Il territorio occupato dall’attuale
Comune di Guasila, è sempre stato conosciuto come
luogo del grano. Anticamente Goy-Esili villaggio della Sardegna,
appartenente all provincia e prefettura di Cagliari, capoluogo
di mandamento con giurisdizione sopra gli altri paesi del
circondario (Pimentel, Ortacesus, Barrali e Guamaggiore),
fu un dipartimento del giudicato di Cagliari. Dell’umana
frequentazione rimangono tracce visibili in diverse località.
Numerosi nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas e pozzi
sacri del periodo preistorico. Numerosi reperti archeologici
ci raccontano del percorso storico compiuto per arrivare,
attraverso il periodo punico e romano, a quello medievale.
Sono scomparsi durante la seconda metà del secolo
scorso, i resti dell’antico villaggio di Sennoru,
nel quale furono rinvenuti resti di mura, camere cisterne
durante gli scavi. Altre rovine, forse appartenenti all’antica
Sebera, sono ai piedi del monte Schera. Tutto questo fervore
archeologico, testimonia la costante presenza umana sul
territorio e anche in epoca medievale la presenza dei due
villaggi medievali di Dei (Dey o Ey) e quello di Pau, entrambe
costruiti accanto a nuraghi, confermano la vitalità
del territorio circostante. Durante il Medioevo, fu costruito
il centro del paese, e gli fu imposto il nome di Guy de
Sila o Goy de Zila oppure Guoezila oppure Portu de Sila,
come riportato in varie occasioni sui documenti. Appartenne
quindi al Giudicato di Cagliari, quindi nel 1258, l’intera
Trexenta passò a quello d’Arborea, nel 1297
sotto i Pisani che ne mantennero il dominio sino al 1326.
Gli Aragonesi la trasformarono in signoria e quindi la unificarono
a quella di Villasor a partire dalla fine del trecento sotto
gli Alagon. Con l’abolizione del feudalesimo, nel
1839 Guasila fu riscattata. Anche oggi Guasila conserva
l’originale propensione per un’economia agricola
e pastorale, ove agricoltura ed allevamento forniscono gran
parte della ricchezza a tutta la comunità. La riscoperta
degli antichi usi e la riappropriazione del territorio da
parte degli abitanti, ha favorito la nascita di nuove opportunità
di occupazione nei settori emergenti dei servizi e raccontare
storia ed origini ai visitatori diviene una maniera per
attirare ricchezza anche dove non arriva il mare.
Abitanti: 2.972 (dati
2003)
Superficie: 13,55 Km²
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