Si ritiene che l’origine
dell’abitato di San Vito sia da ricondursi alla città
di Sarcofos o Sarcopos. Nonostante la maggior parte del
suo territorio sia montuoso, tuttavia è stato abitato
sin da tempi antichissimi. Popolato sin dall’età
neolitica, risulta occupato anche in quella nuragica. Il
suo nome lo si deve al suo santo protettore, San Vito Martire,
il cui culto risale ad epoca lontanissima. Inserito nella
Curatoria del Sarrabus, all’interno del Giudicato
di Cagliari, passò prima sotto il dominio dei Pisani,
quindi degli Aragonesi. Appartenne alla contea di Quirra
nel XIV° secolo, infeudato a Berengario Carroz. Trasformata
in Marchesato nel secolo XVII°, sotto i Centelles prima
e degli Osorio successivamente, sino al 1839, anno in cui
fu riscattato. La miniera d’argento scoperta presso
il Monte Narba ed altri giacimenti vicini, hanno favorito
tra la metà del 700 e la fine dell’800 un notevole
sviluppo demografico per San Vito. Le tensioni sociali prodottesi
in questa località dove l’industria estrattiva
rappresentava la maggior fonte di reddito per le famiglie,
sfociarono nel 1906 in una sommossa popolare. La, relativamente
recente, bonifica del Flumendosa e la razionale utilizzazione
delle acque ha favorito il notevole sviluppo dell’agricoltura
e dell’orticoltura. Appartiene al Comune di San Vito
anche la frazione di San Priamo, affacciata sulla stagno
di Colostrai, che oltre al settore ittico, ha favorito lo
sviluppo di un comparto legato alle attività turistiche.
Con la dismissione dell’attività estrattiva
per l’esaurimento delle miniere, nuove occasioni di
sviluppo sono state ricercate nel settore turistico e cultural-turistico,
che favorite dal fatture ambientale hanno creato le condizioni
favorevoli per accogliere le nuove risorse umane rese disponibili.
Abitanti: 4.000 (dati
2003)
Superficie: 222,55 Km²
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