| Anche Selargius appartiene
a quei centri urbani che rappresentano una sorte di continuità
territoriale della Città di Cagliari. Infatti Cagliari,
Monserrato, Quartucciu, Quartu Sant’Elena e Selargius
concorrono a chiudere quel semicerchio densamente abitato
che comprende al suo interno la zona umida della stagno
di Molentargius e il comparto delle saline ed ha per quarto
quadrante la lunga propaggine sabbiosa della spiaggia del
Poetto.
La stessa dislocazione di questi cinque
abitati, racconta l’evoluzione storica di questa parte
dell’Isola, tutta raccolta intorno a Cagliari ma uniformemente
distribuita lungo la fascia fertile rappresentata dai terreni
ai margini degli acquitrini e paludi. Sull’origine
del nome esistono tesi varie e contrapposte.
Alcuni vorrebbero farlo risalire ad epoca
fenicia, mentre altri lo attribuiscono al vocabolo latino
Cerarius, poiché il luogo era particolarmente fertile
e vi abbondavano i cereali. La tesi che vuole il toponimo
derivato del greco Kellarious, incontra parecchi fautori,
poiché oltre la proverbiale fertilità dei
suoi campi, era rinomato anche per la conservazione degli
alimenti (Cellarium e Salarium). Ceraxius e tutt’ora
il nome in lingua del centro.
Al di là delle lontane origini,
le prime notizie storiche si hanno intorno al Medioevo,
in cui lo si ricorda inserito nel Giudicato di Cagliari,
poi sotto il controllo di Pisa e nel 1324 sotto gli Aragonesi.
Quindi fu affidato a numerosi feudatari sino al 1839. Che
il territorio fosse abitato sin da tempi remotissimi, lo
testimoniano le recenti scoperte archeologiche, che hanno
permesso il ritrovamento di ipogei abitati da pastori, agricoltori
e pescatori, di reperti di provenienza romana e dall’affioramento,
durante i temporali, dei lastroni di granito con i quali
era stata costruita, sempre in epoca romana, la via che
collegava questa contrada con Cagliari.
La principale vocazione della Città
era senza dubbio quella agricola, come d'altronde per la
maggior parte dei centri abitati del basso Campidano. Naturalmente
ogni centro primeggiava in qualche specifica attività
e quella preminente per Selargius, pare fosse una particolare
perizia nel confezionamento e nella conservazione delle
derrate alimentari, a questa qualità probabilmente
deve anche l’attribuzione del toponimo in epoche diverse.
Ancora oggi possiamo ammirare parecchie
costruzioni caratteristiche della tradizione contadina del
Campidano (case campidanesi), costruite con ladiri, il tipico
mattone di fango e paglia e sviluppate attorno a sa lolla,
il porticato che cingeva il cortile, all’interno del
quale trovavano attuazione tutte quelle attività
che avevano relazione con l’agricoltura e al quale
si accedeva attraverso un portale in legno, generalmente
ad arco semicircolare con battenti spesso in legno decorato,
recanti le iniziali degli antichi proprietari.
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