|
| |
|
Compagnia:
|
ACTORES ALIDOS
|
|
Spettacolo:
|
GENTE Dl NESSUNLUOGO |
|
Tecnica:
|
Attore
|
|
Età consigliata:
|
Dagli 11 anni in su
|
E' uno spettacolo didattico indirizzato al mondo della scuola che, in modo sintetico e spettacolare, analizza il percorso del lavoro dell'attore dalla formazione di base allo spettacolo teatrale L'iniziativa, che si pone come finalità ultima la diffusione della cultura teatrale, tende a stimolare l'alunno ad un interesse verso il teatro, fornendolo di mezzi per la valutazione della professionalità degli attori e soprattutto del valore artistico dello spettacolo a tale scopo gli attori effettuano dimostrazioni pratiche che riguardano aspetti fondamentali come la metodologia della preparazione di base, la tecnica, l'espressività fisica e vocale, la creatività. L'interpretazione del testo e il personaggio. Coerentemente con la finalità didattica dell'intervento vengono illustrate anche le funzioni di elementi quali la scenografia, l'utilizzo delle luci e delle musiche, il ruolo dei tecnici e del regista. L'utilizzo di mezzi tecnici, le parole del regista, l'azione degli attori, le musiche e la combinazione di queste componenti contribuiscono a dare una visione totale del lavoro teatrale, adattando di volta in volta l'intervento alla maturità del pubblico e in base alle necessità che si verificano durante il suo svolgimento grazie alle sue caratteristiche particolarmente elastiche. Gente di Nessunluogo prevede inoltre un momento di dibattito finale, permettendo cosi all'alunno di riprendere e chiarire aspetti che più di altri hanno destato il suo interesse; in questo modo viene completato il quadro chiarificatore del lavoro che occorre svolgere per giungere al momento ultimo dello spettacolo di cui si conosce solo l'attimo magico consumato nel breve tempo della sua vita sul palcoscenico. |
|
| |
|
Compagnia:
|
ACTORES ALIDOS
|
|
Spettacolo:
|
LA COMICISSIMA TRAGEDIA Dl ROMEO E GIULIETTA |
|
Tecnica:
|
Attore
|
|
Età consigliata:
|
Dagli 11 anni in su |
| La grande tradizione italiana della Commedia dell'Arte, delle maschere della tradizione popolare, degli Zanni (progenitori di Arlecchino e Brighella), dei Pantalone, degli Amorosi: tutto questo propone Actores Alidos con questo spettacolo. La particolarità è che il punto di partenza non è un canovaccio tradizionale, ma una "novella" a tutti nota e da più autori portata in teatro: Romeo e Giulietta (basti ricordare fra tutti la grande versione di William Shakespeare). Actores Alidos si è impossessato di questa storia (oltre a Shakespeare è bene ricordare i moltissimi autori a lui precedenti che hanno narrato la medesima vicenda: dall'autore quattrocentesco Masuccio Salernitano a molti autori del XVI secolo fra i quali i veneti Luigi Da Porto e Luigi Groto detto il Cieco d'Adria, il lombardo Matteo Bandello e molti altri) trattandola come un canovaccio comico-popolare di Commedia dell'Arte e cosi l'ha messa in scena: la vicenda amorosa dei due amanti di Verona rimane intatta, ma i "contorni" si sono trasformati: Verona può diventare anche un'altra città, servi e balia diventano zanni, il pretendente indossa i panni di un Capitano, il padre di Giulietta si trasforma in un personaggio che ricorda Pantalone; tutto estremamente coerente, comunque, ma con il comico, talvolta il farsesco, come filo di congiunzione delle varie scene! Quindi tra la famosa scena del balcone e la morte degli amanti di shakespeariana memoria,ci si potrà divertire con lazzi, tirate e situazioni tratte dai Canovacci Anonimi della Commedia dell'Arte nonchè da tanti altri autori e documenti della tradizione del Teatro Italiano. |
|
| |
|
Compagnia:
|
ANTAS
|
|
Spettacolo:
|
IN UNA NOTTE DI TEMPORALE |
|
Tecnica:
|
Attore
|
|
Età consigliata:
|
Dai 6 ai 10 anni |
In una notte di temporale, una volpe e una capretta, si rifugiano in una capanna abbandonata, alle pendici di una collina. Il temporale infuria, la pioggia scroscia e nella capanna il buio è totale. Nella capanna, i due dialogano (in sardo e italiano, cosi come in precedenti lavori messi in scena e destinati ai ragazzi), si confrontano, nasce un' amicizia, ignari entrambi della vera identità del nuovo amico. Quando il temporale cessa, vanno con il proposito di incontrarsi la mattina successiva. Che cosa sarebbe successo il giorno dopo? Il valore dell'amicizia è l'elemento principale che caratterizza lo spettacolo Durante una notte di tempesta. Uno spettacolo semplice emotivamente di forte impatto, con un finale provocatorio che suscita la curiosità e il totale coinvolgimento dei ragazzi. Un altro elemento di notevole importanza nella struttura dello spettacolo è l'uso di svariate tecniche narrative e teatrali, quali l'evocazione delle immagini attraverso la videoproiezione di cartoni animati (durante la scena di un sogno) e la rappresentazione diretta. |
|
| |
|
Compagnia:
|
ASSOCIAZIONE CULTURALE S.U.I.F.
