LA CANZONE ITALIANA DALLE ORIGINI AL DOPOGUERRA Lasciami Cantare una canzone Raccontare una vita, un episodio, un'emozione vissuta o desiderata, uno stato d'animo, un forte sentimento, un aneddoto, una battuta di spirito, un'immagine. Ecco l'Italia dei caffè e dei salotti, l'Italia della guerra e della "Dolce vita", l'Italia con i suoi ideali, l'amore, la mamma, I agiatezza ma anche la tristezza e la povertà, cantati a voce spiegata, per desiderio spasmodico e impudico e perché poche cose possiedono il potere evocativo di una canzone. Nemmeno le fotografie restituiscono il clima di un'epoca con altrettanta immediatezza, prive come sono del suono e del respiro del frammento di storia che colgono. E con allegro vigore si viene trasportati dentro l'esistenza quotidiana degli italiani, in anni cruciali della nostra storia, seguendo un percorso che parte da una ricerca di serenità, passa attraverso una guerra e arriva, comunque, a un "happy ending". Lo spettacolo La canzone italiana, i suoi linguaggi, i suoi personaggi, dagli inizi, con la canzone napoletana, agli anni '40. Un intrattenimento ragionato sullo sviluppo storico della canzone italiana. Primo tempo di un commiato canoro dal Novecento; spettacoli successivi porteranno al completamento di tale percorso sino a prefigurare un commiato completo dal secolo che finisce. La canzone come rivelatore delle idee e dei sentimenti di un popolo. Prosecuzione di una ricerca sull'identità degli italiani. Lesperimento di un attore di Teatro che si cimenta con il canto di una cantante e di strumentisti che affrontano un repertorio inconsueto.
Le canzoni Santa Lucia, Marechiare, Anema e core, Lultima canzone, Chi vuole con le donne, Come pioveva, Creola, Scettico Blues, Nannì, Voglio vivere così, La mia canzone al vento, Un'ora sola ti vorrei, Tamburo della banda DafFori, Bia-gio adagio, Pippo non lo sa, Mara-mao perché sei morto, Ma l'amore no, Ciribiribin, Ho un sassolino, Ba Ba Baciami piccina, Mille lire al mese, Lili Marlene, In cerca di te, Mami.
Canzoni su due ruote Dopo "Lasciami cantare una canzone" , "Torna caro ideal!" e "Zazà del varietà", questo è il quarto spettacolo de II Crogiuolo in cui il canto è elemento fondamentale, il secondo che accompagna con le canzoni dell'epoca la storia d'Italia del Novecento. Un commiato canoro dal secolo che s'inserisce nella linea di lavoro sulla realtà italiana e sarda già coltivata con altri spettacoli o interventi, ma che al proprio interno poi si offre anche come scandaglio e ricerca di quell'inesprimibile che il canto stesso contiene, tema riaffrontato appassionatamente proprio in questi giorni per la scomparsa di Sinatra. "Canzoni su due ruote" riprende laddove "Lasciami cantare una canzone" aveva interrotto, al secondo dopoguerra. Sono pochi anni, ma intensissimi di energia rigeneratrice. Si arriva subito al '58, l'anno di "Volare", ma anche l'anno che segna l'inizio del grande sviluppo, di quell'inconsulto sviluppo che porterà crescita civile e sociale ma anche disastro ecologico e antropologico: di cui non si è finito di fare il bilancio e l'inventano nemmeno oggi.
Le canzoni A casciaforte, In cerca di te, lo cerco laTitina, Dove sta Zazà, Mamma voglio anch'io la fidanzata, Vecchia Roma, Mattinata fiorentina, Fischiettando allegramente, i pompieri di Viggiù, I cadetti di Guascogna, Evviva la torre di Pisa, Eulalia Torricelli, Camminando sotto la pioggia, Un bacio a mezzanotte, Amore baciami, Addormentarmi così, La vita è bella, Bellezze in bicicletta, Sedici anni, Chitarra romana, Ricordati ragazzo, El negro Zumbon, Grazie dei fiori, Papaveri e papere.
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