Sulky Jazz Festival - Yilian Cañizares Trio - 7 Agosto - Spiaggia Cala Sapone - Ore 20
Yilian Cañizares - violino/voce
Inor Sotolongo - Percussioni
Childo Tomas - Basso
Una giovane ragazza affascinante in un abito di mussola che può regolare il suo arco mentre canta inni dell'Africa occidentale. Si ritiene che sia la bellezza virtuosa che la caratterizza. E poi, in due abbaglianti secondi, questa diva mostra le sue ampie doti artistiche. Attraversa i ricordi di Chopin, quelli di Chucho Valdés, il jazz di New York, l'imperiosa audacia delle cerimonie santería.
Yilian Cañizares è nata a L'Avana. Molto rapidamente, sulla pelle dei tamburi, imparò i ritmi complessi, gli spazi onirici, un'Africa riscritta nella gloriosa insularità di un paese che importava anche insegnanti russi. Yilian è il prodotto di diverse storie. Sa suonare le sonate matematiche di Bach su un violino di precisione. Sa fare altalene da New Orleans.
Può anche, e non è una cosa da poco, risvegliare le divinità yoruba e in particolare la dea Oshun, anima di acque dolci, che corrisponde meglio alla sua natura fluida. Yilian, una bambina prodigio, ha studiato a casa, in una capitale che è un crocevia, si è costruita da sola atterrando in Svizzera per perfezionare i suoi arpeggi. Stranamente, è qui, nel mezzo dell'Europa protestante, che si ispira alle divinità yoruba e che cerca di riattivare nelle sue composizioni il potere misto del jazz latino, mescolando tutto ciò che, da vicino o da lontano, passò attraverso le sue mani.



