| Questo territorio è
abitato sin dal periodo prenuragico, come dimostra il menhir
rinvenuto in località Struvina de Muruotta, mentre
un villaggio risalente alla cultura di Ozieri (neolitico
superiore) è stato scoperto in località Terra
e Seddaris.
Numerosi nuraghi, tombe dei Giganti, sepolture
micenee, una fonderia romana in località Is Mongias
e tombe romane scavate nel granito (località S. Severa),
come le più recenti rovine degli edifici della Miniera
Perda de Pibera, testimoniano, oltre una certa attività
mineraria sin da epoca romana, l’importanza che tutto
il territorio ha rivestito sin da antica data.
Ai piedi del gruppo montuoso granitico
del Monte Linas, separati dal rio Piras, sorgevano due agglomerati,
Gonnos e susu e Gonnos e basciu-Fanadiga. Notizie risalenti
all’Ottavo secolo, collocano, incorporati nel Giudicato
di Arborea i due abitati di Gonnos e Fanadiga separati dal
Torrente Piras.
Lo stesso territorio, passato agli Aragonesi
nel secolo XV°, fu successivamente assegnato ai conti,
divenuti Marchesi di Quirra, che lo riscattarono nel 1839.
Attualmente occupato da oltre settemila abitanti, possiede
il Parco di Perda de Pibera, il più vasto dell’intera
Sardegna.
All’interno di questa oasi naturalistica
sono presenti sorgenti con acque cristalline, piante secolari
e rappresentanti di una flora e una fauna per gran parte
ancora incontaminati. Ad un’altezza di 500 metri ritroviamo
anche gli edifici della vecchia miniera, che il Comune ha
provveduto a ristrutturare in vista di una successiva utilizzazione
sociale ed economica.
Oltre le varie destinazioni sociali, si
è pensato infatti di localizzare in quegli edifici
la sede del Museo cittadino, è possibile la loro
utilizzazione economica, con la creazione al loro interno
di alcune strutture ricettive comprendenti Albergo, ristorante
ed altri servizi. Comunità prevalentemente ad economia
agro pastorale, negli ultimi anni ha sviluppato il terziario
rivolto al settore eco turistico, riscoprendo al suo interno
nicchie di attività economiche sussidiarie al fenomeno
turistico, che hanno risvegliato anche un nuovo interesse
tra i giovani verso attività artigianali andate quasi
perdute, ai quali il flusso turistico ha permesso di ritagliarsi
fette di mercato solo qualche anno fa impensabili.
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