura Sarda per la sezione Teatro, indetto dalla Provincia di Cagliari.

    Refugium Peccatorum

    La rappresentazione, in sardo campidanese, verte, come tutte le opere di Vargiu, sui temi dell'emarginazione. La vicenda si svolge ai giorni nostri e mostra Libertu, un emarginato frustrato ed amareggiato da raversie solo pudicamente accennate, che, senza alloggio e con una gamba ingessata, si presenta con tutta la sua presenza ruvida e stracciona alla casa parrocchiale di suo "fratello" Don Marco.
    ...Se per la struttura si può ancora parlare di commedia, l'ironia straniante e la gestualità molo stilizzata ne fanno un'opera seria, anche se in alcuni momenti divertente.

     

     

    Figli d'arte Medas


    L'Associazione Figli d'Arte Medas si è costituita nel 1987 con l'intento di continuare e migliorare l'opera iniziata dalla famiglia d'Arte Medas. Il motivo che ha spinto l'Associazione a riunirsi attorno ad un progetto è quello della ricerca e della valorizzazione, mediante l'azione teatrale, delle tradizioni e delle usanze della cultura popolare, molte delle quali ancora vivono nel sommerso. È facile immaginare, quindi, che il campo d'azione della Associazione ha svariate coordinate che, partendo dalla ricerca e dalla rielaborazone, creano la spinta per una drammaturgia che vuole utilizzare il tradizionale come pretesto per nuove storie e nuove situazioni. Tra le produzioni più importanti in lingua sarda, ricordiamo: "Memorias" di Paolo Pillonca e Francesco Masala(1987) e "Arrastus" con Mario Medas, il coro di Bitti e il gruppo folk Onniga di Ghilarza.

    Il Provino
    Il "provino" è un esmpio di Teatro mistolingue, che, prendendo spunto dalle gags del varietà, si propone al pubblico in maniera scanzonata e ironica.
    È la storia di due giovani che si recano per un provino da un famoso regista sardo, che sta cercando attori da inserire nella sua compagnia. I due, naturalmente, sono dei pessimi attori, e il regista dopo averli pazientemente ascoltati si congeda da loro promettendo una risposta (che si presume chiaramente negativa). Ma, come nelle migliori storie, non manca il lieto fine: una serie di circostanze, infatti, farà si che i due vengano richiamati dal famoso regista per essere inseriti nello spettacolo. "Il provino" risulta così una rappresentazione divertente e piena di trovate esilaranti.

     

     

    Teatro La Maschera


    Il gruppo è nato nel 1996 a S.Sperate, per iniziativa di alcuni giovani appassionati di Teatro. I primi lavori consistettero in brevi farse, rivolt esclusivamente al pubblico locale. L'interesse e l'attenzione suscitati spinsero il gruppo a realizzare qualche tempo dopo, apartire dal 1972, lavori più impegnativi. Da quel momento il gruppo utilizza la lingua sarda e tutti gli altri elementi legati alla realtà della vita sociale e culturale della Sardegna. Questa particolarità è diventata poi la caratteristica principale del lavoro del gruppo. Di questo periodo sono infatti "Sa Professoressa", "Basciura", "S'urtima cena" ecc., tutte di Antonio Garau, il più fecondo autore in lingua sarda. Di queste opere complessivamente sono state realizzate dal gruppo circa cinquecento rappresentazioni, in Sardegna e nella Penisola. Nel periodo che va dall'80 all'86 l'impegno professionale del gruppo si impone all'attenzione della critica e i suoi attori partecipano a film importanti quali "Padre Padrone" dei fratelli Taviani, "Ibris" di Gavino Ledda e "Disamistade" di Gianfranco Cabiddu.

