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Compagnia:
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Teatro Actores Alidos
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Spettacolo:
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La comicissima tragedia di Romeo e Giulietta |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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8 anni
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Testo e regia di Pino Costalunga. Provate ad immaginare che la storia di "Romeo e Giulietta", i due infelici amanti di Verona, fosse capitata nelle mani di una sgangherata compagnia di Comici Italiani, anziché in quelle del grande Shakespeare. Pensate che tutto sarebbe andato così come tutti ben sappiamo? E ve lo immaginate se quei comici, proprio come tutti i Commedianti dell'Arte che si rispettino, sapessero recitar solo con la maschera? Chi avrebbe ricoperto il ruolo del padre di Giulietta? Pantalone, naturalmente! E quello deL pretendente? Il Capitano di turno! Ed il povero Zanni della compagnia, quella maschera così divertente che tanto ricorda Arlecchino, avrebbe potuto avere una parte nello spettacolo? Basta inventargliene una apposita e trasformare la Tragedia di Romeo e Giulietta, in Commedia, anzi in "Comicissima Tragedia"! ... E allora ecco lo Zanni impunemente amoreggiare con la Balia, ecco Giulietta rincorrere il suo gattino lungo le rive umidissime dell'Adige e perdere la voce, ecco Romeo inventare sempre nuove divertentissime soluzioni per conoscere la bella Giulietta, ecco la morte dei due amanti diventare una scusa per Frate Lorenzo, l'alchimista, per sperimentare il suo nuovo filtro della vita, ecco duelli, canzoni, "gags" e tante altre trovate per divertire il pubblico anche con una... Tragedia!
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Compagnia:
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Ananchè
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Spettacolo:
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Filando |
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Tecnica:
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Trampoli, funambolismo, narrazione
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Età consigliata:
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Da 6 a 14 anni
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Quel che ci tranquillizza...è infilare un filo, quel famoso filo del racconto di cui è fatto anche il filo della vita (Robert Musil) E' uno spettacolo popolare, per tutti, per il pubblico che si incontra in piazza, composto di adulti e bambini. La drammaturgia usa come metafora il filo che si avvolge a spirale creando un labirinto, è il simbolo della confusione dell’animo umano. La matassa si srotola raccontando simbolicamente gli avvenimenti di tre donne appartenenti al mito. In una tessitura a maglie larghe camminano Ippolita, Aracne e Arianna, che tracciano la via d’uscita dal labirinto dei sette peccati capitali (invidia, accidia, ira, lussuria, gola, avarizia, superbia). Ippolita, regina delle guerriere, dall’alto dei trampoli, sparge i sette peccati capitali, si protegge , dalle malattie del nostro secolo con un casco fatto di occhiali, (di questi tempi, anche guardare è contagioso…), mali che ci allontanano dal nostro corpo e che ci portano a prendere le distanze da quello degli altri… Entra Aracne principessa libica, superba tessitrice, che nel mito, dopo aver osato sfidare la dea Atena nell’arte del ricamo, viene trasformata in un ragno.
Con gli oggetti simboli dei peccati ordisce la trama del labirinto e per liberarsi dall’invidia di Atena, chiede aiuto al pubblico con cui tesserà una grande ragnatela, filo unico che riscatterà Aracne dall’ incantesimo della dea e indicherà l’uscita dal labirinto. Arianna , principessa mitologica, che dona a Teseo il filo per non perdersi nel labirinto, diventa un clown rosa che concluderà l’azione scenica liberando gli spettatori dalla ragnatela intessuta da Aracne , e camminando sul filo, mostrerà l’uscita dal labirinto. Sul finale, Il pubblico sarà invitato a mangiare un pinolo, simbolo della conoscenza e della saggezza.
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Compagnia:
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Baracca e Burattini
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Spettacolo:
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Pinocchio |
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Tecnica:
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Burattini
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Età consigliata:
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Da 5 anni in su
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Lo spettacolo, tratto dal celebre romanzo di Carlo Collodi, è un adattamento teatrale con i burattini realizzato dal Burattinaio Antonio Marchi, ed è stato presentato al pubblico nel 1989. Rappresentato in sei atti, con sei diverse ambientazioni scenografiche, dura circa novanta minuti. Nel primo atto Mastro Geppetto mette in evidenza la solitudine dell'anziano che, pur di avere qualcuno a cui pensare, si costruisce un burattino. L'anziano falegname però non è in grado di accudire il "fantasioso" burattino che scappa per conoscere il mondo esterno. Nel secondo atto Pinocchio incontra i suoi simili nel Gran Teatro di Mangiafuoco, dove corre il rischio di essere anche bruciato, ma ricordando il vecchio "genitore" che lo aspetta, riesce a impietosire il burattinaio che gli regala anche delle monete d'oro. Nel terzo atto le cattive compagnie raggirano Pinocchio portandogli vie le monete d'oro che stava portando al padre. Nel quarto atto sono ancora le cattive compagnie e l'illusione di poter vivere in un mondo dove si trascorre la giornata nel divertimento a far diventare Pinocchio un asino. Nel quinto atto, finito dentro la pancia di un gigantesco pescecane, incontra finalmente il padre e con lui cerca di salvarsi. Il sesto atto mostra un burattino maturato che si impegna lavorando per accudire l'anziano genitore ed anche la fata che si è sempre preoccupata per lui l'impegno del burattino viene premiato dalla fata che lo fa diventare un bambino. Il Burattinaio negli intervalli tra i sei atti, esce tra il pubblico impersonando un vecchio che cerca il nipotino per raccontargli quello che accade a pinocchio. Il vecchio, durante la narrazione, sottolinea i contenuti pedagogici insiti nel libro che, a distanza di oltre cento anni dalla sua stesura è ancora considerato altamente educativo.
