Un territorio fertile abitato
da popoli laboriosi ha garantito in ogni epoca la presenza
umana ed una attenzione particolare da parte dei nuovi colonizzatori.
I primi insediamenti umani di qualche interesse risalgono
al periodo neolitico recente (3500 a.C.), sebbene la sua
storia antica presenti lunghi periodo oscuri, i molti reperti
(asce, teste di mazza, oggetti di ossidiana) ritrovati nel
suo circondario testimonino di una frequentazione assidua
e costante nel tempo. Del periodo nuragico restano alcune
parti di due nuraghi, una il località Sa Uga e l’altro
in località Stai Neddu. A Is Argiddas rimane traccia
di un grosso insediamento punico. In epoca romana fu un
importante centro agricolo, sino alla caduta dell’Impero
romano, quando l’occupazione da parte dei Vandali
ci è tramandata da ritrovamento della grande necropoli,
il più grande esempio di architettura vandalica della
Sardegna, rinvenuto nel colle sul quale e situata l’attuale
Chiesa romanica di San Geminiano. Durante la dominazione
Bizantina, Samassi appartenne all’Esarcato Africano,
anche se questo passaggio non è facilmente documentabile.
Per liberarsi delle scorrerie dei popoli nord africani,
i Sardi si recarono dall’imperatore, da questa alleanza
difensiva nacquero i Giudicati. Nel 1288, Samassi inserito
nel Giudicato di Cagliari, all’interno della Curatoria
di Gippi, passò da questo a quello dei Conti della
Gherardesca, poi per la condanna di Ugolino, ritornò
sotto il diretto dominio dei Pisani, quindi sotto gli Aragonesi.
Nel 1485 sotto il dominio Spagnolo, divenne Baronia e nel
1736 con Serrenti formò un Marchesato. Durante l’epidemia
di peste del 1652, fu uno dei paesi maggiormente colpiti.
Durante il Feudalesimo e sino all’abolizione dello
stesso (1839) con Luigi Ricca di Castelvecchio, ultimo marchese
di Samassi, passo in numerose mani a causa di eventi successori
o per vendita diretta. Nel 1838, sotto il Re sabaudo Carlo
Alberto avviene il prosciugamento degli stagni di Samassi
e di Sanluri, per restituire all’agricoltura quel
grande territorio, sino ad allora insalubre, quindi nel
1840 il Paese viene definitivamente reinserito nel sistema
amministrativo piemontese. La fine di questo secolo è
funestata dallo straripamento del Flumini Mannu che nel
1898 distrusse gran parte del paese. La storia recente di
Samassi è strettamente collegata con quella dei centri
del basso Campidano. Oltre ad un comparto agro pastorale
particolarmente sviluppato ed apprezzato, con la riscoperta
e valorizzazione delle risorse ambientali e artistiche ha
creato delle occasioni di occupazione e sviluppo in settori
emergenti dell’economia regionale. Sensibile e presente
nel settore tecnologico, utilizza il veicolo multimediale
per tramandare e diffondere storia, tradizioni e usi locali.
Abitanti: 5.499 (dati
2003)
Superficie: 42,40 Km²
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