    Gemellus
    La commedia "Menaechmi" di Plauto, alla quale si ispira questo spettacolo, costituisce il prototipo della commedia degli equivoci, divenuta un filone tipico del teatro classico. È stata, infatti, messa in scena da autori di epoche e lingue diverse tra cui Shakespeare e Goldoni, con diversi arrangiamenti. Lo spunto della commedia è piuttosto semplice: due individui assolutamente identici, gemelli appunto, perfino con lo stesso nome, vengono scambiati l'uno per l'altro. Il comportamento dell'uno comporta situazioni grottesche per l'altro. Da questo punto parte il meccanismo quasi automatico degli equivoci che coinvolgono, oltre ai protagonisti, anche gli altri personaggi: la moglie, l'amante. il cuoco, ilservo, il parassita, il suocero e il medico. La rappresentazione in sardo costituisce non solo una scelta di continuità de "La Maschera", ma anche l'individuazione dello strumento più idoneo a rendere viva ed efficace una commedia che risale al 200 a.C.. con una lingua non solo più vicina al latino che non l'italiano, ma anche più vicina alla vita quotidiana.

     

     

    Fueddu e gestu


    Fueddu e Gestu si costituisce come gruppo nel 1980 e come cooperativa nel 1985. Uno dei suoi principali obiettivi è quello di produrre un Teatro sardo contemporaneo, una drammaturgia attenta alle problematiche dell'isola; una messa in scena frutto di elaborazione creativa dei valori etnico-culturali della Sardegna. Sulla base di una costante ricerca e sperimentazione sull'arte dell'attore, delle possibilità espressive delle arti plastiche e figurative nel Teatro. Fueddu e Gestu opera attivamente nel campo dell'animazione socio-culturale dal 1985; in particolare elabora progetti e gestisce attività per l'autovalorizzazione delle risorse culturali della comunità. attraverso l'utilizzo degli strumenti della comunicazione sociale, coinvolgendo in primo luogo gruppi marginali, bambini, anziani. Inoltre opera, ormai da anni, nel mondo della scuola attraverso l'animazione teatrale. Fueddu e Gestu ha al suo attivo dieci spettacoli teatrali che sono stati rappresentati in numerosi centri della Sardegna in varie occasioni, riscuotendo notevole successo di pubblico e critica.

    Trassas
    Il protagonista della vicenda, travestito da forestiero e usando la lingua de "su stranju" (lo straniero), si maschera per scoprire se la moglie gli è ancora fedele. Ma la vicenda narrata nella commedia va al di là di una semplice "trassa" (macchinazione); infatti dalla trama ruzantina della Moscheta a cui è ispirato lo spettacolo, sul filo del comico e dell'ironia, su un impianto scenico fuori dal cliché tradizionale, scaturisce la denuncia della negata identità linguistica e culturale.

     

     

    Filodrammatica guspinese


    La Filodrammatica Guspinese è il più vecchio e affermato gruppo teatrale del guspinese. La costituzione stabile avviene negli anni sessanta; uno degli animatori è Ottavio Altea, oggi apprezzato autore dialettale. Lo scopo della Compagnia è quello di divulgare la cultura, la lingua e i costumi della Sardegna attraverso la rappresentazione scenica di opere diverse per contenuti, autori e realizzazione. Numerosi gli spettacoli prodotti durante la lunga attività: "Sa bon'anima de babbai", "Sa dieta", "Su bremi", solo per citarne alcuni. Salito alla ribalta in questi ultimi anni per l'oganizzazione del Dicembre Teatrale Guspinese, questo gruppo continua la su amaturazione artistica, riesplorando vecchie opere e proponendone di nuove, attento ai gusti del pubblico, e sempre teso ad affermare i valori più autentici del nostro Teatro regionale.

    Su sabatteri
    "Su Sabatteri" è un'opera scritta intorno al 1930 da Don R. Fresia, ormai trascurata teatralmente perché considerata obsoleta. Un'opra semplice, ma sempre divertente e con spunti della tipica ironia sarda. Giunchinu, vecchio ciabattino, ha trascorso un'intera vita di sacrifici per permettere al figlio Chicchinu di completare gli studi in Continente, per diventare avvocato. Il padre attende trepidante il suo ritorno e già sogna una vita di agi e benessere, come si converrebbe al genitore di un dottore in Leggi. Ma Chicchinu mal volentieri accetta il ruolo di figlio di un modesto calzolaio, con il suo linguaggio popolare e i rozzi comportamenti. Solo più avanti, pentito del suo comportamento superficiale e cinico, Chicchinu riconoscerà, al cospetto di tutti, quanto il padre sia "poburu ma onorau".

