Il toponimo di chiara origine
spagnola, infatti significa “valle ridente”,
racconta che l’abitato di Vallermosa ha origine in
tale epoca. Situato in una fertile pianura, circondato da
grandi colline ricche di vegetazione e attraversata da numerosi
corsi d’acqua, fu meta di diversi nuclei familiari
provenienti dal nuorese (Aritzo, Desulo) che durante l’inverno,
da loro molto rigido, praticavano la transumanza. I nuovi
venuti s’integrarono talmente con la popolazione vallermosese,
che la maggior parte di loro vi si trattenne per tutto l’anno,
senza però abbandonare le proprie usanze, i loro
costumi e le tradizioni. Fondata nel 1645 da Biagio Alagon,
solamente nel 1848 si scorge il primo insediamento abitativo,
che faceva capo alla casa padronale affacciata sulla piazza
Giovanni XXIII°. Intorno a questa furono costruite le
altre abitazioni, lungo le strade principali che conducevano
agli altri paesi circostanti. Nonostante la data di nascita
dell’abitato sia relativamente recente, il territorio
circostante conserva testimonianze dei lontani abitatori
di questa regione e risalgono ad epoca preistorica e nuragica.
A quattro chilometri circa da "Gutturu Mannu"
si raggiunge la zona archeologica di “Matzanni”.
Situata nel luogo dominate del territorio di Vallermosa,
a oltre 700 metri d’altezza, questa località
è la più importante dal punto di vista archeologico
per la presenza di tre templi sacri a pozzo d’età
nuragica circondati da un villaggio di 12 capanne. Verso
nord in località “Jenna de Cantois” (porta
dei confini), si trovano i resti di un tempio risalente
al periodo Fenicio-Punico. A quattro chilometri dal centro
abitato, percorrendo la strada provinciale per Decimoputzu,
troviamo il nuraghe "Su Casteddu de Fanaris".
In questa zona, diverso tempo fa fu ritrovata una piccola
statua raffigurante la “Dea Madre” ora conservata
nel Museo Nazionale di Cagliari. Cippi funerari in località
Pau e non distante dal centro abitato, in località
S. Maria, i ruderi delle terme romane, testimoniano anche
questa presenza nel corso dei millenni. Il periodo medioevale
è presente nelle numerose chiese, alcune distrutte,
altre recuperate nel corsa dei secoli, che narrano di una
profonda fede radicata nei suoi abitanti. L'economia di
Vallermosa, sia per tradizione, che per posizione geografica
e per le caratteristiche del territorio, è prevalentemente
costituita dalla pastorizia e dall'allevamento del bestiame.
C'è quindi una grossa produzione di latte di pecora,
di capra e di formaggi ovicaprini, mentre la produzione
agricola è rivolta soprattutto alla coltura della
vite, dell'ulivo e della quercia da sughero. Le altre attività
assumono importanza marginale, ma risultano importantissime
perché rendono il paese autonomo da ogni punto di
vista. Salvaguardia ambientale e la riscoperta di costumi
e tradizioni hanno favorito lo sviluppo del settore agrituristico,
che potrebbe rappresentare una voce importante nell’economia
del Paese.
Abitanti: 2.068 (dati
2003)
Superficie: 61,81 Km²
|