Anche il territorio circostante
il paese di Tratalias fu abitato già in epoca nuragica.
La presenza del nuraghe Meurra, ottimamente conservato,
è testimone di questa remota presenza. Il primo nucleo
abitativo risale comunque a tempi ben più recenti,
infatti fa parte di quei centri, sorti in Sardegna dopo
il Mille, quando monaci e mercanti, sbarcati in gran numero,
favorirono il sorgere di nuovi villaggi legati a particolari
attività. Il suo primo monumento risulta essere la
Chiesa di S. Maria, databile 1213, intorno alla quale sorse
l’intero abitato. Il paese di Tratalias era sede della
diocesi sulcitana: li infatti si era trasferito il Vescovo
di Sulcis (Sant’Antioco) intorno alla meta del 1200.
Nel 1323 con lo sbarco degli Aragonesi nel Golfo di Palmas,
da parte dell’infante don Alfonso, anche l’abitato
di Tratalias fu occupato. Di questa presenza restano scarse
tracce riscontrabili in alcuni portali delle case intorno
alla chiesa, di chiaro stile aragonese e soprattutto la
dedica, risalente a quel periodo, della chiesa di S. Maria
al culto della Madonna di Monserrato. In epoca molto più
recente il paese di Tratalias ha assunto notevole importanza
per la costruzione sul suo territorio, agli inizi degli
anno cinquanta, della diga sul rio Mannu; l’invaso
artificiale di Monte Pranu. Nonostante la costruzione della
diga abbia causato, con l’infiltrazione delle sue
acque, l’abbandono del vecchio nucleo abitato e lo
spostamento dell’intero paese in una zona non interessata
dalle stesse infiltrazioni, tuttavia il lago formato dallo
sbarramento, ed il recente progetto per il recupero e la
valorizzazione e scopi turistici del vecchio centro storico,
all’interno del quale sono stati recuperati i monumenti
più significativi, hanno creato nuove opportunità
di occupazione nel comparto turistico, naturale alternativa
al sacrificio territoriale affrontato per aver ospitato
il bacino idrico, con la riscoperta dei centri minori, della
loro storia e delle loro tradizioni.
Abitanti: 1.123 (dati
2003)
Superficie: 30,96 Km²
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