     

     

    Le sorellle Bandiera


    Francesco Caracciolo, "la bionda", Neil Hansen, "la rossa" e Mauro Bronchi, "la bruna", danno vita alle popolari Sorelle Bandiera. Dieci anni dopo la memorabile stagione televisiva de "L'Altra Domenica" di Renzo Arbore, non hanno abbandonato lo spettacolo. L'idillio tra i tre, e l'idea del travestitismo, nacque nel '77 nel vecchio Teatro dell'Alibi. Tutte le sere andavano in scena con "Carosel '77" una sorta di presa in giro del carosello televisivo; allora le tre "sorelle" si chiamavano "Andrews sisters". Da lì ebbe inizio il successo, la televisione con Renzo Arbore e le successive e acclamate apparizioni sui teleschermi e nei palcoscenici.

    Le mille bolle blu
    Gonnelle svolazzanti, bustini, calze, tacchi a spillo, parrucche e gioielli: le sorelle Bandiera sono così pronte ad andare in scena nei travestimenti che le lanciarono in Italia oltre dieci anni fa. "Mille bolle blu" è una lunga carrellata delle loro gags e delle loro canzoni più famose, dagli anni '70 in poi. Sempre ironiche e dissacranti si lancianoin improbabili streap-tease e in tanghi argentini coinvolgendo il pubblico. Nonostante gli anni le Sorelle Bandiera rimangono quella divertente parodia delle femmes fatales, dall'impatto scioccante e tremendamente kitsch, che ha contrassegnato la loro carriera. E in conclusione a coronamento di quella trasmissione che le fece diventare popolari in tutta Italia, "L'altra Domenica", le tre sorelle, la bionda la rossa e la bruna cantano in coro "Fatti più in là".

     

     

    Claudio Bisio


    Claudio Bisio ha lavorato molti anni al Teatro dell'Elfo e in altre in altre Compagnie, sempre in operazioni curiose "Faust" di E. Sanguinetti, "Morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo). Ha anche percorso, fin dagli inizi della sua carriera, la strada del solista, in spettacoli a volte usati come ricerca personale, a volte rivolto al pubblico, quali "La Mosca" (1982), "La Favola Calda" (1986) e "Guglielma" (1989). Nel cinema ha partecipato a film importanti, lavorando con Mario Monicelli ("I Picari"), Dino Risi ("Scemo di guerra"). Gabriele Salvatores ("Kamikazen", "Turné", "Mediterraneo") e Giuseppe Bertolucci ("La strana vita", "I Cammelli"). E infine la televisione, dove è stato uno dei giovani attori della situation-comedy "Zanzibar".

    Aspettando Godo
    Un uomo sui trent'anni, da solo in una stanza sta facendo le valigie. E le valigie sono così tante che non riesce a trovare quella giusta. Non riesce nemmeno a trovare il bagaglio giusto da metterci dentro. In realtà non sa neppure dove andare. Cercando di capire il perché, ripercorre la sua vita, analizzando le cose piacevoli e quelle spiacevoli. Parla dell'attrazione inquietante che esecita su di lui Topolino e tutti gli altri personaggi che popolano le storie di fumetti. E poi le manie si accavallano ai ricordi. Cita la sua lettura preferita: il vocabolario, con un elogio delle parole sommerse o addirittua inventate. Ma il problema vero rimane. Perché sta facendo la valigia? Perché in realtà si rende conto di essersi sempre trovato in ritardo a tutti gli appuntamenti importanti della vita. Dunque è questa la verità: lui fa la valigia per essere pronto a non andare da nessuna parte.

     

     

    Societa per attori


    La Società per Attori si è imposta, in questi ultimi anni, come una delle rare Compagnie in grado di darci un teatro umoristico di classe, eleganza e stile. Non è d'altra parte un caso che l'autore più frequentato sia stato Alan Ayckbourn, ormai l'emblema della società per Attori, il quale unisce a una straordinaria padronanza del gioco scenico un dialogo che è un modello di sfumature, sottintesi e finezze. Il rischio o forse il timore, di essere identificata come la compagnia che si affida solo a Ayckbourn, spiega probabilmente la scelta di un acommedia americana, "La sala da pranzo" di A.R. Gurney Jr.