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Compagnia:
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Cronopios
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Spettacolo:
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Biancaneve musical |
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Tecnica:
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Narrazione oggetti
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Età consigliata:
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5/10 anni
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Una favola per una classe Una maga aveva tre figli che si amavano fraternamente, ma lei non se ne fidava, temeva volessero spodestarla e allora…." Tra canti e incantesimi, tre fratelli, un'aquila, una balena e un ragazzo si perdono e si ritrovano in un mondo di magie strampalate in cui si snoda il racconto della fiaba dei fratelli Grimm. Lo spettacolo è stato pensato per ogni spazio, in situazioni intime come quelle di una classe. La storia si sviluppa attraverso più tecniche narrative:- un'affabulazione diretta con cui il narratore suscita immagini grazie alla potenza fascinatrice della parola. - l'animazione di grandi pupazzi e piccoli oggetti che trasportano l'azione dal macro al micro creando momenti di attenzione diversa. - l'uso espressivo del corpo e della voce attraverso tecniche puramente attoriali. La musica, sia vocale che strumentale è elemento narrativo che mira a coinvolgere direttamente il bambino, facendolo diventare parte attiva della storia. Cronopios Cronopios lavora da 5 anni come gruppo teatrale di ricerca dell'associazione culturalle Bötti du Shcöggiu con vari progetti di formazione e produzione che indagano nelle risorse endogene dell'isola di S.Pietro. Uno degli obiettivi del nostro lavoro è di sperimentare "la forma teatrale" attraverso drammaturgie che possono scaturire dai luoghi o dal confronto e la relazione con il territorio nelle sue forme rituali, archetipe e anche, soprattutto, da una fusione delle arti antiche e contemporanee. L'ultima produzione "Studi su Antigone" nel corso del 2002 ha partecipato ai seguenti festival: International Teaterfestival of Stamsund (Norvegia - 9 giugno), Festival "Opera Prima" di Rovigo (Italia - 21 giugno), 12th International Theatre Festival - Malta 2002, Poznan (Polonia - 27/28/29 giugno), Festival "Viaggio a Sud" Tortolì, Nuoro (Italia 2 agosto).
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Compagnia:
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Cada Dìe Teatro
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Spettacolo:
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Radio Cipolla |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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Dagli 8 anni in su
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Guardare il mondo con gli occhi della speranza, convinti del fatto che quel che sappiamo è sempre poco rispetto a ciò che ci resta ancor da conoscere. La vita si manifesta in ogni elemento, esprimendosi in forme e modi che spesso non comprendiamo. Una cipolla può nascondere al suo interno una canzone; come una radio può irradiare le sue onde su tutto il cosmo e così liberare la gente dalle sue paure. Da quei lupantropi che la tengono ferma, immobile, senza una lacrima ma neppure senza quel magico carburante che è per l'uomo, il riso. El'accettazione di tutto quel che la vita manda, nel bene e nel male, che guida due fratelli ad un'esplorazione in territori dove alle volte arrendersi agli avvenimenti, come fa Fenicottero, porta gli uomini a vincere. Giunti nel luogo "giusto" non sono più Martino e Fenicottero ad andare verso... ma tutto gli va incontro... e allora, anche la salvezza arriva come fosse un tenero bacio che gli si posa sulle guance. Radio cipolla è la storia di un viaggio alla ricerca di un punto "magnetico" che una volta trovato, può liberare il mondo dai lupantropi. Ma forse questo luogo non esiste, Martino se 1'è inventato, oppure il posto da raggiungere non è il monte Machapù ma come più ragionevolmente dice Fenicottero, il mercato di Scigulì. In effetti, erano partiti proprio per andare in quel mercato a prendere delle batterie elettriche, sarebbero servite a dare alimentazione a un grosso giradischi che giorno e notte diffondeva musica in tutto il bosco. A quei tempi il mondo era dominato dai Supremi, tiranni che avevano come guardie i lupantropi, orrendi animali col corpo da sciacallo sormontato da una testa a metà tra il topo e il cinghiale. Queste bestie gia da parecchi mesi tenevano sotto controllo, "il Popolo dei boschi": una comunità di ragazzi che aveva trovato tra quegli alberi un po' di serenità e tranquillità. I lupantropi non temevano nulla, tranne la musica. Nel bosco le scorte di energia stavano però per esaurirsi, se non si provvedeva a trovarne altra, il giradischi si sarebbe fermato e per tutti sarebbe stata la fine. Per far fronte all'immediata sciagura, Fenicottero e Martino, erano stati mandati a recuperare altre batterie elettriche, ma durante il cammino avevano perso tempo prezioso e così... ogni cosa si era fatta difficile.
