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Progetti speciali


“Umbras”
I mostri in mostra

Monserrato – Casa Foddis
8-18/01/2004

Esiste in Sardegna una ricca tradizione di Contos che raccontano di personaggi fantastici, spauracchi e folletti legati a siti antichi, luoghi della memoria collettiva.
Non c'è pietra, ne santuario, o paese, che non abbia una propria leggenda. Sono racconti di magia, di fantasmi, di dispettose fate minuscole (Janas) , di donne stregate (Surbiles), abitatrici di pozzi (Maria Mangrofa o Maria Putzu), o che si attaccano alle finestre oppure si introducono nelle stanze dei neonati, per succhiarne il sangue dall'orecchio.
Sono storie di uomini condannati, durante la notte, ad assumere sembianze animalesche (ERKITU)
.E ancora si racconta di donne (le PANAS) condannate a fare penitenza lavando panni di neonato, o pietrificate per l'avarizia (Maria Arrabiosa) , di paesi distrutti, per non avere accolto il Cristo pellegrino.
I racconti sardi di solito non hanno un lieto fine, tuttavia nascondono un ironia antica, come le rughe cotte dal tempo. Non è facile sentire Sos antigos raccontare, troppe cose sono cambiate.
Ma soprattutto sono i nostri paesi ad essersi lentamente trasformati, infatti case, strade, finestre, portoni, tutto si è adeguato, sintetizzato, trasformato...
Tempo fa, fino a tarda notte, era facile trovare persone conversare in strada. Oggi quasi più nessuno mette la sua seggiolina fuori, nel cortile per sentire Sos Antigos raccontare; sono cambiati i tempi vi direbbero gli anziani, se gliene chiedeste il motivo con una scrollata di spalle.
Sono cambiati i tempi: hanno ragione loro.
Eppure il cortile era il luogo ove il sapere della vita veniva trasmesso di generazione in generazione, il luogo perfetto nel quale raccontare storie, condannare o esaltare la balentia, dove gli anziani decidevano cosa era giusto o sbagliato, dove si stabilivano i matrimoni, dove i bambini imparavano a stabilire la grandezza del mondo e capivano 1' importanza della lingua come appartenenza ad un clan, perché a volte poteva capitare che il suono del dialetto cambiasse da cortile a cortile... Ma allora questo sapere antico che fine ha fatto?
PER QUESTO MODO DI VEDERE LA REALTÀ I NOSTRI PROGENITORI FURONO CHIAMATI ADORATORI DI PIETRE; PAGANOS, E SOLO DOPO UNA FORTE CRISTIANIZZAZIONE, DECISA PER OMOLOGARE L'ISOLA AL RESTO DELL'EUROPA, (dal mille in poi), storie e leggende de Sos Antigos lentamente si sono amalgamate con altre sopraggiunte dal mare, creando un impasto dentro il quale chi sa vedere può scorgere gli antichi sapori di una volta...
Contos, Storias e Paristorias, sono stati tramandati oralmente, perdendo molto delle loro originali ispirazioni, ma nascondendo, come fuoco addormentato nella cenere, rituali che solo chi conosce può capire. Pochissime persone ne posseggono le chiavi, come il custode del tempo Ziu Antonio Setzu, omini prenu de sabiori di cui racconta Sergio Atzeni nel suo "Camminavamo sulla terra leggeri':
Quando si arrostisce carne di pecora, in campagna, i pastori stanno bene attenti a conficcare, nel terreno, il coltello che ha ucciso l'animale, per evitare che il gregge fugga appena cade la prima goccia di grasso... Oppure se si commette un omicidio che non viene punito dalla legge, si finisce nelle mani dei quattro demoni; Tzampadaddu, Coixedda, Amutadore e Carrigadore, che trasformeranno l'uomo in Bue Muliake, in un uomo dalla testa e le zampe di bue e il corpo umano,
costringendolo a tirare un carro... queste sono solo alcune tra le numerosissime storie che venivano raccontate, nelle calde sere d'estate, quando, terminato il lavoro, ci si riuniva nei cortili tra le case del vicinato.
Seduti in cerchio Sos antigos, nella loro antica lingua, raccontavano di esseri fantastici, banditi valorosi, efferati assassini, di cose da non fare, ma anche di spauracchi e spiritelli burloni... II loro racconto era inebriante, come il vino della Sardegna, capace di riscaldare i cuori, ma anche di turbarli.
Questi Contos venivano narrati quasi con un sussurro, in un silenzio totale e i bambini ascoltandoli desideravano diventare grandi per poterli narrare a loro volta.

Il progetto:

Come detto nella premessa, in ogni paese si raccontava di personaggi più o meno incredibili, i quali
prendevano vita dalle parole di chi raccontava trasferendosi nell'immaginario di chi ascoltava. L'immaginario personale poi faceva il resto.
Possiamo testimoniare di persone che affermano di avere visto i morti ballare ai piedi del castello di Siliqua, o di avere conosciuto un parente rischiare la morte per la puntura di un'argia
Questi esseri fantastici sono restati in vita fino a quando l'incantesimo che li legava alla terra si è spezzato.
UMBRAS vuole essere proprio questo; la materializzazione di una fantasia lunga 5 mila anni, il tempo de sos antigos e delle loro leggende.
Si tratta di un grandissimo sforzo per mostrare l'immaginario di un popolo che vive ancora nella nostra memoria recondita, strappando dall'oblio miti e leggende per mostrarli dandole fattezze le più vicine alla realtà del ricordo collettivo...
Non è improprio parlare di ricordo collettivo, perché la nostra insularità è la matrice principale sulla quale sovrascriviamo il nostro essere uomini.
Tutti noi abbiamo temuto mommotti, senza mai vederlo, o abbiamo baciato il pane capovolto o
caduto a terra, sono valori inscritti nel nostro DNA, che volenti o nolenti fanno parte della spina
dorsale della memoria sulla quale oramai sono stati sovrascritti altri valori, altre immagini, altri comportamenti...
UMBRAS è il viaggio nella fantasia de Sos Antigos, dei nostri nonni, la materializzazione di quella energia, mediante la realizzazione di un percorso attorno all'immaginario di un tempo.
Si tratta dell'allestimento di un percorso immaginato in una soffitta con all'interno 18 personaggi
(realizzati dal Maestro RAHUL BERNARDELLI), appesi su quinte o seduti su seggioline, o soltanto evocati.
Accanto a queste installazioni, (realizzate da MARCO NATERI) , una ventina di disegni, ingranditi
e plastificati, degli stessi personaggi realizzati da un bambino, con le schede caratteristiche dei personaggi, in italiano ed in inglese,
In diversi punti della "SOFFITTA" alcuni CD originali potranno far ascoltare, a chi ne avesse voglia, alcuni contos sui personaggi.
All'interno del percorso: un angolo dedicato alla narrazione, un altro dedicato alla realizzazione di
disegni ed oggetti, ed un altro per registrare storie di spauracchi di altre terre.

ATTIVITA'svolte all'interno della mostra

Uno spettacolo di CONTOS
incontri di Animazione con i bambini ( e non) per la realizzazione di oggetti e disegni di altri mostri.