|
|
Spettacolo:
|
ODISSEA |
|
Tecnica:
|
Attore
|
|
Età consigliata:
|
Dagli 11 anni |
Tre cubi, una sedia, un nastro magnetico, una tromba, e la voce di un narratore, il tutto per raccontare un racconto fra i più belli ma; narrati nella storia dell'uomo: l'Odissea. Parole e suoni che danno corpo alle immagini per resuscitare una dimensione dimenticata, quella dell'ascolto, ed il viaggio e le peripezie di Ulisse divengono il pretesto, per i ragazzi, per fare un viaggio alla riscoperta dell'ascolto ormai addestrato su tempi televisivi, e sugli effetti speciali. L'Odissea è uno spettacolo semplice, quasi artigianale, nel quale lo spettatore viene invitato a compiere un viaggio in compagnia di un narratore, un musicista, e un compositore; tre artisti, i quali avranno il compito di raccontare, attraverso diversi linguaggi, la storia di Ulisse e del suo viaggio. Lo spettacolo è un gioco ad ascoltare, ascoltare per viaggiare, dentro di se, alla ricerca di quelle icone, che anni e anni di televisione sembra siano condannate a giacere nel fondo dei magazzino della memoria, visto che per i padroni della pubblicità sono sufficienti cento parole per descrivere il mondo. L'Odissea è un viaggio dentro la matrice dell'uomo, la fantasia che genera le immagini, le quali hanno creato parole. Ed è attraverso le parole che impariamo a comunicare noi stessi a ribellarci della condanna al mutismo passivo nel quale siamo e condannati per pigrizia. Ed è questa la scoperta che renderà Ulisse più orte al suo ritorno dal suo viaggio, ed è questo. L'invito che viene fatto ai ragazzi attraverso questo semplice racconto "per tre voci". Obiettivo dello spettacolo, come da scheda, è quello di far riscoprire al ragazzo il gusto di ascoltare, ormai incanalato nei ritmi pubblicitari (ogni 15 minuti di film 3 di pubblicità). Combattere le Cento parole per definire il mondo della pubblicità proponendo le "mille parole per raccontare una emozione". Con queste parole non si vuole demonizzare "la televisione", anzi il televisore, il quale essendo un elettrodomestico non da coscienza di se, ma l'uso sbagliato e coercitivo che ne fanno i signori dell'etere, che in maniera colpevole stanno rovinando generazioni di bambini e ragazzi, con trasmissioni inique. Per combattere queste tendenze, che hanno solo scopi consumistici, e non cultura, è necessario sfruttare quelle uniche armi che ha l'uomo per combattere, e cioè la forza delle parole. Parole per raccontare, per fantasticare di un viaggio, di un mondo lontano immaginario, di personaggi fantastici ed improbabili, eppure possibili, raccontare insomma per viaggiare perigliosamente con Ulisse. |
|
| |
|
Compagnia:
|
AVVOLTE L'INVERSO |
|
Spettacolo:
|
PEPE PINOLI
|
|
Tecnica:
|
Macchine - attore - marionette
|
|
Età consigliata:
|
Dai 4 ai 13 anni
|
Chi è Pepe Pinoli? Dov'è finito? é veramente nei guai o ci vuol solo prendere in giro? Sono domande a cui è difficile rispondere. Certamente Pepe Pinoli è un tipo interessante: mandato in missione a casa della nonna, di lui si perdono le tracce. Alcuni sostengono di averlo visto nella foresta amazzonica, altri giurano che non si sia mai mosso da casa. La verità, naturalmente,verrà fuori solo alla fine e tutti sapremo allora chi è veramente Pepe Pinoli... 0 forse no? Il racconto segue gli schemi collaudati della fiaba tradizionale ma modifica continuamente il punto di vista dell'osservatore. Si ottiene cosi un effetto surreale in cui gli elementi di spazio e tempo sono presentati come variabili in continua evoluzione. Pepe Pinoli, da bambino ignaro dei pericoli e dei tranelli della vita subisce prima gli inganni di personaggi che approfittano della sua ingenuità per sbeffeggiarlo e derubarlo ma proprio grazie a queste esperienze acquista una nuova e più forte autonomia e consapevolezza che metterà al servizio dei suoi compagni di sventura portandoli all'immancabile lieto fine. Attraverso l'utilizzo di macchine surreali, canzoni e filastrocche il narratore, presenza fissa dello spettacolo, conduce i ragazzi al seguito di Pepe Pinoli in una fiaba moderna con consapevoli radici nella tradizione. |
|
| |
|
Compagnia:
|
BIX - CAGLIARI- DIXIELAND JAZZ BAND |
|
Spettacolo:
|
MISSISSIPPI STORIES
|
|
Tecnica:
|
Musica
|
|
Età consigliata:
|
Dagli 11 anni in su
|
Il canto religioso afro-americano e la musica popolare, ecco il binomio che ha generato il jazz, la più grande espressione artistica del '900, il Rock, il pop, il beat, il folk, la fusione traggono origine dal blues. E' il linguaggio del jazz - un linguaggio che dovrebbe consentire ai musicisti di razza, lingua ed estrazioni diverse, di comunicare immediatamente, tra loro che ha fatto da colonna sonora ad una intera società; musica erotica (suonata nei bordelli dei ghetti neri), sensuale liberatoria, religiosa ma anche per il suo primo famoso musicista Jelly Roll Morton, "un arte espressione della cultura nazionale negra" In un simile contesto, una ricerca diretta all'individuazione del patrimonio da salvare può servire non solo ad un approfondimento della conoscenza del fenomeno jazz nella sua interezza, ma anche- e questo è il dato più rilevante alla scoperta o riscoperta di fonti ancora ricchissime di linfa vitale. Parlare di jazz di