Il territorio del Comune di
Sardara, posto al centro del Campidano è stato abitato
sin dal Neolitico. La fertilità del suolo, l’abbondanza
di acque anche termali e l’equidistanza tra Cagliari
ed Oristano, hanno notevolmente favorito lo sviluppo di
questo centro. Intorno all’XI° secolo a.C., in
epoca nuragica, sorse un grande villaggio, con al centro
un tempio in onore del culto delle acque, che venne fortificato
con la costruzione di circa trenta nuraghi a difesa del
territorio. Probabilmente intorno all’antico tempio
sorse il primo nucleo dell’attuale centro storico.
A partire dal VI° secolo a.C. il territorio fu occupato
dai Punici prima e quindi dai Romani (II° secolo circa),
che fondarono il centro di Acque Napolitane, il più
grandi impianto termale della Sardegna. La posizione geografica,
al confine tra il Giudicato di Cagliari e quello d’Arborea,
ne fece, in epoca medievale, un importante snodo stradale
sotto il controllo della fortezza di Monreale. Appartenne
al Giudicato di Arborea e nel 1388, capoluogo della curatoria
di Bonorcili, era ricordato come uno dei pochi centri che
superava il migliaio di abitanti. Dopo la caduta del Giudicato
d’arborea, nel 1420 sotto il Regno di Sardegna, passò
sotto la dominazione Aragonese che impose il feudalesimo.
Dopo lo smembramento del castello tutto il territorio conobbe
un periodo di estrema decadenza e molti villaggi furono
abbandonati. Nel 1834, con la caduta del feudalesimo ed
il riscatto dei territori assoggettati al Marchesato di
Quirra, lentamente si verificò un graduale risveglio
di ogni attività produttiva. Agricoltura ed artigianato
trovarono nuovo vigore e con l’arrivo della ferrovia
e della strada reale, il commercio e l’industria locale
trovarono nuovo sviluppo tanto da incrementare la popolazione
sino a 2.600 abitanti, mentre nel censimento del 1688 ne
contava solamente 1.297. Attualmente Sardara, con una popolazione
di circa 4.500 abitanti, rappresenta un grosso centro del
medio Campidano. Nella sua economia agricoltura, industria,
artigianato e terziario, hanno trovato quel giusto equilibrio,
che ha permesso a questa comunità di progredire e
conservare nel tempo identità e tradizioni, che oggi
con la nuova attenzione per il passato e le proprie origini,
si sta tentando di valorizzare a scopo turistico, per creare
nuove occasioni di occupazione all’interno di un’economia
complessa quale quella di questo centro.
Abitanti: 4.358 (dati
2003)
Superficie: 56,11 Km²
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