COMPAGNIA MVULA SUNGANI
SIRTAKI, PORTRAIT III
serata multietnica
interprete principale EMANUELA BIANCHINI
regia e coreografie MVULA SUNGANI
musiche Autori Vari
scene e costumi MM Productions
solisti
Ilaria Palmieri, Ivana Cibin, Alessia Giustolisi,
Maria Izzo, Ilaria Ostili, Elisa Tonelli, Vito Cassano, Enrico Paglialunga, Patrizio Bucci
Il viaggio fantastico è l' espediente usato in questa nuova opera per
raccontare alcune storie che dall'interno di se stessi, portano verso un
isola immaginaria dove tutte le culture si incontrano. Questo percorso
immaginario e multietnico volge alla ricerca della conoscenza di
quelle forze che creano le più importanti e suggestive atmosfere
musicali dando vita alla complessa "macchina" di emozioni umane
intesa sia nella sua accezione individuale che collettiva. "Uomo,
conosci te stesso, e conoscerai l'Universo" dicevano gli antichi; e
fra l'uomo ed i luoghi di origine tutte le storie e le antiche leggende
sembrano stabilire legami ed analogie indissolubili. Una discesa in
se stessi, quindi, dove i luoghi della mente diventano luoghi reali,
fisici, quasi una geografia dell'anima. Questo viaggio, che prende
forza e struttura dalla musica classica unita alle musiche popolari, è
una ricognizione intorno agli aspetti più intimi ma più veri dei singoli
suoni che nascono dalla gente. Così, ad esempio, l'impulso amoroso
è conosciuto e descritto nel suo aspetto di passione dalle canzoni
di origina popolare e così via. Insomma, ogni musica avrà una
sua danza ed ogni danza un suo significato. Lo stile coreografico
conserverà gli aspetti tecnici, di forza e dinamica tipici della danza
black, ricercata e stilizzata da Mvula A. Sungani. Il gran finale sarà
lo spettacolare Sirtaki, che nella versione di Sungani viene stilizzato
con dinamiche e linee nuove e moderne.
| CALA GONONE - DORGALI |
TEATRO COMUNALE |
13 LUGLIO |
| CARBONIA |
Anfiteatro zona archeologica Monte Sirai |
14 LUGLIO |
| CAGLIARI |
Teatro Civico in Castello |
15 LUGLIO |
| SAN GAVINO |
TEATRO COMUNALE |
16 LUGLIO |
| ALGHERO |
Anfiteatro Maria Pia, Teatro Il Ridotto |
17 LUGLIO |
DAL VAPORE TI SCRIVO
testo MARIANGELA SEDDA
coreografie CARLA CALCATERRA
direzione musicale MAURO PALMAS
regia ROMANO USAI
con
Carla Calcaterra, Eduardo Mojano danza
Lia Careddu voce recitante
Elena Ledda, Ana Karina Rossi voce
Mauro Palmas liuto cantabile
Antonio Ippolito bandoneon
Marcello Peghin chitarra
Silvano Lobina basso
Rachele Colombo percussioni
in collaborazione con ELENALEDDA VOX
Un emozionante spettacolo, tra danza parole e musica, che racconta
attraverso i testi della scrittrice sarda Mariangela Sedda una
storia di immigrazione tra la Sardegna e l'Argentina. Una narrazione
appassionante che si sviluppa sulle sonorità seducenti del Sudamerica
insieme ai ritmi e ai colori della Sardegna. Un'amalgama avvolgente
tra le musiche tradizionali degli "indios" e dei "bianchi", dei ritmi
e delle melodie "nere", e le sonorità sarde influenzate da caratteri
arabi, spagnoli, mediterranei. I canti della Sardegna e dell'Argentina
con tre protagoniste straordinarie come Lia Careddu, Elena Ledda
e Ana Karina Rossi, bravissime nel cogliere con loro suggestive
melodie l'essenza delle due differenti e, per certi versi, simili, culture.