New Orleans, suonato quasi esclusivamente da neri,e di dixieland suonato invece da bianchi, vuol dire mettere l'accento su due tradizioni e culture diverse tra loro ma unificate da una matrice comune,io spiritual, il blues, il ragtime. E' solo lo swing con la sua musica commerciale, ballabile, da esportazione che metterà in crisi il linguaggio jazzistico; ma sarà anche il modo in cui esso si diffonderà in tutto il mondo. L'insieme tromba- trombone- clarinetto crea un amalgama con forti contrasti timbrici e dinamici. Banjo- pianoforte e Washboard (tavola da bucato) sostituita in seguito dalla batteria, rafforzano le atmosfere con ritmo incalzante. La musica dixieland e la sua storia mette d'accordo molti operatori dello spettacolo sulla definizione: evento da ascoltare ma soprattutto da vedere. Per il pubblico degli studenti una occasione unica per la conoscenza dello stile musicale "dixieland" attraverso una lezione/concerto utile supporto per l'approfondimento della storia della musica afro-americana attraverso stili, epoche e strumenti. |
|
| |
|
Compagnia:
|
BOTTI SU SHCOGGIU |
|
Spettacolo:
|
PLURALE
|
|
Tecnica:
|
Attore
|
|
Età consigliata:
|
Dai 14 anni in su
|
Lo spettacolo nasce come dimostrazione del lavoro svolto nel laboratorio teatrale rivolto agli adolescenti, inserito nel progetto La bottega dei linguaggi espressivi proposto dall'Associazione Culturale Botti su Shcoggiu e promosso dal comune di Carloforte. Insieme abbiamo svolto un'indagine dei vari linguaggi di comunicazione propri del teatro come il linguaggio del corpo, tradotto in movimento, quello della voce come suono-ritmo e della voce come parola-significante. Il tema indagato nella fase creativa stato "guardare il cielo di fine millennio". Insieme abbiamo cercato un senso narrativo-drammaturgico che potesse rendere comprensibile la nostra ricerca. Prendendo spunto da racconto di Italo Calvino, Sul far del giorno (da Le Cosmicomiche), storia surreale di come il cosmo si sia formato, siamo arrivati ad osservarlo. Ma... sulla terra c'è troppa gravità e anche provando a spostare lo sguardo sulla Luna, come in un gioco di specchi, incontriamo di nuovo noi stessi. Lo spettacolo suggerisce una riflessione sulla difficoltà contemporanea di capire il diverso da sé e sull'intolleranza che caratterizza quest'epoca. |
|
| |
| Compagnia: |
CADA DIE TEATRO |
| Spettacolo: |
MARIPOSA, LA FARFALLA MECCANICA |
| Tecnica : |
Attore |
| Età consigliata: |
Dagli 8 ai 14 anni |
In un mondo ripiegato su se stesso, spento più senza palpitazioni, c'è ancora chi vuole stupirsi chi desidera il viaggio,chi non vuole rassegnarsi alla morte dei sogni, ma li insegue come fossero l'ultima frontiera rimasta. Rincorrere il sogno, inseguire una fiaba, in tempi dove tutto è prestabilito, dove si è obbligati a crescere per forza sembra quasi il desiderio di un folle. Ma Callè giovane tanto pazzo, non ci sta lui vuole vivere il sogno. Vuole l'impossibile: che la fiaba possa divenire realtà e che Mariposa, la ragazza con le ali di farfalla torni a farsi vedere nel mondo. Mariposa è una storia, fatta di tante storie che corrono veloci verso terre dove i suoni giocando con i sentimenti, si appiccicano alla pelle per non abbandonarci più. In un tempo tanto vicino da sfiorarci le spalle, quando i sentieri portavano alle cime che toccano il cielo e le farfalle parlavano agli uomini,el di là dei boschi , dopo i binari della ferrovia, poco dietro le sponde del lago, sull'altopiano delle terre di confine prima della grandi torri metalliche, un giorno era comparsa Mariposa , una farfalla con il corpo di ragazza. Ma in quella terra, si era smesso di sognare. I sogni erano stati rubati da un ricco signore che aveva strappato le ali e tolto il cuore di Mariposa, per poi esibirla nella grande piazza della città come una ridicola farfalla meccanica Tra passato e presente, soprusi e ingiustizie, lacrime e sorrisi, come un filo che si perde nel pozzo, i ricordi prendono colore nelle voci di Callè Chiodino e la vicenda narrata, scavalcando le parole, attraversando gli sguardi ci porta in luoghi dove forse, è ancora possibile incontrare il sogno. |
|
| |
| Compagnia: |
ÇAJKA |
| Spettacolo: |
GNUCCALO |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dai 6 ai 10 anni |
|
Dentro ciascuno di noi le prime prospettive di ricostruire l'infanzia cominceremo da quell'epoca in cui si riusciva a vivere i pomeriggi traversando i boschi che non si percorrono più. (Marcia Teophilo)
Gnuccalo è la rielaborazione di una favola di Guido Gozzano. La scrittura scenica è nata da un lavoro di improvvisazione su temi suggeriti dai bambini che popolano la compagnia Caika e dagli appunti che i componenti del nostro ensemble hanno raccolto in questi anni di lavoro a contatto con le scuole elementari di tutta Italia. La struttura è quella della favola teatrale, dove un "uomo tecnologico" (Gnuccalo) si ritrova a dover riordinare quel caos ecologico che lui stesso ha provocato. I bambini saranno chiamati in causa dagli attori per risolvere i punti "critici" della vicenda.
L'argomento della piccola piece è Armonia. L'armonia con la natura, perduta da l'uomo tecnico. L'armonia del nostro antenato bambino. L'armonia del nostro antenato storico.
