Nel cuore del Sulcis l’occupazione
dell’uomo persiste da epoca preistorica. Di questa
antica antropizzazione rimangono i resti di un antico villaggio
di cacciatori, agricoltori e raccoglitori del periodo della
cultura di Ozieri risalente al III° millennio a. C.
che si stabilirono sulla collina di “S. Arriorgiu”.
A questi stessi si possono ricondurre anche numerosi menhirs
dislocati nelle vicinanze del paese. Il più imponente
di questi si trova nella frazione di Terratzu ed è
denominato dagli abitanti del posto “Luxia Rabiosa”.
Infatti, su questo gigante di pietra alto oltre cinque metri,
si racconta una mitica storia tramandata negli anni. Nella
collina di Montessu, a circa due chilometri a nord del paese
ritroviamo la necropoli a Domus di Janas, nella quale seppellivano
i morti. Un altro documento importante per la storia del
paese, ed oggi irrimediabilmente perduto, è rappresentato
da “il testamento di Bartolomeo Argiolu”, risalente
al XIX° secolo e contenente le volontà testamentarie
del signore feudale e le donazioni verso i domestici e la
chiesa della Madonna delle Grazie (Is Grazias). La storia
del villaggio, costituitosi in comune solamente nel 1979
è comune a tutto il territorio circostante. Soggetto
a conquiste e scambi ereditari per il valore dei prodotti
agricoli e del sottosuolo che produceva, ha attraversato
oltre due millenni passando di popolo in popolo, sino ai
tempi moderni nei quali pur conservando la sua vocazione
agricola, tenta di valorizzare quanto presente sul proprio
territorio, nella speranza che tradizioni e storia rappresentino
una occasione di sviluppo per la nuove generazioni.
Abitanti: 1.128 (dati
2003)
Superficie: 36,30 Km²
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