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Teatro
di Sardegna "Lisistrata"
di
Aristofane
Adattamento
testo e canzoni di Tatjana Suput
Musiche di Rossella Faa
Coreografia di Petra Blaskovic
Scenografia di Stjepan Mihaljevic
Costumi di Micol Joanka Medda
Regia di Robert Raponja |
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| con:
Lia Careddu, Lisistrata |
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| e
con (in ordine alfabetico): Selma Alispahic Mirrina,
Francesco Atzeni vecchio, Petra Blaskovic
donna spartana, Maria Grazia Bodio vecchia,
Eleonora Giua ragazza ateniese e Atena,
Isella Orchis Lampito, Paolo Meloni commissario,
Daniele Merrone guerriero, Marco Spiga
Cinesia, Maria Grazia Sughi Calonica. |
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| Ennio
Atzeni pianoforte, Sebastiano Dessanay
contrabbasso, Monica Mureddu percussioni. |
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Note
di regia
Sono molti i motivi che affiorano dalla regia di Raponja:
la senilità che invade il territorio giocoso dell’infanzia,
qui a significare la vita umana, che si chiude come in
un cerchio; il sesso, che con sfrontatezza animista sembra
conquistare la scena, gli oggetti, in una assurda e stupefacente
antropomorfizzazione ridotta all’organo genitale
maschile. L’amore, che nel duetto di Mirrina e Cinesia
ricorda i musicals degli anni ’50, la dolcezza irresistibile
di un tempo perduto: infine la guerra, l’ubriachezza. |
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I temi trattati da Aristofane qui sono approfonditi ed
esaltati con una rappresentazione esplicita degli eventi.
Le parole del regista, il croato Robert Raponja, introducono
al meglio lo spirito con cui il testo è stato affrontato:
L’arte non può influire direttamente sull’operato
della politica e della civiltà, ma può offrire
uno sbocco, un rifugio dove vengono difese le qualità
umane, e dalle quali, in questa specie di ‘riserva’,
non si desiste. Perché non immaginare, assieme
ad Aristofane, che qualcosa del genere sia pur possibile,
come in Lisistrata, ossia che un esercito possa essere
fermato dalla seduzione femminile? […] E anche se
non riusciremo a fermarla, questa guerra, non fermiamoci
mai nei tentativi, non smettiamo di fare spettacoli su
coloro che le guerre le conducono, poiché non possiamo
permettere che guerrieri e conduttori bellici abbiano
la completa rivincita su di noi, per sempre e dappertutto.
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Questa Lisistrata è uno spettacolo gioioso, dinamico,
fuori di testa, ridicolo e terapeutico, che offrirà
almeno per poco un rifugio a coloro che sono delusi dal
fatto che nemmeno oggi, come mai durante la Storia, nessuna
coscienza, umanità o pacifismo abbiano potuto fermare
la potenza delle armi e del denaro. |
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