L'intero lavoro di ricerca della compagnia Cajka ruota intorno allo studio di quegli elementi antropologici puri che accomunano questi due nostri "antenati". Che. Oggi prigionieri di principi umanistici preconcetti, sono sempre più mediati e soffocati, (o forse pigramente dimenticati?) nel caos disarmonico del contemporaneo. Attraverso l'ironia e la capacità di saper individuare nelle dinamiche del quotidiano l'elemento comico,si mette in moto nel bambino la capacità di critica e di analisi. Non si tratta di "sdrammatizzare" o di edulcorare la realtà. La realtà è, ahimè, oggettiva e i bambini ce l'hanno quotidianamente sotto gli occhi, il gioco teatrale ne svela, invece, le debolezze e la relativizza, mettendo però il dito nella piaga, senza rancori o polemiche (per quella c'è già la televisione), cogliendone il ridicolo creando possibili difese e vie di fuga dalla massificazione coatta,con una semplice, ma intelligente, risata.
|
|
| |
| Compagnia: |
ÇAJKA |
| Spettacolo: |
EXITUS |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dagli 11 anni in su |
|
Lo spettacolo coagula linguaggi e "oggetti culturali" diversi, provenienti da tempi diversi e da livelli differenti di cultura, all'interno di un più ampio progetto teatrale,non occasionale,ma coerente di "luogo teatrale",indicando come spazi funzionali alla vita quotidiana assumano la possibilità di venire trasformati nello spazio e nel tempo extraquotidiano dell'evento festivo. Agendo su due binari, testo e funzione dello spazio, si crea un percorso dialettico che unisce riflessione e prassi, raccogliendo quella eredità colta che ci riconduce all'esperienza di Bramante Vasari, di quegli esempi, cioè, che tanto influenzarono la cultura delle corti europee. Il progetto di studio in atto guarda alle vie di uscita dal prodotto culturale irripetibile; al giungere, quindi, a conclusione di esperienze e al nascere di altre, al punto da cui il nuovo comincia ad emergere anche per differenza quando non per opposizione.
Lo spettacolo e i suoi luoghi la parola latina exitus, che come analogo di soglia, indica il morire e il nascere, suggerisce il titolo più aderente allo spettacolo. La dinamica dello spettacolo Exitus vive della capacità di adattarsi a qualsiasi luogo. In questo spettacolo si ripercorrono le tappe della tradizione della Commedia Italiana, di un teatro povero fatto per lo più da poveri, che può accadere in qualsiasi luogo, dalle piazze alle corti di principi e re. Si immagini, allora, uno spettacolo in levare, che si sviluppi in un itinerario dove la scoperta e l'evoluzione dei linguaggi (tra novella, dialogo, farsa e commedia), sia anche la scoperta di un genere particolare di narrazione teatrale. Exitus, spettacolo "colto", ma allo stesso tempo di sapore popolare e accessibile a tutti, denso di accadimenti, di sorprese e di meraviglia, apre notevoli spunti di dibattito e di ricerca storia e filosofia. Sei attori si alternano in un crescendo che, attraverso l'inesauribile avvicendarsi di peripezie linguistici ,gramelot, trame e intrighi condurrà lo spettatore- studente in un viaggio verso le origini del Teatro Barocco e di conseguenza, del teatro moderno. Lo spettacolo si costruisce sotto gli occhi degli spettatori, avvalendosi della capacità di mettere in gioco e di svelare, di volta in volta i trucchi scenici e materiali attinti da quel vastissimo repertorio di invenzioni che la commedia all'improvviso la commedia all'improvviso ci ha tramandato.
Scheda del percorso Un vecchio capocomico, scampato ad una immaginaria catastrofe(forse culturale). Ripesca da un vecchio baule gli attrezzi e i canovacci e "spalanca il repertorio"di un teatro costellato da quei successi che ormai non sono più. Ai suoi ordini la compagnia si ritrova a dover ricostruire il repertorio la saltando dalla commedia alla farsa, dal tragico al burlesco, dai versi al gramelot, utilizzando tecniche diverse di recitazione e materiali teatrali quali la maschera e i Pupi. Lo spettacolo è rappresentabile in diverse situazioni logistiche e, non essendo vincolato all' uso di un palcoscenico tradizionale,tende a favorire proprio quelle Scuole che non sono servite da impianti teatrali tradizionali. Si può rappresentare Exitus nei cortili, nelle palestre, nelle mense e in li tutti quegli spazi che possano contenere un certo numero di spettatori. Lo spettacolo previsto è in due differenti versioni: · Per la Scuola Media Inferiore, in versione più accessibile nella scelta dei testi e dei contenuti; · Per la Media Superiore, dove vengono utilizzate dinamiche narrative più complesse e più vicine ai programmi di Letteratura italiana e straniera.
