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Compagnia:
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ACTORES ALIDOS
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Spettacolo:
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IL MESTIERE DELL'ATTORE |
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Testo e regia:
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Gianfranco Angei |
Ha un particolare fascino la figura dell'attore, soprattutto per i giovani, che vi attribuiscono mistero e avventura, e facoltà quasi maniche. L'attore è, per lo spettatore, generalmente, un talento naturale, un essere ricco di doti eccezionali, che poi rivela sulla scena. Raramente lo spettatore è a conoscenza del durissimo "training" culturale e tecnico che è alla base del mestiere detrattore. "IL MESTIERE DELL'ATTORE" è l'indovinato titolo di uno spettacolo didattico che la Compagnia Actores Alidos, con testo e regia di Gianfranco Angei, ha creato per le scuole, con lo scopo di illustrare, con adeguati momenti scenici, ma anche con un laboratorio articolato in tre fasi, il percorso, difficile ma stimolante, che l'attore deve compiere per giungere alla resa interpretativa. Naturalmente, poiché il teatro si avvale di linguaggi diversi, anche le tecniche scenografiche, quelle delle luci, dei costumi, delle musiche, così come i ruoli del regista, del direttore di scena, o dei tecnici vengono evidenziati e illustrati nello spettacolo, che mantiene, nonostante l'intento didattico, la sua dimensione "teatrale" e la sua capacità di coinvolgere. Allo spettacolo si possono accostare tre laboratori: "II gioco teatrale", "II teatro delle ombre" e "L'espressività corporea" che sono puntuale completamento dello spettacolo, ma anche stimolo per raggiungere una autonomia creativa. |
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Compagnia:
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ALKESTIS
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Spettacolo:
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MACBETH - La coscienza dell'incubo |
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Testo e regia:
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Massimo Michittu |
Il Teatro Alkestis, che vanta come seconda denominazione quella di Centro di Ricerca e di Sperimentazione Teatrale, accanto ad allestimenti originali nel testo e nella realizzazione, ha affrontato anche i classici, ma rivisitandoli, come è consuetudine diffusa tra i gruppi del nuovo teatro. Così ha fatto con "MACBETH" di Shakespeare, ove il testo originario del grande drammaturgo inglese fa da punto di partenza per un percorso del tutto nuovo, forse arbitrario, ma comunque altamente ricco di inventiva e suggestioni. In realtà, cosi come accade ormai spessissimo nelle riletture condotte su testi classici, in particolare su quelli di Shakespeare, si tende a fare dell'affresco d'autore un palcoscenico, e su quello si costruiscono simbologie e metafore, compiendo un'operazione di "teatro nel teatro", che ha sempre effetti scenici particolarmente positivi. "Macbeth" di Alkestis è, in un'ambientazione surreale, una trasposizione nel sogno, o in un mondo-limite senza ritorno, in cui sentimenti e avvenimenti acquistano una nuova e impalpabile dimensione. Accanto allo spettacolo il Teatro Alkestis propone due labo-ratori di animazione teatrale, uno prevede la "creazione di un personaggio" e si indirizza più specificatamente alle scuole elementari; l'altro propone "la creazione di atmosfere dell'antico Oriente" e ha come destinatario il pubblico delle scuole medie. |
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Compagnia:
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AVVOLTE L'INVERSO
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Spettacolo:
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IL SORCETTO CON LA CODA CHE PUZZA |
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Testo e regia:
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Raffaello Ugo e Sabina Loi |
