Abitato sin dalla preistoria,
questo territorio conserva testimonianze del susseguirsi
delle civiltà che su di esso si alternarono nel corso
dei millenni. Menhir, alcuni nuraghi, resti di abitati punici
e romani hanno posto le prime pietre miliari della civiltà.
L’edilizia sacra ha poi scandito il trascorrere del
tempo e il ricambio delle altre Genti sul territorio. Il
Centro abitato è situato alla sinistra del fiume
Mannu, nella parte del campidano più pianeggiante
e tradizionalmente coltivata a grano o destinata al pascolo
del bestiame domito. Lentamente l’agricoltura ha assunto
quel carattere intensivo che ancor oggi la contraddistingue,
destinando sempre maggior spazio alle colture orticole e
agrumicole (carciofai ed agrumeti) dopo l’abbandono
quasi totale della produzione vitivinicola. Questo paese
è sorto dall’unificazione di diversi agglomerati
abitai sparsi su tutto il territorio ed edificati lungo
le strade Bia de Casteddu (attuale via Roma) che conduceva
a sud verso Cagliari e l’altra, Bia de Serra (attuale
via Serra). Il toponimo, probabilmente deriva dalle alture,
presenti numerose, lungo tutto il suo territorio (Serra:
altura - Manna: grande). Inserito nel Giudicato di Cagliari
durante il Medioevo, nel 1257 fu annesso al Regno di Arborea,
sotto il quale rimase sino al 1297, quando per disposizione
testamentaria fu ceduta al Comune di Pisa. Sequestrata dai
Catalano – Aragonesi durante la prima conquista dell’Isola,
nel 1324, insieme a Villacidro, sono state concesse dall’Infante
Alfonso, figlio di Giacomo II°, comandante della spedizione
militare, ai Cespujades, la casata resasi protagonista durante
lo sbarco. Questa casata si estinse intorno al 1392 e successivamente
Pietro IV° il Ceromonioso l’assegnò in
feudo a Giovanni Civiller. Da questa famiglia più
tardo passo a quella dei De Besora, portata in dote da Aldonsa
Civiller al marito Giacomo Besora e nel 1404 la stessa Aldonsa
riconobbe al paese grandi privilegi. Successivamente il
possesso del paese, originò una lunga vertenza tra
le famiglie De Gerp e gli Alagon. Con una breve tregue nel
1506, questa disputa si concluse nel 1526, quando con l'intervento
dello stesso imperatore Varlo V°, che assegnà
ai De Gerp Serramanna e Villacidro, mentre agli Alagon furono
assegnati Villasor e la parte meridionale del feudo. Quando
alla fine del 1500, in assenza di eredi, si estinse la casata
dei De Gerp, il Fisco vendette il feudo a Giovanni Gerolamo
Brondo. Nel 1613 un suo nipote, Antonio, poté fregiarsi
del titolo di Conte di Serramanna. Proprio in questo periodo
nel territorio dell’attuale comune di Serramanna sorsero
numerosissimi agglomerati. Tutti questi risultavano completamente
spopolati già alla fine dello stesso 1500. Intorno
al 1730 il feudo passo ai Bou Crespi, famiglia feudale valenzana,
sino a quando, intorno al 1838 fu riscattata definitivamente
e poté dare origine alla comunità di Serramana.
La storia attuale parla di un’agricoltura intensiva
volta soprattutto alla produzione di carciofi e pomodori.
Questa vocazione ha consentito di sviluppare un comparto
industriale conserviero che ha creato per tanto tempo un
discreto indotto. Oggi che anche l’industria nel campidano
mostra segni di stanchezza, una rinnovata riscoperta di
ambiente, costumi e usi, ha permesso di affiancare agricoltura,
allevamento e commercio, per completare il tessuto economico
del campidano centro meridionale.
Abitanti: 9.463 (dati
2003)
Superficie: 83,89 Km²
|