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CIRCUITO REGIONALE DANZA SARDEGNA Stagione invernale 2012
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Melius abundare quam deficere. È su questa massima latina che l’Associazione Enti Locali per lo Spettacolo basa gran parte del suo operato. L’abbondanza non è mai troppa quando in gioco vi è la qualità, l’eleganza, l’espressività artistica. La formula vincente che rende pregevole ogni stagione del Circuito Regionale della Danza in Sardegna è la composizione di un cartellone variegato, caratterizzato da innumerevoli compagnie che rappresentano quanto di meglio, in un dato momento, vi è nel panorama nazionale e internazionale di questa affascinante, coinvolgente arte. Questo è il momento della ottava edizione del Circuito della Danza e occasione per proporre spettacoli di classe, sfavillanti armonie di musiche, movimenti, suoni, gesti, parole, linguaggi totalizzanti volti a suscitare emozioni, rivolti a un pubblico affezionato ma sempre in ascesa, rivolti a spettatori attenti che sanno cogliere le infinite sfumature dei messaggi, i sottili tormenti che corrono dietro ogni passo e movenza. É la danza, è il teatro, è l’arte. Questo è dunque il tempo di una rivisitazione fortunata e straordinaria del “Cigno Nero” grazie all’indiscusso e comprovato talento di Daniele Cipriani, il quale mette insieme l’inossidabile Caikovskij con Darren Aronowsky, regista e autore di “The Black Swan” anche per mezzo di un cast internazionale (American Ballet Theatre, Nederland Dans Theatre, NY City Ballet, Teatro dell’Opera di Roma) di altissimo livello pronto a far rivivere in ogni recita le medesime fortissime emozioni che solo il “Lago dei Cigni” può dare. Questo spettacolo, per quanto possieda un filo conduttore, non si esaurisce nella rivisitazione - rievocazione, ma si arricchisce e impreziosisce con numerosi e variegati segmenti di danza contemporanea delineandosi come un vero e proprio gala, in un’amalgama perfetta che solo l’estro di Cipriani poteva concepire. Un evento questo innovativo, tutto da scoprire. Ma è anche il momento dell’impegno sociale di Mvula Sungani che con “Italia, la mia Africa”, pone l’accento sul tema spinoso e sempre attuale dell’immigrazione. I toni sono alti, giusti per evidenziare il dramma di chi cerca un nuovo avvenire lontano da terre d’origine, spesso martoriate e violentate dalla follia umana. Esaltante il parallelo tra l’ieri e il contemporaneo, a sottolineare la ciclicità della storia. Non è da trascurare il bellissimo collage proposto da David Parsons e da tutta la Parsons Dance. Remenber Me, Swing Shift, Caught, In The End, sono tutte espressioni della più alta e raffinata tecnica coreografica e della più robusta esperienza e bravura dei danzatori. Evoluzioni che lasciano senza fiato, incalzanti performance che impediranno a qualsivoglia spettatore di distogliere lo sguardo dal palco, costringendolo a raccordare ogni senso con ciò che la scena propone. La grande qualità del cartellone ci consente di essere profetici e senza presunzione di poter esser certi del sicuro gradimento del pubblico. Non occorre essere oracoli, il dono della preveggenza è tutto di Luciano Cannito e della sua Cassandra. Il mito greco è rivisitato in chiave moderna secondo un già ben collaudato metro dell’autore. La trasposizione nella Sicilia contemporanea assegna freschezza e un gusto nuovo ad un balletto che si ispira alla classicità. Condotto dall’affermata Compagnia DCE - DanzItalia, con la partecipazione di Rossella Brescia e Stefano De Martino, la danza conserva la tensione e la carica educativa di origine mitologica per riversarle nelle categorie mentali e sociali di oggi. Se è vero che lo spettacolo si avvita attorno a drammatiche profezie di sventura, chiuso il sipario questa Cassandra lascerà nel pubblico il dolce sapore della grande arte.
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