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Compagnia:
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Figli d'Arte Medas
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Spettacolo:
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La ragazza sull'albero |
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Tecnica:
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Narrazione
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Età consigliata:
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Da 6 a 14 anni
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La vicenda narrata sul libro è realmente accaduta ad una ragazza americana di 23 anni, che per salvare una foresta millenaria è salita su un albero, nel Dicembre del '97, per ridiscendere vittoriosa dopo due anni di lotte contro le più potenti società del settore della raccolta e trasformazione del legname. La storia di Julia, scrive Bonnie Raitt, splende come un faro e serve per indicare a noi tutti ciò che è possibile ottenere con l'impegno e la determinazione. Il pretesto è lo stesso, ma lo scenario è differente, perché LA RAGAZZA SULL'ALBERO è stato ambientato in Sardegna; terra di alberi secolari che rischiano di scomparire a causa del fuoco. La lotta contro la distruzione delle foreste sarde diventa così una battaglia più ad ampio raggio; contro un passato che scompare in cenere, con le sue radici, un modo di vivere svanito, la mancanza di un senso di comunità, la non solidarietà fra le persone, tutte cose delle quali l'assenza, è la causa di questi disastri. La ragazza sull'albero vuole raccontare queste cose, vuole raccontare come eravamo, come sono belli i nostri antichi alberi e come "salvare una radice vuol dire salvarle tutte". Uno spettacolo dolce e positivo, un invito a cambiare ed a farci coinvolgere a qualsiasi età, nelle lotte giuste; quelle per la gente, per la memoria, per conservare i ricordi e le cose antiche.
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Compagnia:
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Is Mascareddas
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Spettacolo:
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Rebecca - le avventure di una gallina |
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Tecnica:
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Pupazzi
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Età consigliata:
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Dai 3 ai 7 anni
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Figlia della sua incertezza, Rebecca prende corpo pezzo dopo pezzo: una zampa, un’altra, la testa, il corpo e via via tutto il resto. Alla fine del processo ci appare una giovane gallina afflitta da una vistosissima crisi di identità. Tenera, nella sua goffaggine, e però decisa a non lasciarsi vincere dagli ostacoli. Rebecca è consapevole a malapena della sua natura gallinesca. Dunque è sprovvista del minimo bagaglio tecnico necessario per obbedire alle regole della specie. La pennuta si muove, così, spaesata e piena di dubbi circa il suo ruolo nel mondo: Maldestri e ostinati tentativi di deporre le uova, ma soprattutto di covarle, generano disavventure e paradossi di ogni sorta. Sarà la spinta di un travolgente tango a cambiare il destino della povera Rebecca. La relazione sentimentale con il gallo, il suo partner nell’appassionata danza fornisce finalmente l’opportunità di una completa realizzazione della carriera di gallina e di chioccia. Le musiche originali, eseguite dal vivo, sottolineano e animano le vicende a lieto fine di questo ironico psicodramma da pollaio. Suono, luci e creazioni sceniche sono infatti elementi a pieno titolo per rinnovare la tradizione di un grande spettacolo popolare.
