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Al Campidano di Cagliari appartengono 14 centri abitati, quattro
di questi sono rappresentati dalle cosiddette Frazioni di
Cagliari (Pirri, Monserrato, Quartucciu ed Elmas). Le prime
tre, in altri tempi, erano veramente lontane dalla Città
e da esse, come da tutto il Campidano, giungevano a Cagliari
vettovaglie d’ogni genere……Così
attraverso i racconti del Casalis erano ricordati gli abitati
che oggi fanno parte dell’area metropolitana di Cagliari.
Le origini del primo agglomerato di quel
centro oggi conosciuto con il nome di Monserrato, affondano
nella storia della Città di Cagliari, che fra i suoi
territori circostanti ha annoverato sin da tempi remoti,
anche quello di Paduli o Pauli, piccola borgata di contadini
e pastori, che in seguito all’espansione demografica
ed al decentramento antropico seguente alla fine delle incursioni
mussulmane tra l’XI° ed il XIII° secolo, ha
iniziato a popolarsi stabilmente e quindi a rappresentare
una entità sociale a se stante abitata ininterrottamente,
non più stagionalmente, in occasione di alcune attività
agricole.
A partire dai primi anni del mille, gran
parte dei territori intorno alla città di Cagliari
vennero ceduti ai monaci Vittorini di Marsiglia che li conservarono
per quasi duecento anni. Anche questo abitato fu assalito
e saccheggiato insieme ai villaggi di Pirri, Quartucciu
e Quartu dai pirati nel 1582. Probabilmente in epoca Catalana,
dal primitivo Paduli si arrivò all’attuale
Monserrato, in memoria della SS. Vergine di Monserrato,
in onore della quale, l’otto Settembre si celebrano
solenni festeggiamenti, ma per decreto reale fu sancito
solamente nel 1881.
Il nome ricorda infatti il celebre Monastero
di Montserrat (Barcellona) dei monaci Benedettini, dove
si venera l’effige miracolosa della Moreneta. Nell’archivio
della Chiesa Parrocchiale si fa riferimento infatti all’origine
catalana del culto della Madonna di Monserrato. Le sue vicende
storiche sono spesso legate alla conformazione del territorio
circostante composto da acquitrini e paludi che rendevano
insicuro e pericoloso anche il transito.
Per lungo tempo si è tentato, con
scarsi risultati, di effettuare la bonifica dell’intero
territorio canalizzando i ruscelli che portavano l’acqua
verso la parte orientale dello stagno di Molentargius, ma
solamente agli inizi del secolo scorso si è riusciti
a bonificare i territori sino all’attuale viale Marconi,
relegando stagno ed acquitrini, alla zona umida circoscritta
dal parco di Molentargius e dividendo con argini e canali
la parte composta da acqua salata (Bellarosa Maggiore) da
quella creata dagli scarichi civili e meteorici dei comuni
limitrofi (Bellarosa Minore), che una volta liberati dai
metalli pesanti, attraverso un’attenta depurazione,
contribuiscono a formare e conservare quell’ecosistema
unico nel suo genere che ha permesso di preservare una biodiversità
a ridosso del centro urbano, che si riscontra in pochissimi
paesi nel mondo.
Monserrato è un Comune indipendente
a partire dal 1991. Il suo territorio è rappresentato
per gran parte da quella lingua di terra conosciuta come
“Piana di San Lorenzo”, all’interno della
quale è compresa una stretta fascia di terreno chiamata
“ex aeroporto di Monserrato”, non ancora edificata
e che in un prossimo futuro costituirà una occasione
di eco sviluppo per l’intero territorio.
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