Il sorcetto con la coda che puzza è una fiaba, realizzata con la tecnica del teatro di figura, che si indirizza al pubblico delle scuole elementari o medie. Ancora la fiaba quindi, con tutto ciò che ha di convenzionale e improbabile, ma con la ricchezza della fantasia, che le conferisce quel qualcosa di più, da cui tutti, grandi o piccini, possono sentirsi attratti. "IL SORCETTO CON LA CODA CHE PUZZA" narra di una figlia di re e della sua insistente ricerca di un marito adatto. Il re decide di concedere la mano della figlia al primo passante che è un sorcetto con la coda che puzza... Da qui, dopo tutta una serie di eventi sorprendenti, e di rivelazioni, si giunge a scoprire che spesso l'apparenza inganna, e che il sorcetto può essere considerato un buon marito. Allo spettacolo si può accostare un laboratorio, scelto fra tre impostazioni, che hanno lo scopo di stimolare i giovani spettatori alla partecipazione creativa. Il laboratorio di pittura, quello per la manipolazione dei materiali e quello sonoro musicale, consentiranno ai partecipanti l'acquisizione dì tecniche, ma soprattutto di idee, per la realizzazione di momenti artistici o teatrali autonomi. |
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Compagnia:
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CADA DIE TEATRO
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Spettacolo:
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LA BELLA GIOVENTÙ |
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Testo e regia:
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Giancarlo Biffi |
Affinchè il futuro abbia basi solide è necessario recuperare e comprendere il passato. Concetto spesso ripetuto, tanto da sembrare banale, che è invece il perno di molte operazioni culturali, di narrativa, di musica, di teatro. E il teatro può, più di altri generi artistici, compiere in modo significativo questo processo. Il "Cada Die Teatro", che ha sperimentato un metodo di lavoro di recupero delle memorie elaborando un corposo "progetto" definito DOSTOEVSKIJ, ha poi ideato un altro percorso di recupero e di comprensione di un'epoca, quella della grande tragedia della seconda guerra mondiale; ma non ha affrontato l'intera serie di avvenimenti politici e militari; ha invece privilegiato la realtà umana, quindi le storie singole, ispirandosi alle lettere dei parti già ni condan- A nati a morte ad esempio, o ad altri documenti , da cui m trarre le sorti di gente comune travolta da eventi tragici e troppo grandi per essere forse anche solo compresi. E raccontare questi eventi nelle scuole è importante; affinchè non si perda la memoria del passato, e soprattutto si ricordi che il passato, la guerra, non fu storia astratta di paesi, di schieramenti, dì ideologia, ma storia dei nostri padri o dei nostri nonni, storia di gente comune. |
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Compagnia:
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COMPAGNIA ERBAMIL
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Spettacolo:
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RIFIUTI UMANI |
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Testo e regia:
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Michele Eynard |
Spesso, quando il teatro si mette al servizio di un'idea, di una battaglia civile e sociale, finisce per diventare pesante e inconcludente, e fallisce sia il bersaglio artistico sia quello ideologico. Non così per lo spettacolo "RIFIUTI UMANI", una produzione originale creata in stretta collaborazione con il WWF, con l'intento, abbastanza dichiarato, di trattare il difficile problema dei rifiuti che continuano ad accumularsi. Infatti "RIFIUTI UMANI" non si propone con arroganza e sdegno al pubblico, ma, pur asserendo e sostenendo, mantiene la leggerezza della comicità, dell'ironia, la capacità di ridere e far ridere con la rappresentazione scenica dei vizi e delle abitudini degli umani. Lo spettacolo cosi si colora di complicità, come se tra attori e pubblico, e i primi tentano di coinvolgere il secondo, sia sorto una specie di gioco, una partecipazione spontanea che scaturisce dalla semplicità e solar ita del lavoro degli attori. Alla fine il messaggio giunge con chiarezza, ma senza privare lo spettacolo di grazia e sorriso. |
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Compagnia:
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FIGLI D'ARTE MEDAS
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Spettacolo:
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CONTOS: "EULANIA", "IL SERPENTE E IL PASTORE" |