|
|
| |
| Compagnia: |
FIGLI D'ARTE MEDAS |
| Spettacolo: |
SU PASTOREDDU E SU COROU PILLONADORI (Il serpente ed il pastorello) |
| Tecnica: |
Attore - Pupazzi |
| Età consigliata: |
Dai 6 ai 10 anni |
Dalla tradizione orale della Sardegna una favola dedicata ai bambini disobbedienti. In un paese vive un bambino, non va a scuola, frequenta cattive amicizie e va al bar con gli amici: è un bambino monello. Un giorno, al pascolo con le pecore di suo babbo, stanco si addormenta su un sasso e tutto il gregge scompare. Impunito e torna a casa e risponde ai suoi genitori. Non c'è verso di piegargli la schiena, è un monello perfetto. Ma non ha fatto i conti con il terribile Corou Pillonadori, il mitico serpente "mangiabambini" disobbedienti, che sempre dice: "I bambini più sono cattivi più sono buoni… da mangiare…" Su Pastoreddu e Corou Pillonadori è uno spettacolo per tutti i bambini disobbedienti e per i grandi ex bambini monelli, Uno spettacolo per tutti. |
|
| |
| Compagnia: |
I DELFINI |
| Spettacolo: |
LO SCHIACCIASASSI |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dagli 8 ai 14 anni |
Tutto è nato da una poesia scritta da Alessandro Langiu e dimenticata in un cassetto. Dopo qualche tempo Grazia Dendoni l'ha trovata ed ha iniziato a raccontarla. Alessandro la osservava. Improvvisamente ci siamo trovati coinvolti nella fantascientifica esistenza di uno Schiacciasassi che vede il mondo con occhi innocenti di bambino nonostante la sua mole di rondelle, rondelline, bulloni, bulloncini, viti, vitine, molle, mollettine, ingranaggi e il dramma si sviluppa quando il nostro eroe si accorge, durante le sue passeggiate, che costituiscono il suo lavoro, di distruggere tutto ciò che incontra. Nel momento di maggiore sconforto, avviene uno "scontro-incontro" con la nostra eroina: Margheritina, che si offre di aiutarlo facendogli la vedetta. Il resto sarà l'attrice a raccontarvelo. Lo spettacolo si sviluppa in una "pas a deux" tra le note della chitarra, e le immagini evocate attraverso il corpo e la voce della narratrice. Raccontiamo una storia che appartiene alla nostra generazione e a quella futura, che vede sparire i campi di fiori sostituiti repentinamente da strade lunghe, diritte e nere. |
|
| |
| Compagnia: |
IS MASCAREDDAS |
| Spettacolo: |
LE AVVENTURE DI REBECCA |
| Tecnica: |
Pupazzi |
| Età consigliata: |
Dai 3 ai 7 anni |
| Un percorso avventuroso nel mondo delle uova e delle galline. La gallina Rebecca è alla ricerca della propria identità e della sua capacità di fare le uova, una sorta di iniziazione, un "gioco di scatole cinesi", un percorso ricco di avventure e disavventure che coinvolge i bambini in una serie di sketch divertenti, dove la parola lascia lo spazio all'espressività e alla forza di comunicazione dei pupazzi. L'animazione, la musica, il colore, la luce sono i grandi protagonisti di questo gioco teatrale. |
|
| |
| Compagnia: |
IS MASCAREDDAS |
| Spettacolo: |
ARESTE PAGANOS E LA FARINA DEL DIAVOLO |
| Tecnica: |
Burattini |
| Età consigliata: |
Dai 6 ai 10 anni |
Uno spettacolo di burattini ispirato alla tradizione popolare italiana. Un momento di approfondimento, riflessione e confronto con la drammaturgia "burattinesca" la scrittura per il teatro di burattini, questi oggetti con la testa di legno ma che in scena divengono vivi con una anima palpitante. È proprio la scrittura di Areste Paganos costituisce il punto di partenza, rappresenta il punto attuale della ricerca della Compagnia. Un storia su più livelli, tre intrecci, tre storie diverse che si intersecano, si confondono, si incrociano per costruire un unico filo narrativo. Ecco allora nello spettacolo la storia d'amore tra Rocco e Rosina, amore contrastato e ostacolato dalla storia d'odio delle loro famiglie, gli scorpioni verdi e i ragni blu. Ed ad amalgamare tutte le peripezie di Areste Paganos, figlio di Pulcinella di Belzebù che deve entro tre giorni riportare la pace, pena subire le ire della "signora" che tutto commanda. Un intreccio di continue sorprese e colpi di scena che si dispone tra duelli e strane apparizioni per concludersi infine nel più classico "lieto fine". Uno spettacolo che è anche una sfida: diciotto personaggi da interpretare, animare, cui infondere carattere ed espressività. Uno spettacolo pensato con una chiave interpretativa, una scelta registica volta ad evidenziare e valorizzare anzitutto un equilibrio tra gestualità delle diverse situazioni narrative, approfondimento del carattere emotivo dei personaggi e delle situazioni, reso attraverso la valorizzazione della gestualità dei personaggi in equilibrio con la parola e il testo. |
|
| |
| Compagnia: |
ISTITUTOTECNICO COMMERCIALE "BECCARIA" |
| Spettacolo: |
DIALOGHI FAMILIARI |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dagli 11 anni |
