| Diverse sono le ipotesi
sull’origine del toponimo. L’antico nome “Sergiana”
si fa risalire forse in onore di un possidente romano chiamato
Sergio. Sotto i Bizantini era chiamata “Cherdani”
o “Xerdani”.
Altri danno al nome un’origine fenicia
attribuita dalla presenza di argille rosse (“Sared”)
esistenti nella zona. Gli scavi nelle vicinanze della Chiesa
campestre di Santa Maria di Sibiola, nei quali furono rinvenuti
strumenti in pietra ed altri oggetti, attestano che la zona
era abitata già in epoca preistorica.
Anche resti della Cultura di Monte Claro,
in questa località ed ai piedi della collina denominata
“Sa Frisa”, i nuraghi “Sa Domu de S’Orcu”
in località Nuraxi e “Sa Frisa” nella
località omonima, la tomba di età punica con
corredo funebre consistente in vasi in ceramica e da un
orecchino d’argento a cerchio e soprattutto la stele
in arenaria raffigurante il simbolo della dea Tanit, in
località Campu Braxiu, unitamente agli elementi riconducibili
all’età romana in località Mitza des
Urnus ed a Balardi, dove fu rinvenuto un frammento di lucerna
romana in ceramica, testimoniano la costante presenzaumana
sin da tempi antichissimi.
Le scoperte archeologiche nei pressi di
“Mitza Pudexia” portano a pensare che le proprietà
oligominerali della sorgente, fossero utilizzate in epoca
romana in una struttura termale. Nel periodo medievale appartenne
al Giudicato di Cagliari, nella Curatoria di Dolia o Parte
Olla. Dopo il 1257 venne annesso al Regno di Arborea , sino
al 1297 quando fu ceduto al Comune di Pisa. Nel 1324 passo
sotto gli Aragonesi.
In tale periodo sono presenti sul territorio
di Serdiana numerose ville, tutte abbandonate prestissimo.
Ricordiamo Balardi, già abbandanata nel 1455, Bacu
Modulu e Turri de Casu. Il 27 Settembre 1420 Pietro Ridolfi,
Direttore dell’Ufficio della Reale Procurazione di
Sardegna, la cedette al chirurgo Antonio Ballaix, residente
nel Castello di Cagliari.
Poi passò ai Marchesi di San Saverio,
sotto il dominio spagnolo, quindi venne riscattata nel 1839
dagli ultimi feudatari, i Brunengo. Sino alla metà
del 1800 rimase sotto il controllo del Marchese Roberti,
il quale si stabilì in un maniero, poi trasformato
in casa rurale. E’ divenuto Paese autonomo nel 1840.
Nel 1842, per volere di Re Carlo Alberto, Serdiana fu inserito
tra i sessantadue Comuni della Provincia di Cagliari, nel
Mandamento di San Pantaleo.
Oggi Serdiana è un paese ad economia
prevalentemente agro pastorale. Rinomati sono i vini prodotti
dalle sue uve. A questo scopo è vivace l’attività
vitivinicola privata con la presenza di molte cantine private
ed associate. La produzione di olio, una certa industri
estrattiva di inerti unita alla presenza sul territorio
di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti, completano
il quadro socio economico del Comune.
Con il recupero di alcune strutture pubbliche
e la valorizzazione delle risorse ambientali, si stà
tentando di creare nuove occasioni di sviluppo dal terziario
e dal turismo.
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