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Compagnia:
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L'Aquilone di Viviana
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Spettacolo:
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Ulisse eh, eh!!! |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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Da 5 anni in su
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"Conoscere significa trovare un sentiero che abbia un cuore" (detto sciamanico messicano) Siamo partiti da questa frase con l'intento di arrivare ad Ulisse, l'uomo Ulisse, non solo l'eroe indomito e coraggioso sprezzante del pericolo, ma l'eroe bambino presente in ognuno di noi. Il viaggio che lui compie all'interno di se stesso della sua umanità: la paura, il coraggio, la sua capacità di reinventarsi continuamente, di trovare soluzioni fantasiose ai problemi che man mano incontra durante il viaggio. La fiducia in se stesso e la speranza come valori profondi che lo guidano e lo aiuteranno a tornare a casa. Questa è stata la nostra scommessa: rendere attraverso l'uso di diversi attori le mille sfaccettature di Ulisse: Ulisse bambino sempre pronto a fare amicizia, anche con i giganti più cattivi; Ulisse canterino e piagnone; Ulisse che salva i suoi compagni dalle forchette della maga Circe (qui in versione "da Circe" la maga della tavola). La musica cantata e suonata accompagna questo viaggio, gli da il ritmo e lo spinge in luoghi sempre più misteriosi. L'uso del bastone, come strumento essenziale di vita, aiuta i bambini a vedere l'oggetto come elemento vivo, dinamico, capace di trasformarsi continuamente. L'uso di pochi strumenti, oggetti e lo stare in scena degli attori per tutta la durata dello spettacolo, fa si che questo sia divertente e veloce, capace di far ridere ed emozionare. Gli attori un po' zingari, un po' cantanti Rock e ancora marinai di una ciurma scalcagnata, coinvolgono il pubblico e lo portano via lontano, lontano… Quando un giorno dopo 10 anni di guerra tra i greci ed i troiani, Ulisse fece costruire un grande cavallo in legno e…
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Compagnia:
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La Botte e il Cilindro
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Spettacolo:
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Contos de foghile |
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Tecnica:
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Burattini
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Età consigliata:
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Da 4 a 10 anni
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Ginò, principe viziato e prepotente, perde al gioco con il diavolo tutti i suoi beni e, infine, la propria vita. Ma il diavolo gli consente di riprendersi tutto quello che ha perso, dandogli appuntamento dopo un anno, tre mesi tre giorni e tre ore, alle Tre Fontane d'Oro. Passato il tempo stabilito, Ginò si avvia all'appuntamento con il diavolo. Nel corso delle sue peripezie (rischia infatti di essere cotto al forno, bollito in un paiolo, sbranato da un altro diavolo che ricorda tanto Polifemo, eccetera, eccetera…) incontrerà per strada l'Aquila, il Fico d'India, l'Acqua e il Fuoco, che gli faranno da guida, fino a sconfiggere il diavolo-orco e sposare la bellissima Columba. Lo spettacolo è nato da una ricerca sui modi e le occasioni del narrare orale in Sardegna, attraverso l'opera di Francesco Enna (autore di libri per ragazzi e di raccolte di fiabe popolari sarde) e il contatto diretto con i "contadores" (narratori) di alcuni centri dell'isola: in genere anziani di grande capacità narrativa, custodi della memoria orale, che hanno permesso non solo di raccogliere fiabe, racconti, filastrocche e canti, ma anche di osservare e di assimilare le tecniche espressive. Questi anziani ci hanno parlato delle scansioni del lavoro durante la giornata ma, soprattutto, ci hanno raccontato di come certi lavori, fondamentali nell'antica economia agro-pastorale, fossero l'occasione per esercitare l'arte del narrare, della poesia, del canto e per tramandare religiosamente di madre in figlio le antiche storie esemplari della conservazione dei costumi di una cultura povera, semplice ma sempre di alta moralità e bellezza. E stata data attenzione quindi a quei momenti di lavoro come la filatura, la cottura del pane ed il lavaggio delle lenzuola con la lasciva, lavori che venivano svolti in quel regno misterioso della donna che è il focolare: fuoco rosso da cui scappano scintillando i diavolini; luogo di comunione con altre donne, le comari, con cui ripetere antichissime formule magiche apotropaiche. Cantare e raccontare tante storie con il volto arrossato dalla fiamma e alle spalle le ombre lunghe della fantasia dei bambini che ascoltavano affascinati e stupiti. Ne è risultato uno spettacolo in cui la lingua sarda non solo non è stata abolita, ma si è inserita all'interno di un meccanismo che, ne agevola la comprensione. Uno spettacolo che non privilegia un codice unico, quello linguistico, ma i diversi codici di comunicazione della tradizione sarda: l'ambientazione, la gestualità, gli arnesi di lavoro, i personaggi e le loro attività, la musica, i movimenti ed il ritmo. Tutti questi elementi insieme riportano ad un patrimonio folkloristico e culturale in via di estinzione e che tuttavia si è rivelato una miniera inesauribile di invenzioni teatrali e giochi di animazione che sono diventati "Cantos de foghile", uno spettacolo per ragazzi che si propone di valorizzare la fiaba e la tradizione orale della Sardegna tenendo presente la necessità divenuta imprescindibile, di un confronto diretto con le problematiche dell'educazione e con il mondo della scuola.
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Compagnia:
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Origamundi
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Spettacolo:
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Basuccu |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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Dai 3 anni in su
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Basuccu propone un viaggio affascinante nelle leggende arcaiche di cui è ricca la Sardegna, trasportando gli spettacoli in un mondo mitico e favoloso. La pièce è giocata con lingua sarda e italiana insieme. Raccoglie i frutti della ricerca che Origamundi ha condotto, lungo il suo percorso artistico, sulla identità culturale sarda. Basuccu è un giovane ingenuo che va in giro per il mondo con una bisaccia in cui raccoglie poche provviste, e incontra personaggi di ogni tipo. Un furfante che si fa chiamare Ratafià, che lo deruba dei suoi pochi averi... Stanco e affamato incontra le Janas, fate che vivevano in certe grotte scavate nella roccia... Queste grotte ci sono ancora, e ancora si chiamano “domus de janas”. Ad esse sono legati un bel po’ dei misteri del nostro passato. Basuccu giunge poi a Suni, dove c’era un pozzo, davanti alla chiesa di San Pancrazio, in cui tutti gli allevatori portavano le cavalle gravide. Se le cavalle avessero bevuto l’acqua di quel pozzo nel giorno della festa i loro puledrini sarebbero nati verdi. I cavalli verdi erano molto pregiati e ricercati. Basuccu ne acquista otto e prosegue il suo viaggio per incontrare un altro personaggio che gli fa conoscere i misteri del mare e il segreto dell’immortalità. Uno spettacolo adatto ad un pubblico che va dai tre agli ottanta anni, che incanta i bambini e risveglia nei nonni i ricordi di altri tempi.
