PRIMAVERA/ESTATE 2014

Spettacoli in collaborazione con il Circuito Regionale Danza Sardegna
14 giugno Teatro Massimo (Mimimax) ore 21:00
Danzalabor "Colorscrostato"
ideazione regia e interpreti Nicole Cefis, Paola De Felice, Annalisa RoccaCostumi:Compagnia danzalabor Produzione Cie Danzalabor © 2012 Cagliari

La coreografia nasce dall’ispirazione comune di un viaggio nell’immaginario, portando in scena uno spaccato quotidiano e trattando in maniera umoristica le tipiche dinamiche dei componenti che si intrecciano all’interno di uno spazio definito dalla presenza di vecchie cornici. Una parodia satirica la cui chiave di lettura è quella fumettistica. Un monovano in cui si osserva la totale disgregazione dei personaggi che lo abitano, in realtà uniti da un unico obiettivo: trascorrere il tempo fino ad un’ipotetica cena. Da qui nascono le immagini che, sovrapponendosi a catena, mostrano un mondo stravagante di personaggi atemporali e bislacchi: sospesi, volanti, con gravità o meno, essi si muovono tutti alla ricerca di un instabile equilibrio. Partendo da una tela neutra cosa accade se i protagonisti decidono di dare una propria interpretazione senza prestarsi passivamente all’idea dell’artista? Al di làdel Colorscrostato si va incontro ad un viaggio nella mente di protagonisti anonimi, dove si assiste al rovesciamento del principio secondo cui l’arte imita il reale. Colorscrostato invece è il reale che imita l’arte, la vita è pertanto prodotto e risultato dell’arte. Se Colorscrostato può invertire la direzione vuol dire che può invertire lo spazio, se lo spazio è collegato al tempo, Colorscrostato può invertire anche il tempo.
22 giugno Teatro Massimo (Mimimax) ore 21:00
Company Blu-Prato "Qui e ora"
Claudia Catarzi/Company Blu – Prato (1° premio alla migliore coreografia festival cortoindanza 2013)
Daniel Hernandez/ Compagnia Spin off Danza – Alicante (2° premio alla migliore coreografia festival cortoindanza 2013)
coreografia Claudia Catarzi produzione Company Blu

Ho tolto tutto, messo tutto da parte. Non ho chiesto sostegno ad idee creative e fantasiose di realtà altre da quelle esistenti. Ho cercato di riportare tutto all'essenziale, al minimo indispensabile necessario per partire. Ho trovato un corpo, il mio, il mezzo che mi ritrovo, e di fondo il più adatto per questo viaggio. La voglia di parlare delle mie idee certo, del mio modo di essere, ma non di quello che risiede negli scomparti consci del mio cervello, quotidianamente interrogati e razionalmente preposti a catalogare verità più o meno valide. La voglia di parlare con una parte alla quale si ha accesso troppo di rado, che esiste in ciascuno di noi ma che ha pochi spazi dove poter essere chiamata in causa.. Mi sono proposta di interrogare quella parte animale del nostro essere che si accende con gli stimoli. Mi sono immersa in una condizione che si lega direi solo a quell'intelligenza istintiva – mia compagna di viaggio da sempre – e quasi per niente alla razionalità. In sostanza mi sono fatta carta bianca e ho lasciato che il movente nascesse da fuori, in particolare dalla musica, nonché dai suoni, dai rumori, per arrivare al silenzio – con la concessione di chiamare tale una parvenza di questo. Mi sono chiesta di non fare ma di reagire, di lasciare emergere, di inibirmi dall'azione intenzionale, e così in tutto il pezzo mi sono ritrovata solo a pensare di procedere in avanti, come in un percorso già assegnato del quale però è stata scritta solo la sua forma apparente, il suo involucro, la sua particolare connotazione."Persona
"Persona" da Back again
Ficha Dirección, creación e interpretación: Daniel Hernández Asistencia artística y coreográfica: María Arques y Sara Cano
Música: lapsus (Luis Guevara), Vanesa García, Erik Rydvall, Juan A. Gómez, Manuel de la Curra
Post-producción musical: Luis Mendes Videoarte y fotografía: Gastón Gabriel
Concepto espacial y diseño de vestuario: Mónica Teijeiro Iluminación: David Rosell
Vestuario: Emilio Morales, Irene da Costa y Elena de Paz Calzado: Begoña Cervera Grafísmo, comunicación y prensa: Raúl Armero Diseño PERSONA: Yes I do concept (Enrique Núñez)
Una producción de Spin Off Danza en la que colaboran: Emilio Morales, Begoña Cervera, Conservatorio Profesional de danza de Novelda, L'escorxador C.C.E.
