La storia del centro abitato
e strettamente collegata a quella dell’intera isola.
Unito alla terraferma sin da tempi antichissimi attraverso
un istmo naturale, in epoca romana fu costruito un viadotto,
per facilitare il transito. Lungo questo tracciato nel 1981
fu poi costruita l’attuale strada che lo collega con
la terraferma. Abitata sin da tempi remoti, conserva testimonianze
di tutte le civiltà che si installarono sul suo territorio.
Gli insediamenti più antichi risalenti al periodo
protostorico e preistorico localizzati presso la grotta
naturale di Tapei e le due grotticelle artificiali di Is
Pruinis, conservano i loro loculi funerari. Menhirs, tombe
dei giganti e oltre 27 nuraghi censiti, mostrano la dimensione
dell’antropizzazione raggiunta dall’intera isola
nei tempi antichi. Probabilmente la costituzione dello scalo
mercantile fenicio nella seconda metà dell’VIII°
secolo a. C., conosciuto con il nome di Molibodes nesos,
ha rappresentato la nascita del primo insediamento organizzato
e costituiva, insieme a Tharros la città semitica
più estesa e popolata della Sardegna. Nel 258 a.C.
fu conquistata dai Romani, che la chiamarono Plumbaria insula,
per la prima volta, ma solamente nel 238 a.C. fu occupata
realmente e quindi nel 227 a. C. trasformata in provincia
romana. Conosciuta con il nome di Solci (o Sulci o Solki)
sino all’alto Medioevo, attraverso diversi passaggi
ereditari e dinastici pervenne nel 1124 alla Diocesi di
Sulci. Questa condizione non fu posta in discussione neppure
dalla costituzione del Regno Catalano-Aragonese nel 1324.
Persino in periodo Sabaudo (1758) i suoi Vescovi, oramai
inseriti nell’Archidiocesi di Cagliari dal 1503, continuavano
a farsi chiamare “Signori di Sant’Antioco”.
Quello stesso anno (1758) fu ceduta all’Ordine dei
SS. Maurizio e Lazzaro che quarant’anni dopo la diedero
in feudo al cavaliere Carlo Vittorio Porcile. L’odierna
realtà di Sant’Antioco oltre alle tradizionali
attività produttive legate all’agricoltura
ed alla pesca, ricercano nel settore del turismo quell’occasione
di sviluppo che la dismissione dell’attività
estrattiva ha prodotto nell’economia del centro.
Abitanti: 11.862 (dati
2003)
Superficie: 108 Km²
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