    La sala da pranzo
    "La sala da pranzo" è strutturato con un'unica scenografia: una vecchia, solida, sala da pranzo di stampo vittoriano, ibernata come in un museo. I personaggi scorrono intorno alla tavola, e possono,potrebbero o forse avrebbero potuto sedersi. Essi vengono sorpresi nei più svariati momenti della loro vita, dall'infanzia alla vecchiaia, mentre la sala attraversa varie epoche come un viaggio nel tempo. I fatti si svolgono veloci, da un acrisi coniugale a un party di bambini. Moltissimi personaggi, moltissime storie, moltissime vite, colte per brevissimi flash, non concatenati tra di loro, che pure ci danno l'idea di aver colto, e in fin dei conti capito, i protagonisti di questa insolita "ronde".

     

     

    Il crogiuolo


    Il Crogiuolo è sorto nel 1983 per iniziativa di Mario Faticoni, che lo dirige, con sede artistica e organizzativa presso il Teatro dell'Arco di CAgliari, ristrutturato per l'occasione. Obiettivo fondamentale è, come dice il nome, quello di fondere diversi momenti del fare Teatro: quello produttivo, a cui viene dedicato lo spazio maggiore; quello delle rassegne di spettacoli altrui ("Teatrinsieme", di gruppi sardi di base e "Teatro d'autore", di compagnie nazionali) e inoltre musica, cinema, attività didattiche, informativo-culturali e di ricerca drammaturgica. Diverse sono le linee di lavoro anche all'interno del settore produttivo: la ricerca di Mario Faticoni sui materiali poetici, in particolare sardi, quali Sini, Masala, Ruiu, Lobina ecc; le proposte di drammaturgia contemporanea, portate avanti da professionisti emergenti tra i quali Carla Chiarelli, Lucia Coppola, Andrea Dosio e e Bruno Venturi, le collaborazioni con Rino Sudano (Woyzeck, Girotondo) e con Tino Petilli.

    CANTO D'AMORE E MORTE DELL'ALFIERE CHRISTOPH RILKE
    Scritto nel 1899, "Die Weise von Liebe und Tod des Cornet Christoph Rilke" da Rainer Maria Rilke, apparve per la prima volta solo nel 1906, ma godette subito in tutta Europa di eccezzionale popolarità riscuotendo un successo travolgente. La storia narra del tragico destino del giovanissimo alfiere Christoph Rilke, un antenato dell'autore, che muore in una tumultuosa battaglia cercando di fermare l'avanzata dei turchi, dopo aver colto per la prima volta le gioie dell'amore. Opera programmaticamente impressionista, tutt acostruita per vividi frammenti, in un susseguirsi di quadri più poetici che narrativi, l'opera presenta già alcuni dei grandi temi della poetica rilkiana: il rimpianto nostalgico per l'infanzia e, ancora prima, per il grembo materno; il viaggio come ritorno ad una condizione di perduta domesticità nell'anelito - frustrato in partenza- di ritrovare le proprie radici. L'adattamento e la messa in scena di Gianfranco Mazzoni avvolgono il tessuto poetico dell'opera originaria in un involucro fiabesco e popolare, con uso di musiche originali ed elementi scenici e costumi da Teatro di burattini.

     

     

    Akroama


    È una delle fondatrici del Teatro Akròama. Ha partecipato a quasi tutte le produzoni del Centro da "La notte delle danze"(1979) fino ai recenti "La casa della madre" e "Storia finita". Nel 1981, al Festival di Edimburgo, determina il successo di "Mariedda", piéce che fa conoscere la Compagnia sarda ai più importanti critici europei. Nel 1983 interpreta "L'ultimo sogno di Balloi Caria" al Festival di Spoleto. Nel 1986 è protagonista de "La stanza", presentato alle celebrazioni di "Firenze, capitale della cultura europea". H ainterpretato inoltre "Lolita", "Sirena, la pompiera artificiera". Dal 1987 dirige la Scuola Teatrale Akròama (STEA). Questa è la sua seconda regia dopo la prova di "The Brig" messo in scena con 14 giovani attori formatisi alla STEA.