Con il sostegno festival "CortoinDanza 2013" de Cagliari, Cerdeña (Italia) - 2° Premio a la mejor coreografía Festival de Dansa Breu" Festival de danza en Vila-real (Castellón). (Grabado en "Gala Día Internacional de la Danza" el 28 de Abril del 2013 en el Gran Teatro de Elche, Alicante Seleccionado como finalista en "Talent Madrid 2013”
fotografia di Gastón Gabriel
Grande riconoscimento da parte della Commissione artistica di questo brano coreografico che ha ritenuto di premiare la linea di ricerca sul movimento, la chiarezza del concetto e il successivo sviluppo del pezzo. "Persona" è lo sviluppo dell'opera coreografica Back again (2° premio alla migliore coreografia nel cortoindanza 2013) che attraverso un' ottima tecnica e grande precisione nell’esecuzione si è sottolineata come un intelligente scrittura drammaturgica sviluppata attraverso la tecnica accademica del flamenco classico e l’intreccio con la danza contemporanea, mettendo in luce la poetica della composizione. Il nuovo lavoro delinea un luogo comune per tutti gli esseri umani, per il semplice fatto di essere e di sopportare il peso esistenziale delle nostre aspirazioni, con il peso di creare spazio alla revisione della nostra esistenza. Il punto di partenza è una radice nel passato e una situazione reiterata nella vita. L'incertezza, la ricerca stessa, l'ignoto, la mancanza di stimoli, il rischio, il bordo, possono provocare l’inconscio per ritrovare la memoria del nostro vissuto. Nuove vie viaggiano sullo sfondo della nostra esperienza a definire transiti verso un ritorno al presente. Intraprendere Il volo richiede coraggio, ma solo allora possiamo abbandonare l'apatia e raggiungere il regno della magia dove le possibilità diventano realtà. L'intero spettacolo fa riferimento al progresso, cambiamento, miglioramento, adattamento, qualcosa che è insita negli esseri umani di qualsiasi età, passato o futuro. "Il progresso si rinnova", dice M. De Unamuno. Le persone, vittime del suo significato, lo convertono in un "Rinnovare o morire."
25 giugno Teatro Massimo (Mimimax) ore 21:00
Eira Francisco Camacho - Lisbona
"O Rei no Exillo"
coreografia e interprete danzatore- FRANCISCO CAMACHO
responsabile tecnico e luci - FRANK LAUBENHEIMER
consulenza artistica - FERNANDA LAPA
costumi - CARLOTA LAGIDO scene - PHILIP CABAU
musica originale - CARLOS ZINGARO
musiche varie - RUY COELHO / NATÁLIA DE ANDRADE, NICK CAVE
testi - D.MANUEL II, ANTÓNIO CABRAL, FRANCISCO CAMACHO
produzione - EIRA (Lisboa) co-produzione - FIDCU -
FESTIVAL INTERNACIONAL DE DANZA CONTEMPORÁNEA DE URUGUAY (Montevideo)
A EIRA é uma estrutura financiada pelo GOVERNO DE PORTUGAL
SECRETÁRIO DE ESTADO DA CULTURA / DIRECÇÃO GERAL DAS ARTES
Francisco Camacho ricrea nel 2013 l’opera " O Rei no Exílio" (Il re in esilio) il cui debutto nel 1991 al Klapstuck Festival di Leuven (Belgio) ha dato avvio alla sua carriera internazionale. Il lavoro è ispirato alla figura di Don Manuel II, ultimo re del Portogallo, conosciuto come “il patriota” o “lo sventurato” e chiamato dai portoghesi nostalgici della monarchia “Il re Saudade”. Asceso al trono nel 1908, dopo l’omicidio del padre Carlos I e del fratello maggiore Luís Filipe, regnò per soli due anni, sino alla rivoluzione del 1910 che culminò nella proclamazione della Repubblica. Da allora Don Manuel visse in esilio in Inghilterra dove nel 1932 morì improvvisamente soffocato da un edema della glottide. La nuova versione dell’assolo è ancora una volta interpretata da Francisco Camacho. Carlota Lagido reinventa per il pezzo i costumi che aveva concepito nel 1991, e Frank Laubenheimer, che collabora ai lavori più recenti del coreografo portoghese, ne disegna le luci. O Rei No Exílio - remake è un’opera sulla memoria - individuale e collettiva - in cui Francisco Camacho intreccia e fonde la propria storia con quella del protagonista, in un processo continuo di decostruzione e ricostruzione di un passato che riflette il tempo presente. La tensione del corpo e la frammentazione delle scene esprimono un’identità ambigua e le sue posizioni contradditorie. Il personaggio