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Testo e regia:
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Gianluca Medas |
"Eulania" è una storia con finale tragico, che racconta di un amore impossibile, ma che, a richiesta del pubblico, che svolge così un ruolo attivo, può anche avere una diversa conclusione. "Il Serpente e il Pastore" è quasi una favoletta morale, non lontana da altre famose e racconta di un pastorello logudorese che si ferma a parlare con gli sconosciuti. Dalla narrazione dell'unico interprete in scena, Gian luca Medas, a quella stimolata tra gli spettatori, il passo è breve, e può compiersi agevolmente. |
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Compagnia:
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FUEDDU E GESTU
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Spettacolo:
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LA BAMBOLA ABBANDONATA |
| "LA BAMBOLA ABBANDONATA" è l'altra proposta della Cooperativa: uno spettacolo, il cui testo è firmato da Alfonso Sastre, che reinterpreta la vicenda narrata dall'opera di Bertolt Brecht "II cerchio di gesso del Caucaso". Anche qui una favola che è un'altra metafora sulla vita e sull'amore, e che mette in discussione i diritti di proprietà sulla vita degli altri, dei genitori sulla vita dei figli, ad esempio, sottolineando il rapporto d'amore e di dedizione. Ne "La bambola abbandonata", due bambine si contendono una bambola, buttata via dalla prima, raccolta e restaurata dall'altra. Uno straccivendolo sarà il giudice salomonico della contesa. E tutt'attorno canti, giochi e musiche. |
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Compagnia:
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FUEDDU E GESTU
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Spettacolo:
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MARIA PIETRA |
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Regia:
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Giampietro Orru' |
| La Cooperativa Teatrale, che all'atto della sua fondazione si definì "Fueddu e GESTU ", parola e. gesto, pur se interessata ai teatro in sardo, manifestava di non essere lontana dal dibattito culturale attorno al teatro, dall'attenzione per la gestualità e per il suo nuovo ruolo, dall'importanza dei diversi linguaggi che in teatro concorrono a determinare la cifra espressiva globale. Così, invece di adagiarsi su una comoda tradizione, e di affidare alla sola farsa e alla sua verve popolare la sua scelta produttiva, la Cooperativa, che conta oggi 15 produzioni, ha rivolto il suo interesse a testi di autori sardi contemporanei, o ha rielaborato opere letterarie adattandole alla scena. Da una tale operazione nasce infatti " MARIA PIETRA", che si basa sul racconto "Cuore mio, (da Miele Amaro) di Salvatore Cambosu; una storia fantastica, che esprime sentimenti popolari e universali, ma che può essere letta anche come eterna metafora della vita e della morte, e perfino della creazione artistica, interpretazione che viene sottolineata dall'allestimento di "Fueddu e Cestu". Infatti la scrittura scenica e la regia di Cianipietro Orrù, così come il progetto della pittrice Maria Lai, che elabora in chiave pittorica e plastica la vicenda, esaltano tale aspetto. |
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Compagnia:
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IL CROGIUOLO
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Spettacolo:
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DON CRISTOBAL E DONNA ROSITA |
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Regia:
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Domenico Ferraiola |
Non sempre è facile avvicinare i giovani ai classici, così come non è facile avvicinarli al teatro. Perché un allestimento teatrale d'autore sia gradito, e faccia nascere l'amore per il teatro, deve avere alcuni ingredienti quasi essenziali: allestimento molto curato ed efficace (cioè una buona regia ed altrettanto buona interpretazione), testo intrigante e di chiaro significato. Per conoscere e amare Federico Carda Lorca e il teatro, il Crogiuolo, grazie alla verve di Guglielmo Ferraiola, che ne firma la regia, ha allestito DON CRISTOBAL E DONNA ROSITA - TRAGICOMMEDIA POPOLARE CON RANDELLATE FINALI, un divertente lavoro ricco di poesia e di sentimenti, in cui tutta intera si rivela l'anima dell'autore e la sua idea di popolo. La vicenda, tutta collocata nel mondo colorato e avventuroso della commedia dell'arte, narra di un amore contrastato, e di espedienti e fughe e sorprese; ma è soprattutto un inno al teatro, alla sua poliedricità, alla sua funzione culturale e addirittura catartica. |