Anno di riferimento: 1977. Musica ad alto volume. Una quindicina di ragazzi irrompono nella platea del teatro, corrono, si abbracciano, srotolano striscioni, scrivono con bombolette rosse. Una forte voglia di "riprendersi la vita", di cambiare il mondo, di vivere rapporti più autentici, a partire dalla propria famiglia. Marta, Marco e la maggior parte dei ragazzi del gruppo è scappata di casa e giura di non voler tornare a vivere con genitori che non sanno o non vogliono capire i loro problemi, i loro desideri. Gli anni passano veloci. I ragazzi si spogliano e sotto i camioncini e i grandi maglioni colorati compaiono eleganti vestiti femminili, camicie ben stirate e cravatte; la maggior parte di loro, senza accorgersene, si ritrova a ripetere quelle stesse frasi, a interpretare quegli stessi ruoli paterni e materni che in gioventù aveva radicalmente contestato. Due autorevoli donne in camice bianco analizzano in maniera ora cinica, ora apparentemente scientifica le dinamiche dei diversi conflitti familiari: negli anni '90 i motivi delle tensioni tra genitori e figli solitamente non sono di carattere culturale o politico, eppure anche il mancato acquisto di una moto o di un nuovo computer può portare talvolta a scontri molto duri. Le due scienziate-psicologhe commentano le scene, ora drammatiche, ora comiche o grottesche che si succedono sul palco e in platea: sostengono che dai tempi di Oreste ed Agamennone il conflitto ha sempre caratterizzato la vita familiare e sociale. L'importante è che giovani e adulti dei nostri tempi si convincano che il mondo nel quale viviamo è il migliore dei mondi possibili. Sono finiti gli anni delle contestazioni. Le scienziate si congratulano con i giovani del pubblico che hanno capito ciò che conta: produrre! Pensare è concepito di qualcun altro. Marta, Marco e la maggior parte dei ragazzi del gruppo, diventati adulti, sembrano accettare questo stato di cose. Ma anche tra i vecchi amici, e forse, tra i loro figli, c'è ancora qualcuno che non è d'accordo... |
|
| |
| Compagnia: |
LA BOTTE E IL CILINDRO |
| Spettacolo: |
IL CUOCO E IL RE |
| Tecnica: |
Attore - Pupazzi |
| Età consigliata: |
Dai 4 ai 10 anni |
La fiaba racconta di un cuoco eccezionale che, oltre a saper cucinare in modo sublime, ha un cuore d'oro e sa venire incontro ai problemi della gente, e per questo è ben voluto da tutti. Il re, venuta a sapere la fama del brav'uomo, lo va a conoscere di persona e lo costringe a seguirlo a corte, per quanto malvolentieri. L'invidia e la gelosia di corte, poi, faranno precipitare il povero cuoco nelle prigioni del re. Da qui tenterà di fuggire una prima volta, riuscendo nell'intento e vivendo nascosto nelle case dei suoi amici del popolo, ma catturato una seconda volta, vincerà la durezza del cuore del re e dei cortigiani con un piatto straordinario che gli varrà finalmente l'agognata liberà. La vicenda si sviluppa, tra piatti appetitosi e riflessioni di buon senso, tra re, regine, nobili e popolani, tra golosi, litigiosi, egoisti e generosi, in modo immaginario tenero e affettuoso dove il mondo della corte e il mondo del popolo sono i due temi contrapposti che si confrontano e si definiscono a poco a poco, tratteggiati dalle battute. Lo spettacolo è dedicato ai bambini piccoli,con tecnica mista di burattini e attori, con una trama semplice ma arguta sulla pari dignità delle persone e sulla serena forza del talento e della bontà. Il materiale narrativo si avvale della tecnica della contaminazione di lingua e cultura tradizionale sarda con poetiche e linguaggi contemporanei Un narratore permette di collegare e seguire con scioltezza le scene e i diversi avvenimenti, con dialoghi fra attore e burattini. |
|
| |
| Compagnia: |
ORIGAMUNDI |
| Spettacolo: |
BASUCCU |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dai 3 anni in su |
Basuccu propone un viaggio affascinante nelle leggende arcaiche di cui è ricca la Sardegna, trasportando gli spettacoli in un mondo mitico e favoloso. La pièce è giocata con lingua sarda e italiana insieme. Raccoglie i frutti della ricerca che Origamundi ha condotto, lungo il suo percorso artistico, sulla identità culturale sarda. Basuccu è un giovane ingenuo che va in giro per il mondo con una bisaccia in cui raccoglie poche provviste e incontra personaggi di ogni tipo. Un furfante che si fa chiamare Ratafià, che lo deruba dei suoi pochi averi. Stanco e affamato incontra le Janas, fate che vivevano in certe grotte scavate nella roccia. Queste grotte ci sono ancora, e ancora si chiamano "domus de janas". Ad esse sono legati un bel pò dei misteri del nostro passato. Basuccu giunge poi a Suni, dove c'era un pozzo, davanti alla chiesa di San Pancrazio, in cui tutti gli allevatori portavano le cavalle gravide. Se le cavalle avessero bevuto l'acqua di quel pozzo nel giorno della festa i loro puledrini sarebbero nati verdi. I cavalli verdi erano molto pregiati e ricercati. Basuccu ne acquista otto e prosegue il suo viaggio per incontrare un altro personaggio che gli fa conoscere i misteri del mare e il segreto dell'immortalità. Uno spettacolo adatto ad un pubblico che va dai tre agli ottanta anni, che incanta i bambini e risveglia nei nonni i ricordi di altri tempi. |
|
| |
| Compagnia: |
RIVERRUN |
| Spettacolo: |
IL ROSPO E LA FARFALLA |
| Tecnica: |
Attore - Trampoli |
| Età consigliata: |
Dai 3 ai 10 anni |
| In un mondo incantato, la strega cattiva Eldegarda con i suoi malefici incantesimi sottomette tutti alle sue malefatte. Un principe troppo presuntuoso è da lei trasformato in un umile rospetto e solo l'aiuto di un'altissima e coloratissima farfalla gli permetterà di ritrovare le sue nobili sembianze. Ma la via della salvezza non è senza difficoltà: come farà il povero rospetto ad arrivare all'altezza della farfalla per ricevere il fatidico bacio capace di annullare l'incantesimo di Eldegarda? Basterà l'intervento di Pegaso, il cavallo alato di Zeus, ad aggiustare la situazione? Miti, personaggi fantastici, gioco e fantasia, l'uso mirabilante dei trampoli e le ottime capacità trasformistiche corporee e vocali delle attrici, creano un cartone animato vivente in cui i bambini saranno chiamati a partecipare attivamente alla storia e alla risoluzione degli enigmi. |