A seguire il ritmo delle sfumature variopinte della milonga e
del tango anche due splendidi danzatori tra passi sensuali e carichi
di passione. É la storia di due giovani sorelle, di un piccolo paese
dell'interno della Sardegna, divise nel '14, poco prima dello scoppio
della grande guerra, dall'emigrazione, che si porta via la maggiore
in Argentina. Le due non perdono mai contatti. Noi conosciamo
le loro storie attraverso le lettere che si scambiano e che tengono
insieme due esistenze e due mondi di qua e di là dall'Oceano. La
maggiore va a raggiungere il marito e i fratelli nell'allora già grande
Buenos Aires dove anche molti sardi inseguono, in quegli anni, un
sogno di ricchezza. La vediamo dalla partenza a Genova, nel vapore,
in quell'universo brulicante di speranze che è la terza classe,
dove si incontra un'umanità disperata e povera che per un mese è
costretta insieme nel lungo viaggio oltreoceano. E' un luogo dove
accade di tutto. Il racconto si snoda non solo attraverso le lettere ma
con la musica che dice dove tace il testo o lo accompagna segnando
il passare del tempo. Il viaggio nel vapore, che ritorna sempre,
è anche occasione d'incontro di uomini e donne delle varie regioni
d'Italia, d'Europa e delle loro musiche. Rielaborate, reinventate,
straniate, in una sorta di confronto che diventa dialogo tra gli emigranti,
non solo italiani, che partivano da Genova. Perché ognuno,
partendo, con i suoni della sua lingua si porta dietro la sua musica.
Già nell'ascoltare le musiche degli altri l'emigrante è disposto ad
aprirsi, ad accogliere altri suoni, altre storie, altre culture.
| CAGLIARI |
Teatro Civico in Castello |
29 LUGLIO |
| SAN GAVINO |
TEATRO COMUNALE |
30 LUGLIO |
| ALGHERO |
Anfiteatro Maria Pia, Teatro Il Ridotto |
31 LUGLIO |
| CALA GONONE - DORGALI |
Teatro Comunale |
1 AGOSTO |
Danza Estemporada - l'imperfect dancers
FEMINAS
Maria Carta, l'eco di una voce
danzatori
COMPAGNIA DANZA ESTEMPORADA e COMPAGNIA I'IMPERFECT DANCERS
regia e coreografie LIVIA LEPRI, WALTER MATTEINI
nusica ALESSIO BERTALLOT
scene JOSEPHINE SASSU
video proiezioni Marco Piras
allestimenti Scenoist
disegno luci Titti Sisto
segreteria di produzione Raffaella Fiori, Roberto Manca
ufficio stampa Luca Foddai
produzione Lucia Cau
organizzazione Associazione Danza Estemporada
distribuzione Massimo Dottorini pr la BROandBRO
Sentire nascere il movimento al pensiero di Maria Carta fa pensare a tinte come la passione, la forza, il coraggio, la femminilità, la delicatezza, la bellezza, l'intensità, colori da utilizzare per dipingere quella tela che è lo spazio, nel disegno di un corpo, che è il mezzo
per raccontare la vibrazione emotiva di quella voce che ha creato
l'oltre. Da qui parte un viaggio che non desidera raccontare la vita
dell'artista ma gli stati dell'essere appartenutigli, che si trasformano
in emozione. Il contenitore emotivo è la scena che si trasforma
in stanza, all'interno della quale oggetti e corpi esprimono stati
d'animo che attraversano una vita intera creando la pienezza
dello stato dell'essere: un letto a baldacchino che si trasforma in
lampada, sedie a dondolo che diventano corpi a se stanti, evocativi
di un'infanzia serena e calma, ma talvolta irrequieta e densa di
solitudine, un baule che contiene ricordi, sogni, amori, delusioni,
ma che rappresenta il rifugio sicuro, la pace, l'ilarità, ma anche
disegni di animali e paesaggi che volano all'interno della scatola
scenica e luci che evocano infanzie perse e ritrovate riscoprendo
la leggerezza come senso di elevazione verso quell' "oltre" che ci
rende immortali. Cinque donne interpretano e vivono attraverso la
danza questo spazio incantato e forte al tempo stesso, al fine di far
abitare nel corpo un movimento che dà voce a cinque stati emotivi:
coraggio, inquietudine, passione, forza, armonia e che hanno come
filo conduttore la bellezza, la femminilità, il carattere, il colore, il tutto
cucito attraverso una drammaturgia musicale che ha il compito di
tenere viva la memoria di colei che ancora oggi è esempio e fonte
di ispirazione artistica. Molti gli artisti impiegati in questo progetto
perché Maria Carta echeggia nella loro mente e nei loro cuori,
avendo lasciato un segno indelebile nelle loro esistenze, solo per
averla "respirata".
