Benché questo territorio
sia da ritenersi abitato si da epoca remota, come testimonierebbero
i monumenti del tardo neolitico sardo, ricordati dal sistema
di corti chiuse in mura di pietra a secco e da una vasta
necropoli, tuttavia l’origine del villaggio come quella
del suo toponimo hanno diviso i vari studiosi che hanno
tentato di trovare una soluzione. Sul nome si sono fatte
molteplici ipotesi, e trascurando quelle probabilmente radicate
nei miti del villaggio, quella che riunisce l’opinione
prevalente è riconducibile al Canonico Spano, il
quale nel 1873 ha attribuito l’origine del nome Sinnai
alla radice Scin con la quale si designavano i terreni scoscesi,
coperti di boschi, corsi d’acqua e disseminati di
dirupi. 1088 è datato il primo e più antico
documento nel quale è riportato il nome di Sinnai.
In questo documento, la Carta Sarda dell’Abbazia di
San Vittore di Marsiglia, redatto in caratteri greci, già
oltre un millennio fa il nome del paese si pronunciava come
l’attuale, S’innah, con due enne e l’accento
sulla prima i. L’origine del primitivo agglomerato,
probabilmente sorto in corrispondenza dell’attuale
quartiere di Funtana Olia, trova riscontri storici solamente
in epoca medievale e deriverebbe dall’unione dell’antico
villaggio con quello confinante di Segossini, rimasto ancora
oggi ad identificare un importante rione del paese. La ragione
per la quale Sinnai sia sopravvissuta alla scomparsa di
tanti altri abitati vicini, la si deve non tanto all’importanza
del centro, quanto al rango dei personaggi che nel tempo
l’hanno frequentata. La presenza in prossimità
dei centri costieri di stagni e paludi, ha favorito il diffondersi
di quelle malattie caratteristiche, che nei tempi andati
rappresentavano un costante e reale rischio per la salute
dei suoi abitanti. Questa situazione, soprattutto nelle
stagioni calde, spingeva almeno coloro che se lo potevano
permettere, a spostarsi in luoghi più salubri. Sinnai,
in posizione favorevole ai piedi dei Sette Fratelli, rappresentava
una valida alternativa, in quanto relativamente vicina a
Cagliari e comunque facilmente raggiungibile. Quindi per
lunga parte dell’anno, le famiglie più abbienti
ed in vista di Cagliari vi trovavano residenza. Mentre le
continue guerre e le conseguenti carestie e pestilenze,
contribuirono a spopolare quei piccoli centri agricoli,
numerosi intorno a Cagliari. Alcuni scomparvero completamente
e di loro si perse traccia, altri si spostarono altrove
e spesso li ritroviamo, uniti ad altri, a formare nuove
realtà abitative. Durante gran parte del periodo
giudicale e pisano, Sinnai fece parte del Giudicato di Arborea,
nella Curatoria del Campidano. Successivamente alla caduta
del Giudicato, fu assegnata in feudo a Berengario Carroz.
L’abitato di Segosini, vicinissimo a Sinnai fu invece
affidato a Pietro di San Clemente. Questo difficile rapporto
di vicinanza tra i Carroz ed i San Clemente fu risolto con
la cessione e la successiva unione dei due centri sotto
i Carroz, con il nome di Sinnai. Dai Carroz passò
ad un ramo della famiglia Centelles, con il Conte don Gilbert
Centelles y Carros, intorno al 1600. Nel 1603 la contea
di Quirra, fu trasformata in marchesato sotto i Centelles
prima e i Cervellon, poi, e così rimase anche sotto
i loro eredi sino alla soppressione del feudalesimo. Durante
la dominazione spagnola e la successiva piemontese, la vita
a Sinnai trascorse tra incursioni moresche, carestie, pestilenze,
flagelli della natura, gravami feudali e guerre per scongiurare
vari tentativi d’invasione. La storia successiva del
paese si confonde con quella dell’intera Sardegna
e quindi dell’Italia. Passerà attraverso le
due guerre mondiali per approdare, nella seconda parte del
ventesimo secolo, al boom economico. Oggi Sinnai è
un grosso centro della cintura cagliaritana. In esso agricoltura,
allevamento, artigianato, commercio e terziario, concorrono
a formare il tessuto economico di quella comunità.
Una mutata attenzione per l’ambiente e la volontà
di creare nuove occasioni di occupazione nei settori emergenti,
dei quali il turismo occupa un posto rilevante, hanno permesso
negli ultimi anni di destinare a questo scopo risorse sia
economiche che umane e i risultati non tarderanno a concretizzarsi.
Abitanti: 14.594 (dati
2003)
Superficie: 223,38 Km²
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