|
| |
| Compagnia: |
RIVERRUN |
| Spettacolo: |
ELDEGARDA E IL CAVALLO Dl ZEUS |
| Tecnica: |
Attore - Trampoli |
| Età consigliata: |
Dai 3 ai 6 anni |
| La terribile strega Eldegarda, frustrata per la gioia del rospo innamorato di una farfalla e corrisposto (il rospo è un ex principe vittima dell'incantesimo della strega per non averla voluta come moglie) escogita il modo di rovinare la felicità del rospo. Giunge nel bosco Pegaso, il cavallo di Zeus, reduce da uno scontro intergalattico e precedentemente invocato dal rospo. Incuriosita dalle attribuzioni magiche di cui il cavallo si vanta, Eldegarda decide di usarlo per il proprio scopo. Pegaso scoverà il rospo, il pronostico della strega sarà ancora una volta disatteso. |
|
| |
| Compagnia: |
S'ARZA |
| Spettacolo: |
IL MAGO Dl OZ |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dai 3 ai 10 anni |
Dorothy è una bambina orfana che vive con gli zii in campagna. Una campagna brulla e deserta. Ma lei è sempre allegra. Un giorno un ciclone la trasporta in un mondo fantastico dove incontra uno spaventapasseri e un uomo di latta. Questi tipetti, amici inseparabili, si dirigono verso una città tutta verde, la meravigliosa città degli Smeraldi, per scoprire il mistero del Grande Mago di Oz. Nessuno è mai riuscito a vedere questo mago, ma è l'unico che può aiutare Dorothy a tornare a casa e dare agli altri le cose che più desiderano. Il fascino di questo grande classico per l'infanzia, divenuto famoso in tutto il mondo, sta nel suggestivo candore e nella straordinaria forza delle situazioni avvincenti e immerse al tempo stesso in una delicata atmosfera di sogno. Lo spettacolo ha valore formativo in quanto coinvolge i bambini in simpatiche animazioni nelle quali interpreteranno api, lupi, fiori e personaggi fantastici. |
|
| |
| Compagnia: |
TAM TEATROMUSICA |
| Spettacolo: |
IL CANTO DELL'ALBERO |
| Tecnica: |
Attore - Oggetti |
| Età consigliata: |
Dai 4 ai 10 anni |
L'anno scorso ho letto un piccolo libro L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono e ho annotato: vorrei metterlo in scena. C'è una bella entusiasmante visione positiva della vita. Un uomo solo, senza nulla chiedere in cambio, nel silenzio, con pazienza e determinazione, trasforma un deserto in una foresta rigogliosa. Dove c'era morte fa tornare la vita. Un atto d'amore. Da deserto a foresta. Solo un atto di volontà trasforma il mondo (le cose) nel bene o nel male. Dobbiamo scegliere dove mettere la nostra energia. L'atto creativo è una trasformazione. L'arte è una trasformazione. La vita è trasformazione. La vita, atto creativo massimo, è amore. L'arte, atto creativo, è amore. Fare questo spettacolo con passione, farlo vivere ai piccoli uomini-bambini è anche un atto d'amore. Vorrei comunicare a loro, attraverso un'energia vitale, la bellezza di essere a loro volta creativi. Michele Sambin. Avvicinare Giono dal punto di vista dell'albero: la mia necessità è stata sin dall'inizio, quella di essere "albero" sulla scena per esplorare una forma di vita sconosciuta, svelarmi/svelare il suo meccanismo, accompagnando il piccolo spettatore in un percorso di avvicinamento a un altro da sè molto importante. Per imparare ad amare la diversità attraverso il rispetto per il mondo vegetale e la disponibilità a viverne con pienezza il suo potenziale simbolico. L'albero è un perfetto meccanismo di dare-avere: l'emozione con la quale mi sono avvicinata al suo universo mi ha fatta sentire l'importanza del colore sulla scena. Vorrei che il colore fosse espressione di una visione emozionata, un inno alla vita capace di farsi atto di devozione nei confronti del mondo percepito come sacro. Farne partecipi i piccoli spettatori significa dar voce a un sentimento innato che prenda forma nell'istintivo rispetto per il mistero della vita. |
|
| |
| Compagnia: |
ARTE INSCENA RIDOTTO |
| Spettacolo: |
PAROLE RISIBILI |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dagli 11 ai 13 anni |
| Lo spettacolo-concerto Parole Risibili proposto nella versione per le scuole medie inferiori, ha la finalità di educare all'umorismo perchè è possibile educare all'umorismo, magari passando attraverso la porta del comico, al sorriso attraverso il riso? Ridere ha valore formativo e l'educazione al comico e all'umorismo diventa strumento di critica e autocritica: aiuta a percepire il senso della relatività di ogni punto di vista e, quindi, ridere di ogni presunzione di assolutezza. Ridere per combattere il dogmatismo e l'intolleranza proprie e altrui, incoraggiando al tempo stesso atteggiamenti di simpatia e compartecipazione. Il sorriso e il riso accrescono la disponibilità a comportamenti di fiducia e ottimismo, fiducia e ottimismo aiutano la persona ad attenuare tensioni ansiogene, a liberarsi dalle paure, a maturare una visione ottimistica della vita. Il tutto tramite la lettura interpretata e animata, utilizzando vari brani tratti da libri di storie di diversi paesi del mondo, supportato dalla musica dal vivo che interpreta il testo e particolari effetti di scena che accompagnano i ragazzi, coinvolgendoli attivamente, in un itinerario ludico-riflessivo. |