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Compagnia:
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Palazzo d'Inverno
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Spettacolo:
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Hansel e Grethel |
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Tecnica:
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Narrazione
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Età consigliata:
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Da 6 a 11 anni
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Anche Hansel e Grethel vede la presenza dei tre individui che tanto hanno divertito in Cappuccetto Rosso. In questo caso le gags, sempre numerose e divertenti, sono legate tutte al testo che, a parte le solite licenze dell'autore, conserva in sostanza la sua originaria struttura. Anche in questo caso, sono i personaggi negativi a catturare 1' attenzione e il tifo avverso dei bambini, e anche in questo caso sono personaggi molto divertenti che però conservano la giusta cattiveria. Saranno dunque Hansel e Grethel che verranno aiutati dai bambini i quali ammireranno 1' intelligenza e 1' astuzia del primo e la simpatica confusione della cara sorellina che ha un modo tutto suo di vedere il mondo e di piangere. Altri personaggi, daranno ai due bambini la possibilità di ritrovare la strada smarrita e sembrano dirci, che qualche volta bisogna smarrire la strada maestra, sicura e tranquilla, perché qualcuno nell'oscurità di quelle periferie può avere bisogno di noi e forse, noi di loro. ESIGENZE TECNICHE luce di sala, altezza 3 metri e mezza, spazio scenico 4 X 3, massimo 120 bambini a spettacolo.
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Compagnia:
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Pinocchio dance
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Spettacolo:
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Cappuccetto arrubiu |
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Tecnica:
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Burattini
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Età consigliata:
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4/10 anni
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La compagnia "Pinocchio Dance" nasce nella primavera 2002 a Selargius (CA), dall'iniziativa di un giovane animatore sociale che da anni studiava in segreto il teatro d'animazione. Dopo l'esperienza nelle feste di compleanno, la compagnia sbarca nei teatri, nelle scuole, nei villaggi turistici e sopratutto nelle feste di piazza. Il successo è inaspettato ! 100 esibizioni in un anno! Gli spettacoli della compagnia "Pinocchio Dance" sono scritti e interpretati da Daniele Contu che concentra l’attenzione sul ritmo comico, (energia teatrale e il coinvolgimento del pubblico).
Una mamma sguaiata e apprensiva spedisce la figliola a portare dolci sardi alla nonna, ma il tragitto e tutt’altro che semplice. la piccola farà strani incontri, trai quali l'orso Yoghi, il topo canterino, la gallina turbo diesel e il lupo di Fonni. Riuscirai Giggetto il taglialegna a salvare Capuccetto e la nonna ? il finale a sorpresa farà la gioia di Piero Angela e (egli ambientalisti) Lo spettacolo verrà arricchito dal varietà offerto dal presentatore Sperebeo, vero show?man della compagnia Pinocchio Dance che coinvolgerà il pubblico giovane e non.
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Compagnia:
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Teatro del sale
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Spettacolo:
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Il dott.Von Loscus e l'oro Liquido |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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6/10 anni
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Cosa succederebbe se l'uomo più potente e malvagio dell'universo diventasse il padrone di tutta l'acqua del nostro pianeta? Purtroppo è già accaduto! Ma al Dott. Von Loscus questo non basta e ora è intento a cercare la formula per trasformare il petrolio in acqua potabile, perché quella della Terra ormai scarseggia e gli Stati ne richiedono sempre di più. La sua avidità riuscirà a compiere il miracolo? Intanto il piccolo Giacomino cerca di rubare la formula, ormai quasi perfetta, ma viene scoperto e catturato da IDROLITINA, eccentrica e folle assistente del Dott. Von Loscus. Povero Giacomino! Ora viene usato come cavia per gli esperimenti del dottore senza cuore. Riuscirà il nostro eroe a fuggire con la formula e a ridare 1 'oro liquido al mondo? Il Dottor Von Loscus e l'oro liquido è uno spettacolo per bambini e ragazzi, ma se ne consiglia la visione anche ad un pubblico adulto per la delicatezza del tema che tratta. Stiamo andando incontro ad una sempre più veloce desertificazione, e l'acqua presto diventerà molto più preziosa e rara di quanto già non lo sia. Visto che nella realtà non esistono formule magiche per trasformare il petrolio in acqua, almeno nella finzione della scena godiamoci il lieto fine. Esigenze Tecniche. Spazio: Teatro, Aula Magna o Palestra, con una buona acustica e prese di corrente; Massimo numero di spettatori: circa 120?150 alunni (lo spettacolo si può ripetere nell'arco della stessa mattinata); Durata: Un'ora e 10 minuti circa.