ossessivo, circondato dai suoi vizi quotidiani, combattuto tra la volontà di agire e la rassegnazione, offre anche un ritratto - a volte ironico, altre drammatico -del Portogallo, nel quale la solitudine e l’isolamento sono condizioni ineluttabili. Em 2013 Francisco Camacho recriou a peça "O Rei No Exílio" estreada em 1991 e que no mesmo ano lançou a sua carreira coreógrafica na Europa, aquando a sua apresentação no Festival Klapstuck em Leuven. A nova versão deste solo conta mais uma vez com a interpretação de Francisco Camacho e a colaboração de Carlota Lagido, que assina agora uma recriação do figurino que concepcionou para esta peça em 1991. Frank Laubenheimer que tem vindo a colaborar em peça recentes de Francisco Camacho como RIP, LOST RIDE e ANDIAMO! assina um novo desenho de luz. O REI NO EXÍLIO - REMAKE é uma peça baseada no último Rei de Portugal D. Manuel II que se exilou em Inglaterra em 1910. Uma peça que opera sobre a nossa memória e figuras iconográficas, num processo de desconstrução e reconstrução, onde Francisco Camacho expõe um corpo presente que tenta sobreviver a si próprio e uma personagem que é o resultado da justaposição do próprio coreógrafo com Dom Manuel II. A peça desenvolve-se numa linha de tensão de identidades ambiguas e de uma personagem obsessiva, rodeada dos seus vícios triviais, encerrada na sua existência e perdida no vazio dos seus segredos. É um retrato dum certo Portugal, por vezes irónico, por vezes controverso, onde a solidão e o isolamento são permanentes.
26 giugno Teatro Massimo (Mimimax) ore 21:00
C.ie Zerogrammi - Torino
"Alice, la grammatica delle nuvole"
progetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta
con Chiara Guglielmi, Chiara Michelini, Stefano
parole e drammaturgia Fabio Chiriatti voce off Maria Cristina Valentini
costumi, disegno luci e progetto scenografico Stefano Mazzotta
produzione C.ie Zerogrammi
in collaborazione con Teatro Bismantova (IT). LUFT. casa creativa (It) | con il sostegno di Regione
Piemonte, MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La grammatica delle nuvole è il sistema di regole che disciplinano la capacità di sognare. A esso potremo affidarci quando ci sembrerà che non esistano più luoghi sconosciuti da visitare, più nessun bosco da esplorare né mari da solcare sperando di imbattersi in isole misteriose. Potremo perderci tra le sue pagine se avremo l’impressione di non corrisponderci più e che un imminente sentimento di uniformità si stia prendendo gioco delle nostre differenze. Allora potremo chiamarci “Alice”, custodi di un paese chiamato delle meraviglie, lievi e traboccanti di domande curiose, in caduta libera verso un ignoto misterioso che promette avventure. Alice. La Grammatica delle nuvole racconta una caduta all’indietro. E un paese delle meraviglie che tutti ci attende, sospeso nell’alba di un autunno dolcissimo e perenne. Vi abitano personaggi improbabili e strampalati, che raccontano un carosello di evocazioni e memorie di un tempo lontano condiviso con Alice, della quale ora resta in scena solo l’eco di una voce nascosta. È dunque la dolcezza del ricordo a regnare in questo nostalgico giardino d’autunno dov’è sempre possibile prendere un thè, dove è lecito essere grandi o piccoli all’occorrenza. Dove, se solo volessimo dare loro un nome e chiamarle a noi, potrebbero schiudersi, davanti ai nostri occhi, infinite lievi meraviglie, celate tra le cose più piccole e insignificanti. Alice è proiettata verso un avvenire di domande e attese. Parla senza capo né coda, è assurda, magnetica. Filosofa singolare, è in grado di trovare l’eterno nell’ordinario, di vedere l’invisibile. Racconta una storia di interrogativi che smarriscono. Trovando risposte mute si veste di sogno per diventare stupore, nostalgia, tenerezza, infinito. In un tempo sospeso, sempre presente, in un labirinto astratto, un “paese delle meraviglie” ridicolo e grottesco, il racconto di Alice diventa un invito a chiudere gli occhi per accettare l’impossibile e lo straordinario. Alice desidera un nuovo punto di vista, un luogo dove tutto possa essere rovesciato.