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Compagnia:
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IS MASCAREDDAS
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Spettacolo:
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LA CUCCAGNA |
Gustavo racconta che dopo aver provato diversi lavori e diversi licenziamenti, finalmente ha trovato una occupazione della quale non dovrà più temere la perdita: si trova in mezzo alla strada e con lui la sua squadra con la quale aveva tentato inutilmente di rivoluzionare il suo ultimo posto di lavoro, presso il Dipartimento dei piccioni viaggiatori delle Poste Centrali. Ma, incompreso dalla Direzione, decide di lavorare per suo conto fondando con la moglie e gli uccelli una compagnia di varietà, sperando che il teatro possa offrirgli uno spazio maggiore per esprimere le proprie idee e la propria creatività. Le Cornacchie, la Cicogna, Lo Struzzo, il Pavone e gli altri uccelli, che a suo tempo volevano riformare il servizio postale, sono diventati così la grande attrazione del varietà con i loro balletti di samba, di tango, di flamenco e altre musiche. ESPLODE IL VARIETÀ e la Compagnia balla e si diverte pur tra le difficoltà di una situazione culturale che poco si discosta dal conservatorismo dell'Amministrazione Postale, ma non si perde di coraggio: continua la sua lotta contro l'Avvoltoio che sempre in agguato aspetta il loro fallimento. |
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Compagnia:
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LA BOTTE E IL CILINDRO
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Spettacolo:
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FAVOLE A COLAZIONE |
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Testo e regia:
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Francesco Enna |
"Favole a colazione" che la Compagnia sassarese propone per un pubblico di piccoli o piccolissimi, fa della fiaba, della sua linearità ed essenzialità,ma soprattutto della sua grande fòrza poetica, il punto di partenza dello spettacolo. In scena si presenta una vecchia, che trascina un carretto in cui sono in mostra gli oggetti più diversi. La vecchia canta e racconta storie, per richiamare i compratori e ogni oggetto, che la vecchia "Tutto a baratto" attribuisce a personaggi fiabeschi, è spunto per una nuova favola. E le storie sono in realtà piccoli squarci di vita e di realtà, ma naturalmente ciò poco importa ai piccoli spettatori, che sono affascinati dalle improbabili vicende dell'Orco Malnato o di Pietrin Pietre, e che scrutano curiosi tra la mercanzia della vecchia, per scorgere nuovi strani oggetti e quindi nuove storie. Anche il significato generale dello spettacolo, la sua intrinseca morale, che parla di creduloni e di sciocchi, non ha importanza per il pubblico, che guarda e ascolta incantato, e che accetta con disappunto la fine dello spettacolo, quando la vecchia, raccolte le cianfrusaglie, si dirige verso altri luoghi a portare un po' dei suoi sogni a buon prezzo. |
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Compagnia:
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PALAZZO D'INVERNO
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Spettacolo:
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VIAGGIO NELLA FIABA |
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Testo e regia:
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Senio Dattena |
