| Le prime testimonianze
dell’antropizzazione di questo territorio, risalgono
al periodo nuragico, del quale ci sono pervenute solamente
le rovine di alcuni nuraghi. Durante il Medioevo l’abitato,
situato tra il corso del Flumini Mannu e il Rio Pardu, appartenne
al regno di Cagliari, inserito nella Curatoria della Trexenta.
Alla caduta del Giudicato, fu annesso al regno d’Arborea,
nel quale rimase quarant’anni.
Fu quindi ceduto al Comune di Pisa e nel
1324 passò agli Aragonesi. Nel 1326 fu ceduto in
feudo ai Pisani che lo restituirono agli Aragonesi dopo
il 1363. Inserito nella Baronia di Furtei, feudo di Michele
Sanjust, nel 1414, del periodo restano le rovine del castello
“Rocca su Casteddu”, edificato in cima ad un
colle, in prossimità dell’abitato, presumibilmente
risalenti all’alto Medioevo, che sino al secolo scorso,
i ruderi di una costruzione che univa il castello alla grotta
detta dell’allume, all’interno della quale furono
rinvenuti vari oggetti e monete d’argento e di rame
risalenti forse all’epoca di Costatino.
Durante il Medioevo la villa di Craccaxia,
risultava spopolata già nel 1519. Durante il 400,
Segariu, come tanti altri piccoli villaggi, andò
lentamente spopolandosi, sino a risultare totalmente disabitato
nella seconda metà del 500. Andò ripopolandosi
durante il 600 ad opera di un certo Pietro Pinna, capraro
di Senorbì (Padre V. Angius) e di questo periodo
rimangono due toponimi che vorrebbero identificare il nuovo
nucleo abitato, La mandra e Sa Mitza de Perdu Pinna, quest’ultima
identificabile nella sorgente conosciuta come Bixinau de
funtana de Susu.
Nel 1678 risulta inserito nella baronia
di Furtei, feudo dei Sanjust, dai quali fu riscattata in
epoca Sabauda. L’importanza di Segariu è legata
alla produzione di materiali per l’edilizia. Lo sfruttamento
di argilla ed impasti risale a tempi preistorici e non solo
a Segariu. Tra questi centri, tutti depositari della stessa
cultura tecnica, Segariu ha maturato grande tradizione nella
produzione del cotto applicato alla costruzione delle tegole,
arte che si è protratta quasi sino ai nostri giorni.
Attualmente l’attività estrattiva
collegata all’industria per la produzione di materiali
per l’edilizia insieme ad agricoltura, artigianato
e commercio, rappresentano il motore dell’economia
locale.
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