| Villasimius è conosciuta
nel mondo per le magnifiche coste assai frequentate dalla
primavera all’autunno. L’origine dell’insediamento
attuale è relativamente recente, mentre il territorio
circostante mostra ancora le testimonianze di insediamenti
esistenti sin dalla preistoria. Certamente questa insenatura,
localizzata all’estremità orientale del golfo
degli Angeli, doveva rappresentare, in presenza di condizioni
climatiche estreme, un ottimo riparo per i naviganti.
Quel tratto di costa è stato abitato
in ogni epoca, seppure inspiegabilmente culture diverse
abbiano scelto località sempre diverse anche se vicine
tra loro. La località conosciuta da sempre con il
nome di Carbonara, nome oggi rimasto al capo che delimita
l’insenatura, racconta di un’antica vocazione
del territorio, sempre molto ricco di boschi, per la produzione
del carbone, molto apprezzato sino ad epoca moderna e probabilmente
distribuito, con molta difficoltà, anche nel circondario.
L’abitato localizzato dove oggi lo
conosciamo, è il frutto della recente ripopolazione
dovuta a coloni giunti dai paesi di Maracalagonis, Settimo
S. Pietro e Sinnai a partire dagli inizi del 1600, ma solamente
dal 1800 alcune famiglie di agricoltori e pastori costituirono
il nucleo originario del paese nella sua attuale collocazione.
Nel 1862, gli abitanti decisero ed ottennero con regio decreto,
di cambiare il nome del paese da Carbonara in Villasimius,
attingendo il nuovo nome da chissà quale origine.
La storia recente della cittadina è
strettamente legata allo sviluppo turistico di quel territorio,
ricco di bellissime spiagge sabbiose, accompagnate da un
entroterra rigoglioso e dai tratti molto pittoreschi.
Gli ambienti sono vari: tra le belle spiagge sabbiose del
Golfo di Carbonara e di Simius si estende una piccola ma
incantevole penisola. Percorrendo la strada che porta a
Capo Carbonara si può ammirare la bellezza dei due
mari di Simius, il Golfo di Cagliari, i tratti rocciosi
del granito levigato dall’acqua, i piccoli isolotti
tra i quali spiccano la magnifica isola dei Cavoli e di
Serpentara, oggi zona protetta per la sua natura incontaminata.
Il paesaggio è costellato da complessi
turistici residenziali ed alberghieri. Un interessante rimboschimento
è stato effettuato nella parte Sud del centro abitato.
La zona è ricca di granito di ottima qualità
industriale e sino a qualche anno fa erano attive alcune
cave, tra le quali famosa era quella chiamata dei Forni,
oggi abbandonata, la quale era situata ai bordi del mare.
Nel territorio di Villasimius numerosi
sono i ritrovamenti di interesse archeologico: una interessante
domus de janas, risalente al Neolitico, è stata scoperta
in località spiaggia del riso. La civiltà
nuragica è attestata dalla presenza di numerosi nuraghi,
sia del tipo monotorre che complessi. Tra questi spicca
il nuraghe Cixilianu, edificato con blocchi granitici e
lastre calcaree di piccole e medie dimensioni. La pianta
del monumento è irregolare con due lati perpendicolari
e un lato convesso il cui piano si integra perfettamente
con il paesaggio roccioso che lo circonda.
In località Giardone, non distante
da un complesso nuragico del tipo complesso, si trova una
tomba dei giganti, purtroppo devastata dai clandestini,
ma la cui struttura è interessante per la disposizione
dei massi che la compongono. La civiltà fenicio-punica
è ben rappresentata in località Cuccureddus,
in cui si notano tracce di edifici di una certa consistenza
e di scalinate che portavano alla sommità del sito.
Del periodo romano è la necropoli in località
Is Trajas. In questo sito sono state ritrovate cinque sepolture
accompagnate dal corredo funerario.
Le tombe, a fossa, presentano una pianta
rettangolare con le pareti foderate di lastre di calcare
sovrapposte e rinforzate dall’esterno con pietre di
grosse dimensioni. La copertura era costituita da lastroni
di calcare affiancati e ricoperti da un tumulo di pietre
e terra. Sempre del periodo romano è venuto alla
luce in località Santa Maria un complesso termale
di modeste dimensioni. L’edificio è costituito
da tre ambienti: una soglia immette nel vano di ingresso
di pianta rettangolare che comunica con il calidarium composto
da due vani.
Nello scenario di un grazioso porticciolo
si eleva la cosiddetta Fortezza vecchia, opera militare
di difesa costiera con pianta a forma di stella della fine
del XVII secolo. Nel 1982 ha preso avvio il Centro internazionale
sperimentazione arti visive che ha visto la partecipazione
di numerosi artisti provenienti da tutta l’Europa,
i quali hanno prodotto opere fisse e mobili, collocate all’interno
della palazzina comunale ed altre dislocate all’aperto,
nell’ambito del territorio comunale.
Tra le opere si possono citare due decorazioni
murali della Sala Consiliare, opere di Sirello e Veronesi.
A metà Luglio si tiene la sagra della Madonna del
Naufragio, con una cerimonia religiosa nei pressi del porto,
con deposizione di fiori sui fondali marini e processione
di barche a mare, sino al punto in cui giace la statua della
Madonna del Naufragio, opera di Pinuccio Sciola. In questa
circostanza vengono allestite diverse manifestazioni: mostra
del dolce, fiera dell’artigianato, gare gastronomiche,
spettacoli di ballo, gare di windsurf e altre ancora.
Essendo Villasimius una località
di rilevante importanza turistica, la cucina locale si è
dovuta adeguare alle esigenze dei villeggianti, ma ha conservato
la tradizione dei formaggi, delle carni, dei dolci di mandorle
e del buon vino della zona. Il comune promotore di detto
investimento ha una superficie di 54 Kmq., è abitato
da una popolazione di circa 3.000 persone.
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