Ancora la favola, il narrare, ma con caratteristiche peculiari è la proposta del PALAZZO D'INVERNO, che affida alla sensibilità culturale ma anche alla efficacia interpretativa di Senio Dattena lo "SPETTACOLO DI NARRAZIONE", per il secondo ciclo delle scuole elementari, di cui è parte integrante un laboratorio su materiali poveri e quotidiani, con cui realizzare elementi scenografici o di corredo della narrazione. SENIO GIOVANNI BARBARO DATTENA, attore e regista con interessanti realizzazioni teatrali, entra nelle classi quasi in punta di piedi, tentando di catturare l'attenzione e la gioiosa partecipazione dei piccoli spettatori con alcuni espedienti semplici eppure magici: ogni parola, ogni gesto egli trasforma in gioco portando i piccoli a farne parte senza inibizioni, senza vergogna. Quando tutti sono coinvolti inizia la narrazione, e i piccoli ne sono protagonisti. L'attore, senza particolari cambi di costume o trucchi speciali, si trasforma continuamente, grazie alla voce o alla mimica, e la narrazione procede avvincente con un ritmo incalzante. |
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Compagnia:
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SEZIONE AUREA
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Spettacolo:
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NON APRITE QUELLA PORTA! |
"NON APRITE QUELLA PORTA!" è il titolo del lavoro, liberamente ispirato alla fiaba del "II lupo e i sette capretti", che la Compagnia Sezione Aurea di Bergamo ha creato per gli spettatori più piccoli, e che unisce allo spettacolo d'attore un Corso sul linguaggio teatrale, destinato agli insegnanti delle scuole materne ed elementari. Lo spettacolo, pur con in scena un solo interprete, il narratore Sergio Rocchi, non è una mera narrazione; poiché i capretti, fedeli alla consegna materna, non aprono la porta, il lupo, ingordo ed astuto, inventa di tutto per camuffarsi e far sì che i capretti, ormai acquistata fiducia, aprano la porta. La tecnica adottata è naturalmente quella del travestimento: il lupo utilizza tutto quel che ha a disposizione, miele, farina, dolci, vestiti, maschere, nasi, per rendersi diverso, ma anche la variazione della voce, o altri mezzi, accattivanti e subdoli, come belle filastrocche e canzoni, per raggiungere il suo intento. Il risultato è decisamente gradevole: musica e canzoni eseguite dal vivo, e continui travestimenti, tutto ben sostenuto da un ritmo vivacissimo, rendono lo spettacolo adattissimo al pubblico dei più piccini. |
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Compagnia:
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TEATRO ANTEO
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Spettacolo:
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CI SIAMO PERSI TRA LE STELLE |
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Testo e regia:
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Eleonora Fumagalli e Gianluigi Gherzi |
CI SIAMO PERSI TRA LE STELLE è la storia piena di fantasia che II Teatro Anteo allestisce e presenta. Liberamente tratto da "II Piccolo Principe" di A. De Saint-Exupéry, e allestito in una regia collettiva, il lavoro narra di un aviatore e di un astronomo, che per caso si trovano a viaggiare insieme. L'astronomo, che ha scoperto un nuovo pianeta, di cui doveva dare comunicazione in un convegno, ha perso l'aereo che lo doveva portare nella città dell'incontro. Salito sull'aereo dell'aviatore, sorvola con lui il deserto, fino a precipitare, perché l'aereo non risponde più ai comandi. Nel passare la notte in una radura inospitale, i due, appena addormentati, precipitano ancora, ma questa volta in un sogno. C'è musica, visioni, strani incontri, e i due volano tra le stelle; poi si risvegliano, ma ciò che è accaduto tra le stelle è talmente vero e presente che i due non sono certi che si sia trattato solo di un sogno. Nel ripartire con l'aereo che li riporta finalmente verso casa sono ormai veramente felici, ricchi di una nuova esaltante esperienza. |
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Compagnia:
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TEATRO DEL VENTO
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Spettacolo:
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FOLEFILO FIABE ITALIANE |
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Testo e regia:
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Lando Francini e Chiara Magri |