|
| |
| Compagnia: |
TEATRO DEL COCOMERO |
| Spettacolo: |
LA FANTASMAGORICA HISTORIA DEL PRINCIPE RAGNO |
| Tecnica: |
Burattini a guanto |
| Età consigliata: |
Dai 3 ai 10 anni |
Il principe Lindoro, amato e benvoluto dal suo popolo per la sua bontà, cade nella trappola delle false amicizie. Il gran visir, Mustafà, trama nell'ombra e con l'aiuto della strega Serpilla si impadronisce del trono. Il povero principe, trasformato in un orrido ragnaccio dai poteri malefici della potente Magera, deve abbandonare il suo castello e sfuggire alla cattiveria degli uomini, abbandonato da corrtigiani e da amici interessati. Solo il buon Fagiolino, suo amico boscaiolo, ritrova nel ragno la bontà e la lealtà dell'amico principe. Si lancia così, in avventure fantastiche, affronta terribili situazioni, e con l'aiuto del buon mago Benefico e della leggiadra fidanzata del principe Zemira, ma soprattutto del suo fido e inseparabile bastone, risolve da par suo la vicenda, punendo i malvagi e facendo trionfare l'amore e la bontà. Le tecniche di animazione, i trucchi scenici, la baracca e i burattini rispettosi dell'iconografia tradizionale, travolgono gli spettatori con una girandola di trovate comiche, con partecipazione e divertimento per piccoli e grandi. Favola di tradizione familiare, tramandata di burattinaio in burattinaio, offre ancora oggi una precisa valutazione del burattino tradizionale, lontano da schematismi museografici, con una intatta carica di ironia e di dirompente vitalità. |
|
| |
| Compagnia: |
TEATRO DEL VENTO |
| Spettacolo: |
LA BARCHETTA Dl CARTA |
| Tecnica: |
Narrazione - Ombre cinesi |
| Età consigliata: |
Dai 3 ai 10 anni |
| Barchetta di carta è una narrazione accompagnata da ombre cinesi, dove parole e disegni si incontrano sulla scena. Due attori in scena, un narratore ed il suo servo muto. Le immagini evocate dal racconto sono proiettate su un fondale bianco posto alle spalle del narratore; nel contempo le sagome, gli oggetti vengono utilizzati dall'aiutante per giocare, trasformando la scena in uno spazio bizzarro e divertente. Si narra la storia di Piccolo Wu, un bambino cinese che abita vicino al fiume; un giorno riceve in dono una barchetta di carta. Quando il fiume in piena travolgerà la sua casa Piccolo Wu si salverà insieme ad una splendida gatta bianca grazie alla barchetta magica. Ma la storia è appena cominciata, dall'incontro con un naufrago disonesto alla perdita della barchetta seguiremo le avventure dei nostri eroi fino a Pechino, nella capitale dell'Impero otterranno giustizia e riconquisteranno il loro tesoro. |
|
| |
| Compagnia: |
TEATRO TAGES |
| Spettacolo: |
IL FIL'ARMONICO |
| Tecnica: |
Marionette |
| Età consigliata: |
Dai 9 ai 12 anni |
Frammenti di vita. Storie minime, pochi minuti per raccontare emozioni e passioni. Immagini rapide quanto un'occhiata che si lancia oltre una porta socchiusa, al di là delle vedute di tutti i giorni, alla ricerca di gesti e personaggi che sappiano ancora sorprenderci. Non ci sono segreti, perché l'animazione è lasciata a vista. Le marionette di IL FIL'ARMONICO, ballano, soffrono, sperano, ridono, scherzano, con lo stesso spirito che muove gli esseri umani. Anche per loro, per i pupazzi che calcano il palcoscenico, il destino è sempre appeso a un filo. Ma questa volta si vede benissimo dove vada a finire. |
|
| |
| Compagnia: |
TEATRO TRAGODIA |
| Spettacolo: |
IS BISUS DE SA PIPIA |
| Tecnica: |
Attore |
| Età consigliata: |
Dai 6 ai 13 anni |
L'opera racconta di una bambina che viene affidata a delle zie un pò pazze. Queste zie, felici di ospitare la nipotina, poco più che neonate colgono l'occasione per far rivivere quella memoria storica fatta di giochi, filastrocche, ninne-nanna, magie e canti che hanno popolato la loro infanzia e che non hanno mai potuto rivolgere ai loro figli in quanto nubili. Questa povera bambina sarà dunque vittima della "follia" benevola delle donne e dalle quali verrà "salvata", di tanto in tanto, da un nonno ricco di canti e racconti popolari che tanto piacciono alla piccola. Lo spettacolo, spassosissimo e ricco di emozioni, è la dimostrazione, che si può raccontare la memoria storica mediante quei ricordi, felici e semplici, che hanno accompagnato l'infanzia dei nostri nonni fatta di "giogus", "contus", popolata da figure misteriose come "janas", "tiaulus", "s'ammutadori", "s'erchitu". Un'infanzia ricca di fantasia e colore. |
|
| |
| Compagnia: |
TIRITERI |
| Spettacolo: |
UCCI UCCI |
| Tecnica: |
Attore - Figure |
| Età consigliata: |
Dai 4 ai 10 anni |
|
Il bosco delle fiabe cela mille agguati: c'è sempre chi mangia e chi rischia d'essere mangiato. O chi finisce in pentola davvero, come la strega Bistrega giocata dal piccolo goloso che ruba le sue pere. Ispirato dalle più celebri pagine di Calvino, di Imbriani, di Pitré, Ucci Ucci è un viaggio tra le misteriose pietanze delle fiabe classiche, narrate con l'aiuto delle colorite magie del teatro: ombre, marionette, canti popolari, in uno spettacolo che dialoga col pubblico sull'onda della fantasia.
|
|
|