    Come vent'anni fa
    Una donna sola, malinconica, visionaria, ripercorre con le parole situazioni personali, sospese in un'atmosfera per lei stessa indecifrabile, di realtà o pura invenzione. A tratti la donna ricorda di avere un altro ruolo, forse ancora una visione , nel quale impersona/incarna Ecuba, urlante il suo dolore tra le fiamme che devastano Troia. In una continua e doppia dissociazione dell'essere, prestando il proprio corpo allo spirito estremamente sconvolto della moglie di Priamo, la donna viaggia a forte velocità verso la completa solitudine nella quale solo le sue invenzioni e le possessioni di Ecuba troveranno vita. Ambiente, luci, echi acustici e mnemonici, interpretazione, contribuiscono a far risaltare la suggestione e il lirismo della tragedia Euripidea; musiche, oggetti e verbalizzazioni contemporanee richiamano al mondo della coscienza le impronte indelebili del classico e del mito che fortunatamente tracciano l'anima delle nostre frammentazioni e solitudini metropolitane.

     

     

    Actores Alidos


    ACTORES ALIDOS è presente nella scena teatrale da una decina d'anni, affermandosi come una delle più produttive e impegnate Compagnie del panorama isolano. Oltre alla rappresentazione teatrale in senso stretto, opera come laboratorio teatrale, gestendo corsi di formazione per attori, una scuola di dizione, recitazione, musica; si propone inoltre come punto di iniziativa di cultura teatrale, organizzando corsi e seminari teorico-pratici e animazioni teatrali x bambini. Dal 1982 ha prodotto dieci spettacoli tra cui: "Al passo con Sam" (1982), "Portami via" (1983), "Viaggio a..." (1984), "Il mestiere dell'attore" (1984), "È tutto troppo tranquillo" (1985), "Spiragli" (1990). L'opera più importante che Actores Alidos svolge nel campo Teatrale rimane l'organizzazione di rassegne tra le quali ricordiamo: "Rendez-vous", appuntamenti teatrali in Sardegna (dal 1983 ad oggi) "Teatroinverno" (1984) Primavera cagliaritana" (1985), "Un estate a Cagliari (dall'85 all'87), iniziativa di cultura Teatrale (dall'85 a oggi), Tournée CAgliaritana dei "Els Comediants" (1986), Vetrina (1987,1988,1990).

    Fuga a Samarcanda
    Lo spettacolo, ispirato ad una vecchia storia popolare resa famosa dal cantautore Roberto Vecchioni, "Samarcanda", narra in toni fiabeschi la strana vicenda di un soldato che, finita la guerra, rientra nella sua città. Durante ifesteggiamenti incontra "una donna vestita di nero che lo guarda con occhi cattivi". Riconoscendo in questa figura la morte, il soldato, spaventato, corre dal suo re e gli chiede di regalargli il cavallo più veloce per poter fuggire il più lontano possibile, verso Samarcanda, dove la morte non può trovarlo. Durante la sua disperata fuga, il soldato incontra personaggi emblematici: due prigionieri, un veggente ed un vecchio saggio; con essi ha l'opportunità di parlare e riflettere sulla propria condizione di soldato e sugli orrori della guerra. Giunto a destinazione, quando pensa di essere ormai salvo, il soldato invece incontra proprio la morte che è lì ad attenderlo.

     

     

    Alkestis


    La Cooperativa Teatro Laboratorio Alkestis è un centro culturale che dal 1972 lavora a Cagliari nel campo della ricerca e della produzione teatrale e che, attraverso l'organizzazione di spettacoli, conferenze, seminari ed altre iniziative, ha contribuito in modo significativo a determinare l'offerta espressa in Sardegna in questo settore. Fra le varie attività, particolare importanza ha la produzione di lavori teatrali originali, espressione della cultura propria della Compagnia, basata tanto sullo studio e l'approfondimento di diverse tecniche teatrali e parateatrali, quanto sulla ricerca delle connessioni fra queste ed altre forme di espressione appartenenti ad altre tradizioni culturali.

