Sabato 31 luglio 2021 ore 21:30
Area Archeologica di Nora
MARIALY PACHECO & OMAR SOSA DUETS
€ 25,00
Un concerto, due pianoforti: la performance dei due artisti Omar Sosa e MArialy Pacheco è la promessa di un mix multicolore tra sonorità afrocubane e classici europei, un incontro segnato da una forte carica di passione. I due hanno sempre avuto una posizione in qualche modo speciale nel mondo del jazz, riscontrando ovunque riconoscimenti ed entusiasmo. Comune alla maggior parte dei pianisti cubani è anche la combinazione tra un’educazione spiccatamente classica e un coinvolgente groove. Omar Sosa è tra i pianisti latin più versatili della scena jazz, capace di spaziare dalla spiritualità della Santeria ai classici del Vecchio Mondo. Di una generazione più giovane, la stella del pianoforte Marialy Pacheco colpisce per bellezza e bravura.
Giovedì 5 agosto 2021 ore 21:30
Area Archeologica di Nora
YOUN SUN NAH & ULF WAKENIUS
€ 25,00
Eccezionale improvvisatrice con una favolosa tecnica vocale, la coreana Youn Sun Nah è una delle rappresentanti più sbalorditive del vocal jazz mondiale. La sua voce sottile e potente, esplora molteplici repertori in grado di esprimere una vasta gamma di colori ed emozioni. Oltre al jazz, alla “chanson”, al pop e alla musica folk attinge anche alla musica classica europea. Una voce di tale carisma sul palco richiede un partner altrettanto curato e attento, come il chitarrista svedese Ulf Wakenius. Insieme da molti anni hanno svilupato una complicità quasi telepatica, trasformando il loro duo in una vera gemma artistica. La loro è una chimica musicale preziosa, che permette di deliziare e toccare le corde emotive più profonde del pubblico di tutto il mondo.
Sabato 7 agosto 2021 ore 21:30
Area Archeologica di Nora
DOBET GNAHORÉ
€ 25,00
Vincitrice del Grammy Award – non ha eguali come interprete e performer. Combina il canto e la danza con grazia suprema: il pubblico viene trascinato dalle sue esibizioni
carismatiche e potenti. Il suo quinto album, con brani ispirati all’Africa, è stato prodotto da Nicolas Repac (Arthur H, Mamani Keita, Black Box) ed è uscito a Maggio del 2018. Con oltre 900 concerti in tutto il mondo in meno di un decennio, Dobet Gnahoré ha consolidato il suo successo sul palco. Regolarmente invitata dalla grande sacerdotessa del “soul” africano
Angélique Kidjo, è indubbiamente uno dei suoi eredi. Nel 2010, ha ricevuto il Grammy Award con India.Arie per la migliore interpretazione urbana / alternativa della canzone Pearls, che
riprende la sua canzone Paléa. I padrini e sostenitori di Dobet nella musica sono, tra gli altri, Ray Lema and Lokua Kanza.
Carismatica, vibrante, creativa, Dobet Gnahoré si è guadagnato la reputazione di una grande voce africana. Potente come Grace Jones, felina e fragile, Dobet produce un “groove” ed un suono elettrico per rendere omaggio all’Africa. Dobet Gnahoré ti aspetta per il terzo appuntamento del Nora Jazz Festival il 7 Agosto 2021 al Teatro Romano di Nora
Giovedì 12 agosto 2021 ore 21:30
Area Archeologica di Nora
REBEKKA BAKKEN TRIO
€ 25,00
Nata a Oslo nel 1970, Rebekka Bakken si è imposta come figura di spicco nella nutrita schiera delle cantanti jazz scandinave della sua generazione. La sua è considerata una delle voci più particolari d’Europa, ed è stata definita “una sensazione che canta, la cosa più sensuale che il jazz femminile abbia da offrire”. Forte degli studi di piano e violino, oltre che di un timbro di incredibile sensualità, nel 1995 lascia la Norvegia e si trasferisce a New York. Il debutto come solista arriva nel 2003 con l’uscita dell’album “The Art Of How To Fall”, dove con voce chiara, naturale a tratti un po’ naive, incanta i fan con la storia di una giovane ragazza che non vuole crescere. Usa la sua virtuosa scala vocale per raccontare delle grandi storie, senza curarsi troppo delle etichette musicali; in quanto cantante e autrice, i testi per lei sono importanti tanto quanto le sue composizioni. La sua musica riflette un’originale miscela di stili: la connessione con il blues, il soul, il folk e la musica country, forse tra i suoi tratti stilistici più evidenti. La stampa internazionale ha spesso sottolineato l’abilità della Bakken di tenere concerti carichi di pathos, proprio grazie alla sua presenza scenica quasi ipnotica e alla sua capacità di instaurare una connessione fortemente emotiva con il pubblico. Il suo mood può essere calmo e dolce e all’improvviso diventare aggressivo e graffiante, in un altalenarsi di emozioni che lascia il pubblico sempre col fiato sospeso. Fin dall’inizio della sua carriera ha ricevuto recensioni e riscontri positivi sia dalla critica che dalla stampa e ha vinto nel corso degli anni diversi premi e riconoscimenti internazionali. Il nuovo album “Things You Leave Behind” (Sony Music) è un disco che svela un forte attaccamento alla vita, l’inizio di un nuovo percorso, quasi una liberazione personale: “Il mondo è cambiato – ha detto – ma io non ero pronta”.