Ancora la fiaba alla base di questo spettacolo per ragazzi, che ha l'esplicito titolo di "Fiabe Italiane". E "Fiabe Italiane" è anche il titolo del libro notissimo di Italo Calvi no, che, scritto oltre trentanni fa, raccoglie centinaia di storie della tradizione italiana, che parlano di usi e costumi del passato, ma anche degli immutabili valori dell'onestà, della giustizia, del lavoro, della famiglia, della sagacia, della bontà. Italo Calvino, che le ha recuperate e rielaborate, ha cosi compiuto un'opera che ha il respiro dei secoli. Ma il TEATRO DEL VENTO, con i suoi narratori-attori Chiara Magri e Lando Francini ha un merito altrettanto grande: quello di presentarle ai ragazzi, e di farle capire e amare. In scena vi è un narratore solitario seduto su una panca, che inizia lo spettacolo leggendo le fiabe; col proseguire della storia il narratore diventa sempre più partecipe e assume il ruolo d'attore, con gesti, mimica, trasformazioni; anche l'abito, una semplice casacca di tela, sembra trasformarsi grazie alla magia della fiaba e dell'interpretazione dell'attore. Insamma un'opera "Fiabe Italiane" piena di poesia e di suggestione, che giunge ai ragazzi in forma teatrale, riuscendo a farsi apprezzare compiutamente grazie alla perizia interpretativa degli attori del TEATRO DEL VENTO. |
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Compagnia:
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IL TEATRO DELLE BRICIOLE
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Spettacolo:
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IL GRANDE RACCONTO |
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Testo e regia:
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Bruno Stori e Morello Rinaldi |
Naturalmente sono le favole, le storie il grande tema del teatro per ragazzi, le favole che consentono di liberare la fantasia e la creatività, le storie, che forniscono spaccati di vita e di civiltà passate e favoriscono quindi il processo di riappropriazione delle proprie origini e della propria cultura. Ma vi sono tanti modi di raccontare favole o storie, e il Teatro delle Briciole, costruisce attorno alla storia scelta un altro fatto fantastico, che consente di commentare e di attualizzare quindi la storia narrata. IL GRANDE RACCONTO è il titolo del lavoro proposto, in cui la storia da narrare è l'Odissea, o le avventure di Ulisse, il tutto in un'ora, alla stazione di Bagnacavallo, dove Rico, che attende un treno, è affascinato dal racconto di un vecchio. La storia lo attrae tanto che perde tre treni; anche Rico, come Ulisse, per tornare a casa, dovrà affrontare difficoltà e pericoli, dovrà quindi percorrere la sua Odissea. Ma particolarmente divertenti sono i commenti, pieni di buon senso ma anche di banalità e luoghi comuni, che Rico esprime nei momenti cruciali della storia. |
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Compagnia:
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TEATRO DI SARDEGNA
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Spettacolo:
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DALLA COMMEDIA DELL'ARTE A GOLDONI |
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Testo e regia:
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Gian Giacomo Colli |
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Il teatro, le sue tecniche, la sua storia sono terreni affascinanti per i giovani, soprattutto se vanno a scoprirli in maniera viva e "recitata". Convinti di ciò regista e attori del Teatro di Sardegna realizzano da anni dei percorsi teatrali su precise epoche, riproponendo in scena, su testi appositamente scritti, atmosfere, personaggi e stili di rappresentazione. La più recente tappa di questi percorsi, destinati agli studenti delle scuole superiori, è "Dalla Commedia dell'arte a Caldani", che è insieme l'epoca e il titolo del lavoro, ma il sottotitolo è "II Teatro come professione"; l'allestimento firmato dal giovane regista GianCiacomo Colli, crea una situazione teatrale, che lascia spazio anche al momento didattico. Un gruppo di studenti mette in piedi una vera e propria compagnia di comici dell'arte, che, assieme a un insegnante, tentano di attuare, scenicamente, la riforma goldoniana, utilizzando canovacci della commedia dell'arte e tratti significativi del teatro goldoniano. Anche Caldani è in scena, e a lui gli studenti chiedono chiarimenti sia di contenuto, sia di tecnica teatrale. Il risultato è di alta godibilità; gli attori sono bravi e ben guidati, i ritmi sempre sostenuti, i brani proposti esemplari, di immediata comprensione le parti più propriamente didattiche dell'allestimento.