     

     

    Duo di chitarre Mauro Giuliani


    Cagliaritani, quarantaquattro anni in due, Giovanni e Luigi Puddu hanno intrapreso gli studi nei Conservatori dell'Isola, presso i quali hanno maturato esperienze mirate principalmente all'interazione di diverse espressioni musicali (armonia, contrappunto, musica d'insieme, discipline storico-sistematiche, direzione d'orchestra). I due giovani maestri hanno concluso la loro formazione chitarristica al Magistero Pedagogico di Angelo Gilardino. Insigniti dei più alti riconoscimenti in importanti manifestazioni internazionali sul versante solistico, nella formazione di duo hanno consentito alla chitarra, strumento normalmente escluso dai panorami canoristici principali, di pervenire a rilevanti traguardi. Grazie ai due concertisti cagliaritani,infatti, lo strumento ha potuto essere presente nelle finali dei più celebrati concorsi naionali di musica da camera. Giovanni e Luigi Puddu sono, ormai da svariati anni, regolarmente ospiti delle maggiori società di concerti in tutta Europa e, a loro volta, responsabili artistici di manifestazioni musicali di considerevole interesse.

     

     

    Cordas et Cannas


    Il gruppo Cordas et Cannas, presente ormai da un decennio nel panorama musicale sardo, nasce dall'incontro di tre musicisti con percorsi musicali diversi ma uniti da intenti artistici precisi. Fin dagli inizi il gruppo si indirizza verso una ricerca musicale capace di evidenziare tratti comuni della tradizione orale sarda miscelata con altre sonorità europee e non solo, finoanche alla musica "colta". L'obiettivo è di valorizzare ed esplorare le potenzialità della musica sarda, vocale e strumentale, i suoi tratti rilevanti ed ancora attuali, attraverso l'utilizzo di strumenti e suoni nuovi, non usati tradizionalmente. Nasce, quindi, dalla presentazione di queste nuove soluzioni musicali, la tensione creativa verso un linguaggio vivo e moderno, ma anche consapevole delle poprie radici storiche e culturali. Ciò si evince non solo dagli schemi musicali adottati, il cui codice è decisamente sardo, ma anche dalla particolare scelta dei testi di poeti isolani e dalla sensibilità nel cantare di cose sarde attuali come gli incendi, la siccità, il declino della "limba".

     

     

    Luigi Lai e Ignazio Erbi


    Luigi Lai è uno fra i più autorevoli maestri riconosciuti di Launeddas. Da ragazzo fu allievo di Antonio Lara ed Efisio Melis, due altrettanto mitici depositari delle maggiori tradizioni di musica popolare sarda. Le sue esperienze vanno dalla collaborazione con Angelo Branduardi ad un rapporto originalissimo con la musica di jazzisti come Enrico Rava, Luigi Trovesi, Paolo Fresu. Ha compiuto tournée in America, Giappone ed Europa ed è stato più volte premiato. Le sue esecuzioni sono un equilibrato assemblaggio di varie forme musicali caratterizzate dal più autentico virtuosismo. Ignazio Erbì si occupa da ormai quarant'anni di musica folkloristica sarda e, in particolare,dei balli classici. All'età di dieci anni frequenta la scuola di fisarmonica del famoso maestro Galdino Mura di Tuili, per passare poi alla scuola del maestro Efisio Melis di Villaputzu. È protagonista, ormai da decenni, delle sagre paesane di tutta l'Isola, anche con brani di propria composizione e ha partecipato a varie manifestazioni in Italia e in Europa. Insieme, questi due grandi artisti, propongono un repertorio di musica tradizionale della sardegna, unendo le loro esperienze e fondendo le sonorità caratteristiche di ognuno in un affascinante melange di suoni e melodie.