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Compagnia:
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Teatro Tages
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Spettacolo:
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Il Fil'armonico |
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Tecnica:
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Marionette a filo
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Età consigliata:
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Da 11 anni in su
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Lo spettacolo è un florilegio, un mosaico composto da momenti di vita del marionettista che si intrecciano con le storie delle sue figure che comandate dalle mani, rappresentano la fragilità umana. Sono frammenti di vita. Storie minime, pochi minuti per raccontare emozioni e passioni. Immagini rapide quanto un’occhiata che si lancia oltre una porta socchiusa, al di là delle vedute di tutti i giorni, alla ricerca di gesti e personaggi che sappiano ancora sorprenderci. Non ci sono parole, ma solo musica. Non ci sono segreti, perché l’animazione è lasciata a vista. Le marionette di “Il fil’armonico”, ballano, soffrono, sperano, ridono, con lo stesso spirito che muove gli esseri umani. Anche per loro, per i pupazzi che calcano il palcoscenico, il destino è sempre appeso a un filo. Ma questa volta si vede benissimo dove vada a finire. “…Luci, musica, una manciata di polistirolo per far nevicare, una stoffa verde per le foglie di un albero. Il cinguettio di un uccellino che vola sul palco e che, per qualche minuto, tutti, ma proprio tutti, vedono vivo e reale. Fragile magia di un secondo? Il tanto necessario per reimpadronirsi del diritto, spesso dimenticato, alla fantasia...”
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Compagnia:
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Alessandra Berardi Battista Giordano
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Spettacolo:
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Il Re l'ha Fatta Grossa, rime e ballate |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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6/10 anni
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Uno spettacolo rigorosamente in rima, dedicato a tutti i bambini (6?80 anni). Scritto e interpretato da Alessandra Berardi, poetessa e performer (attualmente fra gli autori del programma Rai L'Albero Azzurro), e Battista Giordano, musicista?compositore di sensibile e versatile talento. Divertimento, tenerezza e riflessione si snodano tra parole e note, per comporre un ricco racconto di favolette morali e accattivanti melodie. "C'era una volta, c'era.../Sì, ma che cosa c'era/prima di quella volta?"(...). "C'era il cuore di Dio/Batteva il cuore. Solo/Dio si sentiva perso./Così si fece, in volo,/un corpo: l'Universo". E quando nasce l'Uomo, c'è finalmente una voce che "fa rima" con quella del Creatore. Eccoci nel Regno Perfetto dove "niente e nessuno aveva un difetto", riscattato dalla sicura noia per merito di una Principessa sul pisello nuova versione, che dalla sua Terrasbadata porta allegro scompiglio e, naturalmente, l'amore. "Marmotta vecchia e marmottin marmocchio/da sempre si divertono parecchio". Perché, racconta la canzone, "I vecchi son gli amici più fidati/non dicono a nessuno i tuoi segreti. . . /Ti spiegano la vita e la natura/ti prendono la mano se hai paura". Dal natio Prato Felpato, Talpetta parte alla ricerca del cibo che più fa per lei, per ritornare dalla sua odissea più grande e più matura. E c'è la tartarughina profuga, accolta e protetta dai leprotti, che volgono l'ostilità per il diverso di Mamma e Babbo Lepre in allegra curiosità. L'accoglienza è un? diritto: ''Io solo non ho casa, il mio tetto è il cielo,/la porta non c'è più ma bussa forte il gelo... ". Il Re Smisurato è buffo e grottesco: si crede importante persino quando siede maestosamente sul vasino! Sarà il nipote Giustino che metterà le cose a posto. Tra rime e ballate, un filo di parole e sonorità dà del tu a ogni bambino, per accompagnarlo tra le immagini e i pensieri ? giocosamente seri e seriamente giocosi ?di questo recital poetico?musicale.
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Compagnia:
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Maccus
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Spettacolo:
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Ulisse al Circo |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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Da 11 anni in su
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... un funambolo sospeso tra due mondi Unendo passato e presente, attraversando le epoche, Ulisse appare oggi come l'immagine dell'uomo moderno che, schiacciato dal peso della quotidianità ricerca il proprio equilibrio tra la tensione al progresso e il recupero di una dimensione primitiva ma,catapultato nelle rocambolesca vita del circo finisce a burlare se e il mondo. Lo spettacolo si muoverà entro una cornice fantastica che permetterà evoluzioni acrobatiche aeree e a terra, trapezio e "tessuti" saranno immessi nella dinamicità dell'azione, senza. mai dimenticare l'obiettivo di comunicazione teatrale che è in primo luogo FAR RIFLETTERE ATTRAVERSO IL DIVERTIMENTO E LA RISATA. La forza, il virtuosismo, la pericolosità del corpo del circense, nel luogo e nel modo del teatro è ciò che rende lo spettacolo avvincente per tutti i tipi di pubblico, specialmente per un pubblico di giovanissimi (dai 10 ai 20 anni)che verrà incantato dalle mille acrobazie e dalle divertenti e surreali situazioni. L'ALLESTIMENTO PREVEDE 1) Drammaturgia totale come commistione di generi per un linguaggio di sperimentazione. Il Poema di Omero è il punto di partenza per un nuova e versatile scrittura teatrale. 2) Coreografie di danza (Contact, balinese, contemporanea) 3) Musiche originali eseguite dal vivo, anche come accompagnamento ai canti in scena. 4) Arti circensi (Trapezio, Acrobatica aerea e a terra, Giocoleria e Tessuti) impiegate in direzione teatrale e non solo virtuosistica esaltandone gli aspetti comici e grotteschi.