| CALA GONONE - DORGALI |
Teatro Comunale |
6 AGOSTO |
| CARBONIA |
Anfiteatro zona archeologica Monte Sirai |
8 AGOSTO |
| ALGHERO |
Anfiteatro Maria Pia, Teatro Il Ridotto |
9 AGOSTO |
COMPAGNIA DANZALABOR
Partitura per minestrone
interprete principale CHIARA GUGLIELMI
coreografia e regia: Simonetta Pusceddu
musiche Autori vari
Disegno luci: Gianni Melis
Collaborazione tecnica: Enrico Sau
danzatori: Evelina Ambu, Aldo Canessa, Nicole Cefis, Paola De Felice, Ilaria Gallus, Gerardo Gouveia, Lucrezia Maimone, Elisa Melis, Annalisa Rocca, Viola Tarozzi
"Il leggendario minestrone è il protagonista dalla tavola antica di diverse regioni; cibo rituale che riunisce in un'unica preparazione generi alimentari diversi, in alcune regioni veniva chiamato « le virtù» (che sono sette come la quantità dei vari ingredienti). Secondo la ricetta canonica dovrebbero essere presenti sette legumi secchi rimasti dalla provvista invernale, sette verdure nuove, offerte dalla stagione primaverile, sette legumi freschi, sette condimenti, sette qualità di carne, sette di pasta con l'aggiunta di alcuni chicchi di riso. Il tutto doveva cuocere sette ore, alla fine delle quali il minestrone era finalmente pronto! Le « virtù» a cui va riferito il nome sono quelle che si richiedono tradizionalmente alla donna di casa; piatto del Calendimaggio, il minestrone si ricollega a riti propiziatori e pagani che riportano indietro di molti secoli; oggi si ritrova meno ridondante, ma sempre ricco e odoroso".
Queste fonti del moderno turismo gastronomico che va alla ricerca dei luoghi che custodirebbero l'incontaminata e pura tradizione del passato, testimoniano la nostra volontà di sfuggire e redimerci dalla "vuota cultura di massa" e di ritornare, da "turisti di ristoranti" e di "agriturismi", al mitico mondo perduto del passato.
E queste stesse fonti costituiscono, in qualche modo, la storia della nostra tragedia, l'ispirazione del "Concerto per assoli".
La metafora del minestrone, di per sé fondato dal mischiare gli ingredienti, ci serve a svelare la bugia della ricetta originale ed il teatro (inteso come spazio puro), offre l'opportunità di contaminare liberamente e gioiosamente il sacro e il profano, di rivelare quanto si intreccino e si mescolino come in un minestrone, la tradizione e la modernità. Tradizione e modernità che si svelano e rivelano nell'agire quotidiano.
| SINNAI |
TEATRO CIVICO (INGRESSO: 10€ INTERO – 8€ RIDOTTO) |
21 LUGLIO |
| ORANI (NU) |
PARCO MUSEO NIVOLA (ingresso libero) |
22 LUGLIO |
| OSSI (SS) |
ANFITEATRO LOCALITA’ MULINEDDU (ingresso libero) |
24 LUGLIO |
|