     

     

    Franco Madau


    Franco Madau, nato a Tuili in provincia di Cagliari, dopo gli esordi come interprete di musica leggera, pubblica il suo primo LP come autore nel 1976 ("La scomunica" - Populu sardu insorgi") per la collana "Cultura Popolare" dell'etichetta milanese Ariston. Seguono altri sette LP: "A morti sa tirannia" (1977) sempre targato Ariston e gli altri per un'etichetta autogestita: "Cantendu sa storia nostra" (1978), "Ottana" (1980), "A pag'a pagu" (1982), "S'erba mala" (1984), "Sabor'e gazzosa" (1987) e "S'ottu miu" (1989). La sua etichetta ha pubblicato numerosi altri artisti e gruppi folkloristici di ogni regione italiana, vincendo per due anni consecutivi (1981/1982), il Premio della critica discografica per il settore Folk. Ha partecipato a numerosi folk festival internazionali e alla Rassegna della Canzone d'Autore, organizzata dal Club Tenco di San Remo. Con la canzone "Babbaiola", dedicata a Nelson Mandela (compresa nel suo ultimo album) ha vinto nel 1989 il Premio per la selezione "Canzone italiana" del secondo concorso Folkautore, bandito dal Centro Cultura Popolare di Torino.

     

     

    Irio de Paula


    Alla diffusione e alla conoscenza del samba e di tutta la musica brasiliana in generale, in Italia, hanno contribuito tutti quei musicisti brasiliani che da anni vivono nel nostro Paese. Primo tra tutti Irio de Paula che. grazie alla sua grande sensibilità musicale e ad una mirabile tecnica chitarristica, ha conquistato, ormai da tempo, pubblico e critica, come dimostarno i suoi concerti, sempre affollatissimi e ampiamente recensiti. Irio De Paula, nato a Rio de Janeiro, autodidatta, comincia a suonare la chitarra a sei anni e rinuncia a registrare il suo primo disco in Brasile, preferendo il bagaglio di esperienze che potrà accumulare suonando nel gruppo di Elsa Soares, in un alunga tournée europea che tocca anche l'Italia. Siamo nel 1971, Irio decide di rimanere a Roma, grazie anche alle conoscenze maturate nell'ambiente jazzistico della capitale, a suo giudizio, più stimolante e più vivo di quello di Rio. Da quel momento il suo discorso musicale si sviluppa su due linee parallele, di uguale intensità e passione: da una parte il "samba-jazz", che lo impegna prevalentemente alla chitarra elettrica nel suo trio; dall'altra l'evoluzione del suo modo di essre autore e interprete di brani classici di musica brasiliana, eseguiti con stile inconfondibile e personale, con la chitarra acustica.

     

     

    Orchestra Raiz


    L'Orchestra Raiz è un atra le formazioni di musica latina più attive in Italia: è costituita da un'intera sezione di fiati e un'intera sezione ritmica oltre che da un pianoforte a cui è affidato il tipico "montuno". L'orchesta è diretta dal peruviano Jesus Zeballas, il cantante del gruppo, che ha cominciato la sua attività musicale a soli 13 anni e, dopo essere passato attraverso esperienze di rock andino, è tornato alla musica salsa. Gli altri componenti del gruppo sono musicisti di diversa estrazione musicale che hanno trovato nella salsa un adeguato canale espressivo, grazie alla freschezza e alla complicità che la contraddistinguono. Il risultato è un cocktail di eleganza e ritmo latino, sempre coinvolgente per il pubblico grazie alla capacità dell'orchestra Raiz di invitare alla danza e di comunicare in modo diretto e forte quelle sonorità e quei timbri solari della musica latina.

     

     

    Nina Maxia


    Nina Maxia si accosta al canto popolare in lingua campidanese della Marmilla, suo dialetto originario nel 1972, con un apreparazione musicale da soprano lirico. Accompagnata alla chitarra dal maestro Nanni Serra, registra per Radio Cagliari una serie di canti inediti, che vanno in ond aper molto tempo riscuotendo vivo interesse tra gli ascoltatori. Da qui il desiderio della cantante di approfondire la conoscenza di altre espressioni popolari come i canti logudoresi, galluresi e il vasto repertorio dei canti nuoresi. Nella sua lunga carriera è stata spesso ospite di manifestazioni folkloristiche e trasmissioni radiofoniche e televisive. Ha partecipato, inoltre, a rassegne importanti da "Sa ferula" al "Festival dei popoli" in Francia. Attualmente, per i suoi spettacoli, è accompagnata con la chitarra, la fisarmonica e le tastiere per canti di impostazione più classica.