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Compagnia:
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TEATRO GIOCO VITA
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Spettacolo:
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C'E' UN OMBRELLO IN VOLO |
Il TEATRO d'OMBRE che la compagnia di Piacenza pratica, non è una nostra tradizione: genere mutuato direttamente dall'Oriente, anche Europeo, si rivela di grande suggestione ed efficacia. "C'È UN OMBRELLO IN VOLO" di Jean Pierre Lescot, racconta di Pantofolino che vola trasportato nello spazio dal suo piccolo ombrello. Naturalmente questo è solo l'inizio perché l'avventura sarà piena di episodi straordinarì. Pantofolino, caduto in acqua, viene salvato da un grosso pesce; poi fa interessanti incontri, viene raggirato da un ciarlatano, diventa amico di un ragno che gli costruisce delle ali leggere, con cui può ancora volare; si innamora di una danzatrice da circo, che lo raggiungerà nel suo volo, insomma vicissitudini gioiose e fantastici/te, che. creano in scena l'atmosfera incantata della fiaba. A cui si aggiunge il fascino del TEATRO d'OMBRE, che ha il potere di tenere avvinti i piccoli spettatori. |
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Compagnia:
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TEATRO PIRATA
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Spettacolo:
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GRAN CIRCO DEI BURATTINI |
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Testo e regia:
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D. Pasquinelli, F. Mattioni e S. Fiordelmondo |
| Il gruppo, che vanta percorsi e provenienze diverse, ma comunque ricche e fondamentali esperienze nel campo del Teatro Ragazzi, giunge all'attuale formazione nel 1993, e allestisce il Gran Circo dei Burattini. Come il titolo bene evidenzia, lo spettacolo accomuna due forme popolarissime di spettacolo, il circo e il teatro dei burattini, che da sempre costituiscono motivo d'attrazione per il pubblico dei giovanissimi. Il Circo ha la sua pista di sabbia, gli animali feroci, l'orchestra, i trapezisti, i clowns, gli equilibristi, gli acrobati, ma tutto è contenuto nella Baracca dei burattini, che naturalmente acquista nuova dimensione e nuovo ruolo. Come se il mondo intero fosse rappresentato dal circo e dai burattini e con essi tutte le meraviglie del mondo, e dello spettacolo. E mentre il pubblico segue affascinato le avventure sempre uguali e sempre nuove dei tanti personaggi che sono improbabili come sempre lo sono gli eroi effimeri del palcoscenico, il gruppo Pirata rende un grande servizio al teatro, soprattutto a quei generi che, per la loro semplicità e autenticità , forse, tra breve, schiacciati dalle sempre più eclatanti conquiste tecnologiche, saranno messi da parte. |
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Compagnia:
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TEATRO STUDIO
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Spettacolo:
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PASSILLENDI CUN ZIU PADDORI |
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Testo e regia:
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Enzo Parodo |
"Passillendi cun ziu Paddori" è un lavoro sardo, che, destinato alle scuole medie, superiori o inferiori, accosta i giovani delle varie località alla farsa dialettale e alla sua tradizione. Il teatro dialettale sembra essere infatti interesse quasi esclusivo del pubblico adulto, che, più legato alle tradizioni, e soprattutto migliore conoscitore dei diversi dialetti, gradisce queste proposte. I giovani invece, che solitamente usano il dialetto solo come linguaggio di contorno e per espressioni scherzose, o talvolta volgari, non conoscono generalmente contenuti e moduli della farsa ad esempio, di cui personaggio principe è proprio "Ziu Paddori", su cui si articola lo spettacolo del TEATRO STUDIO. Ma accanto all'esilarante personaggio, che ad una manifesta ignoranza contrappone una sottile arguzia, da cui facile scaturisce il divertimento, molti sono i personaggi che rimandano alla storia e alla cultura sarda, e che fanno del lavoro un gustoso percorso all'interno della realtà della nostra isola. |
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Compagnia:
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TEATRO TAGES
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Spettacolo:
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IL CAMPANELLO MAGICO |
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Testo e regia:
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Agostino Cacciabile |
Lo spettacolo, realizzato con burattini in baracca tradizionale, narra le avventure di Spatascè, un giovane perennemente affamato e senza una lira. Questa condizione non lo limita nella sua generosità e Spatascè è sempre disposto ad aiutare tutti. Una notte, nel mezzo di un bosco tetro, incontra il mago Paurecchia, Spatascè lo aiuta a risolvere il suo più grande problema: sconfiggere la sua paura. Maghi, draghi e doni magici sono gli elementi che circondano il nostro eroe in questa avventura. La semplicità della struttura narrativa rende questo spettacolo particolarmente indicato per i ragazzi della scuola elementare. Allo spettacolo si possono aggiungere due specifici laboratori, entrambi riguardanti la nascita e la realizzazione dei burattini, ma indirizzati uno ai ragazzi delle scuole (elementari e medie), l'altro agli insegnanti. Per i ragazzi il laboratorio ha il compito di stimolare la creatività e di valorizzare la capacità realizzativa; per gli insegnanti il laboratorio può diventare, oltre che strumento di acquisizione di tecniche esecutive finalizzate alla didattica, anche spunto per l'ideazione di nuovi percorsi formativi.
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