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Compagnia:
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Donati - Olesen
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Spettacolo:
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Teatro Ridens |
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Tecnica:
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Attore
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Età consigliata:
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8-13 (ragazzi)
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AUTORI: Giorgio Donati, Jacob Olesen DRAMMATURGIA: Giorgio Testa CON: Giorgio Donati e Jacob Olesen PRESENTAZIONE: Teatro Ridens, è un corso comico sul comico: quattro lezioni e un esame nel tempo di un solo spettacolo. L'intento è mostrare al pubblico piú giovane gli aspetti essenziali dell'antica arte del far ridere, svelandone regole, trucchi e qualche segreto. Scatenati e stralunati professori Giorgio Donati, l'umbro, e Jacob Olesen, il danese, che nell'impresa mettono a frutto un'esperienza teatrale di vent'anni e piú. Una serie didattica tutta da ridere. Il circo di Charlie Chaplin: Charlot, inseguito da un poliziotto, fugge tra i tendoni di un circo ed irrompe sulla scena di un numero comico provocando fra gli spettatori, che fino a quel punto si erano in realtà mortalmente annoiati, grande divertimento; il giorno seguente, però, quando l’impresario del circo, convinto di aver trovato finalmente un attore davvero comico, lo invita a riprovare a far ridere, ecco che Charlot si mostra incapace di replicare “a comando” la sua comicità emersa prorompente ma involontaria la sera prima. Cosí come in quel film Chaplin racconta (in modo divertente) quanto sia difficile riuscire a far ridere e quanto la comicità sia un’arte veramente complicata, allo stesso modo lo spettacolo Teatro Ridens del duo comico Donati-Olesen, si propone esplicitamente di narrare i princípi che presiedono al meccanismo della risata. Teatro Ridens è, infatti, uno spettacolo-didattico. I maestri di questo insolito show-stage sono Giorgio Donati e Jacob Olesen, attori e mimi diplomati presso la scuola parigina Jaques Lecoq, i quali hanno scelto di mettere a disposizione tutto il loro ventennale repertorio di gag e sketch al servizio di un’idea drammaturgica precisa: tenere per gli spettatori un comico corso sul comico. Lo spettacolo, organizzato in quattro lezioni, ci mostra che sorprendere, imitare, mascherare e stravolgere sono le quattro chiavi, i quattro sguardi prospettici sulla realtà, partendo dai quali è possibile suscitare la risata dello spettatore. “Questo non fa ridere; questo fa ridere” ci ripetono sovente i due attori; e nel far ciò snocciolano una variegata sequenza di scene costruite su imprevisti, iperboli e paradossi, che ci dimostrano, come degli exempla, la felice riuscita dell’esperimento a cui stiamo assistendo. Ciascuna di queste scene possiede, quindi, sempre un duplice valore: una azione comica e una riflessione sul comico; proprio questa volontà di rappresentare un’azione ma nello stesso tempo domandarsi da quale luogo abbia origine, voler affiancare cioè al piano della rappresentazione quello dell’officina del processo creativo, rappresenta, a me pare, la qualità migliore di questo spettacolo. Una messa in scena cosí impostata implica, tra l’altro, una precisa idea di spettatore, da questa compagnia inteso non tanto come fruitore da sollazzare, ma soprattutto come un’intelligenza critica da sollecitare. Ad assistere a questo spettacolo, in effetti, ci si sente trattati da persone intelligenti, e già solo questa è una piacevole esperienza. E ricchi di intelligenza sono senz’altro i bambini, a cui Teatro Ridens prima di tutto si rivolge e ai quali, sul finire della serata, chiede di affrontare un vero esame, cosí come esige ogni corso che si rispetti. Claudio Silvestri
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Compagnia:
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Teatro Instabile
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Spettacolo:
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Biancaneve musical |
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Tecnica:
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Teatro/Danza
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Età consigliata:
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Da 12 anni in su
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Con questo spettacolo, la compagnia ben lungi dal voler rappresentare fedelmente la famosissima fiaba di Biancaneve resa immortale dal cartone animato di Walt Disney, ha voluto rubare alla sua genialità colori e suoni, per costruire attraverso l'ironia un giuoco teatrale con il gusto del cabaret. Gli attori diventano narratori di fiabe e una volta che la loro scelta cade sulla celebre fiaba di Biancaneve….ahimè…ne succedono di tutti i colori! Sarà perché la fiaba non se la ricordano bene, sarà perché si calano totalmente nei personaggi, sarà per la loro ingenuità, che la fiaba si sviluppa tra gags e imprevisti. Costruito su un canovaccio che è quello della Biancaneve originale, lo spettacolo vede gli attori burlarsi l'uno dell'altro nell'avvicendarsi dei diversi personaggi.
