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Arroganti, spavaldi, prepotenti, due giovani spadroneggiano, impuniti, in lungo e in largo nel proprio paese, senza riguardo alcuno per uomini, animali e cose. Ma i pacifici abitanti del villaggio, stanchi delle insolenze dei due balentes, chiedono aiuto ad Areste Paganòs. Il nostro personaggio non si tira certo indietro, quindi, armato di sola arguzia ed ironia, entra subito in azione: per cominciare, rifiuta qualsiasi prova di forza i due balordi gli propongano rilanciando a sua volta con una sfida 'memorabile". Grazie alle sue spettacolari trovate Areste mette nel ridicolo, agli occhi dell'intero paese, i velleitari teppisti. Questi, inutile dirlo, vorrebbero sprofondare per la vergogna; la pace nella comunità è ristabilita. Lo spettacolo di burattini, allestito secondo la più tipica tradizione popolare italiana con il sistema della narrazione giocosa e scanzonatoria, diventa uno spunto di riflessione su comportamenti e atteggiamenti sempre più visibili sulle nostre strade. E' un ammonimento contro l'uso della violenza anche quando questa potrebbe sembrare lecita e giusta, è un incitamento al rispetto degli altri e di quanto non ci appartiene ad aver cura delle cose e delle perso ne, partendo dal presupposto che anche gli altri hanno diritto e non è la prestanza fisica bensì l'intelligenza quella che eleva maggiormente l'essere umano. Ma l'animazione con i burattini, oltre ad affrontare argomenti e tematiche attuali, vuol essere un ulteriore momento per approfondire l'importanza e il valore artistico e comunicativo della drammaturgia burattinesca.
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