     

     

    Amabuto Male Chorus


    "Amabutho" è una parola della lingua sudafricana che in italiano significa "adunata del reggimento". Questo nome è stato adottato da un gruppo vocale di musica etnica sudafricana che raccoglie materiale tradizionale della ricca coralità "Isicathamiya" del popolo del sud Africa. Amabhuto Male Chorus si è formato circa 4 anni fa a Londra con l'intenzione di sviluppare totalmente la tradizione del canto sudafricano. Dal debutto di tre anni fa al London's Shaw Theatre, il gruppo ha calcato le scene di tutto il mondo, dal concerto in onore di Nelson Mandela nel famoso Wembley Stadium nel 1988 al Camdem Jazz Festival nel 1989, dove avvien el'incontro con Lester Bowie con il quale si stringe immediatamente un aprosperosa collaborazione. È subito dopo, infatti, che il gruppo incide, ospitato dall'Art Ensamble of Chicago, "Soweto" per l'etichetta D.I.W., che li fa conoscere al grande pubblico internazionale.

     

     

    Centro Accademico Internazionale


    L'Associazione Culturale "Centro Accademico Internazionale", fondata da Eddy Angelini, tende a realizzare in Sardegna un punto di contatto e di scambio di più vaste esperienze culturali che hanno nella danza il momento centrale. Nato di recente, il Centro si è formato col proposito di produrre un diverso sviluppo prevalentemente tra i giovani, utilizzando la danza come arte e architettura del corpo, ricerca di un linguaggio universale e di una tecnica per lo sviluppo del movimento corporeo. Il raggiungimento di queste finalità verrà attuato con collaborazioni con scuole e maestri di livello internazionale.

    Tutte le mattine vado a chiedere al rosmarino
    se c'è una cura per il mal d'amore perché sto morendo
    Dietro lo spettacolo vi è un racconto che può sembrare a prima vista banale: una storia d'amore. Ma c'è chi dell'amore fa la propria essenza di vita, dove i valori forse ormai superati, come quello della coppia, si riscoprono importanti: una storia d'amore dove i protagonisti non sono solo un uomo e una donna ma diverse coppie che, insieme, narrano vicende che investono chi sceglie di vivere una "vita a due", in un susseguirsi di movimenti e di sequenze uno diverso dall'altro.

     

     

    Compagna di danza Ariatic


    Blumenschaum
    Cornelia Wildisen, svizzera tedesca,ha lavorato per nove anni (dal 1978 al 1987) a Parigi, nel periodo in cui nacque la "nouvelle danse française". Per quattro anni è stata interprete protafonista della compagnia di Karin Saporta ed ha partecipato ad importanti rassegne in tutta Europa. I suoi spettacoli più importanti sono:"Un lien d'Azur" (1984), Centre Pompidou de Paris; "Caval Insomniaque" (1984), Festival d'Aix-en Provence; "Pleurs en Porcelaine" (1985), Festival d'Avignon et Théatre de la Ville de Paris; "Incandescenze" (1985), Video-danza, Centre Culturel de la Rochelle; "Coeur Métamorphosé" (1986), CNDC d'Angers et Théatre de la Ville de Paris. DA tre anni lavora stabilmente a CAglairi. "Blumenschaum" è la sua quarta coreografia dopo "Geschmackszeiten" (1982), "anche le ali hanno scarpe" (1987) e "Una scintilla o due ".

     

     

    Balletto di Sardegna


    La Compagnia è stata fondata nel 1981 dall'Associazione Sarda Musica e Danza (A.S.M.E.D.). Per l'impegno culurale diretto verso una coretta e ampia diffusione della danza, la Compagnia si è guadagnata attenzione e stima in tutta Italia. È anche perciò che l'A.S.M.E.D. è ormai divenuta da una parte punto di riferimento per i danzatori professionisti e dall'altra un modello per i gruppi emergenti locali.
    Letto 1447 volte Ultima modifica il Mercoledì, 17 Ottobre 2018 16:32

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