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18 luglio - ore 21:30
Teatro di Sardegna "Lisistrata"
di Aristofane

Adattamento testo e canzoni di Tatjana Suput
Musiche di Rossella Faa
Coreografia di Petra Blaskovic
Scenografia di Stjepan Mihaljevic
Costumi di Micol Joanka Medda
Regia di Robert Raponja
con: Lia Careddu, Lisistrata
e con (in ordine alfabetico): Selma Alispahic Mirrina, Francesco Atzeni vecchio, Petra Blaskovic donna spartana, Maria Grazia Bodio vecchia, Eleonora Giua ragazza ateniese e Atena, Isella Orchis Lampito, Paolo Meloni commissario, Daniele Merrone guerriero, Marco Spiga Cinesia, Maria Grazia Sughi Calonica.
Ennio Atzeni pianoforte, Sebastiano Dessanay contrabbasso, Monica Mureddu percussioni.
Note di regia
Sono molti i motivi che affiorano dalla regia di Raponja: la senilità che invade il territorio giocoso dell’infanzia, qui a significare la vita umana, che si chiude come in un cerchio; il sesso, che con sfrontatezza animista sembra conquistare la scena, gli oggetti, in una assurda e stupefacente antropomorfizzazione ridotta all’organo genitale maschile. L’amore, che nel duetto di Mirrina e Cinesia ricorda i musicals degli anni ’50, la dolcezza irresistibile di un tempo perduto: infine la guerra, l’ubriachezza.
I temi trattati da Aristofane qui sono approfonditi ed esaltati con una rappresentazione esplicita degli eventi. Le parole del regista, il croato Robert Raponja, introducono al meglio lo spirito con cui il testo è stato affrontato: L’arte non può influire direttamente sull’operato della politica e della civiltà, ma può offrire uno sbocco, un rifugio dove vengono difese le qualità umane, e dalle quali, in questa specie di ‘riserva’, non si desiste. Perché non immaginare, assieme ad Aristofane, che qualcosa del genere sia pur possibile, come in Lisistrata, ossia che un esercito possa essere fermato dalla seduzione femminile? […] E anche se non riusciremo a fermarla, questa guerra, non fermiamoci mai nei tentativi, non smettiamo di fare spettacoli su coloro che le guerre le conducono, poiché non possiamo permettere che guerrieri e conduttori bellici abbiano la completa rivincita su di noi, per sempre e dappertutto.
Questa Lisistrata è uno spettacolo gioioso, dinamico, fuori di testa, ridicolo e terapeutico, che offrirà almeno per poco un rifugio a coloro che sono delusi dal fatto che nemmeno oggi, come mai durante la Storia, nessuna coscienza, umanità o pacifismo abbiano potuto fermare la potenza delle armi e del denaro.
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