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Compagnia:
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Teatro Invito
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Spettacolo:
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Percorsi minati |
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Tecnica:
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Giochi senza frontiere visibili
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Età consigliata:
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E’ uno spettacolo itinerante composto da azioni teatrali e da momenti di interazione col pubblico. Gli attori si presentano nel ruolo di presunti “mercanti di pace” e coinvolgono parte del pubblico nel superamento di un percorso basato su prove che riguardano le mine antipersona. Un gioco che non può avere vincitori. La strutturazione dell’evento è pensata per due scopi: da una parte consentire un approccio attraverso il gioco con gli elementi che appartengono alla realtà materiale e psicologica di chi si trova ad avere a che fare con un campo minato (l’incombenza dell’imprevisto, l’affrontare conseguenze come l’impossibilità di usare gli arti...), e, dall’altra parte l’attenzione a una serie di dati e considerazioni sugli interessi e le conseguenze sociali che la realtà delle mine antipersona implica. E’ previsto un momento successivo di approfondimento a cura dell’associazione Mani Tese, riguardante i temi relativi alla storia, agli effetti e alle responsabilità del problema trattato.
LUOGHI E MODALITA’ La particolarità del progetto lo rende adatto soprattutto a spazi non teatrali, previo adeguato sopralluogo. Anche spazi teatrali possono essere adattati allo scopo, istituendo un utilizzo alternativo e spiazzante di palchi e platee. Il progetto si presenta come un piccolo “pacchetto”. Nel corso dell’intervento si effettua la parte spettacolare e interattiva, della durata di 45 minuti circa, seguita immediatamente dall’approfondimento di durata variabile (20 minuti circa). Ogni intervento è destinato ad un numero limitato di spettatori (da 70 a 120 a seconda degli spazi disponibili). Nella stessa giornata è possibile effettuare più interventi.
DESTINATARI L’efficacia comunicativa che il linguaggio teatrale possiede anche quando si misura con temi delicati e complessi, rende il percorso particolarmente indicato per le scuole medie inferiori e superiori che vogliano affrontare l’argomento nell’ambito di un interesse didattico per i temi della mondialità.
progetto di sensibilizzazione didattico-teatrale interattivo sulle Mine Anti Persona
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Compagnia:
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Vicolo Corto
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Spettacolo:
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Brutto come un anatroccolo |
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Tecnica:
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Danza-Computer
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Età consigliata:
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Dai 3 ai 10 anni
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La vicenda del brutto anatroccolo che si trasforma in stupendo cigno somiglia in modo sorprendente alla vita del suo autore C. Andersen. Lo scrittore danese infatti, dopo essere stato un ragazzo povero e insicuro ("Lungo come un bastone, con il naso sporgente e le labbra esagerate") deriso dai compagni e poco considerato dagli adulti, diventa, grazie alle sue fiabe, un uomo di successo, stimato ed apprezzato da tutti. Anche oggi sono molti i brutti anatroccoli che, per un motivo o per l'altro, debbono molto faticare per essere accettati ed apprezzati, e non sempre per tutti c'è alla fine il volo verso la felicità e la gloria. Nello spettacolo sarà quindi molto accentuato l'aspetto ed il carattere antropomorfo dei personaggi, nella convinzione che la metafora elaborata da Andersen ben si adatta alla nostra società così poco attenta ai reali pregi delle persone e così spesso orientata verso gli aspetti più esteriori. "Sei brutto, sei.brutto!"? “sono bravo a fare i conti Due píù due ...quattro! Sette per otto... cinquantasei!" "Sei brutto!" ? "Ma sono bravo a raccontare le storielle...céra una volta un signore che... "? "Sei brutto, sei brutto!" ? `Ma sono intelligente, sono bravo ,a risolvere gli indovinelli!" ? "Sei brutto, sei brutto!" Povero anatroccolo quanta fatica per farsi accettare dagli altri! E poi, come spesso capita nella vita, quelli che non fanno troppo caso alla tua diversità sono anatre selvatiche che vivono là dove fischiano le pallottole dei crudeli cacciatori, o sono coloro i quali ti offrono un tetto e un po' di calore al prezzo (troppo alto) della tua libertà. Ed allora non resta che cercare ed aspettare di riconoscersi in qualche bel cigno di passaggio, ma per specchiarsi l'acqua deve essere pulita e lo sono sicuro. In caso contrario si deve imparare ad essere brutti e felici!
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