E risalente al 3500 a C. la
più antica testimonianza dell’occupazione umana
sul territorio di Giba. Ad ovest del paese si trova infatti
una domus de Janas appartenente alla Cultura di San Michele.
Numerose sono i reperti dell’epoca nuragica (1500
a C.). Tutta la zona e ricca di nuraghi, la maggior parte
oramai diroccata, altri meritevoli di risorse per un attento
approfondimento, come il nuraghe Meurra, complesso molto
interessante comprendete un vasto villaggio, varie tombe
dei giganti, parzialmente distrutte, dai lavori per la costruzione
della ferrovia ora dismessa, prima, e la distribuzione dell’acqua
per irrigazione, poi. Tracce di una strada ed i ruderi di
una villa, conosciuta col nome “Sa Crediedda”,
ci riportano indietro al periodo romanico mentre del periodo
successivo, ricordiamo le invasioni dei Vandali. Proprio
al re dei Vandali, Genserico, si farebbe risalire la fondazione
di Giba. Insieme ai nuovi conquistatori vennero deportati
dalla Mauritania, molti nordafricani, che mescolandosi con
gli abitanti del Sulcis, avrebbero contribuito a diffondere
quelle caratteristiche somatiche tipiche di quella zona
e tuttora evidenti, che i sardi delle altre zone identificavano
nel nome “Maurreddus”. I monaci vittorini e
cassinesi, giunti alla fine del primo millennio, rappresentarono
una guida e non solo spirituale per tutta la zona. La costruzione
di numerosi monasteri ed altrettante chiese favorì
la permanenza dell’uomo su tutto il territorio. Un
monastero, inserito in una abitazione privata è presente
nella parte nord del paese si presenta quasi integro. E'
di questo periodo il trasferimento della sede vescovile
da Sant’Antioco alla diocesi di Palmas, in una località
molto vicina a Villarios, da parte proprio di Sant’Antioco,
vescovo del tempo, scappato dalla sua sede vescovile in
seguito alle incursioni saracene che portarono all’insediamento
del principe mussulmano Magiahid, che contribui allo sviluppo
della zona, culminato con il trasferimento per molti anni
della sede vescovile a Tratalias. Parti dalla spiaggia di
Porto Botte, nel golfo di Palmas, il 14 Giugno 1323 lo sbarco
delle truppe aragonesi che si accingevano ad espugnare il
castello di Iglesias. Sotto gli Aragonesi, Giba passò
ai Donoratico della Gherardesca che ci hanno lasciato una
sorta di censimento nel quale affermavano che nella località
di Tului esisteva un castello requisito dagli invasori,
oggi andato distrutto, e che Giba contava oltre trecento
abitanti. Rappresentanti di Giba erano presenti all’assemblea
parlamentare convocata dagli Aragonesi nel 1355 a Cagliari.
Nel 1503, anche a causa delle frequenti incursioni dei pirati
dal mare, il Vescovo trasferì la sua sede ad Iglesias,
i conventi furono abbandonati e le chiese chiuse. Questo
periodo di decadenza causò lo spopolamento della
zona. Nel XVI° secolo a Villarios fu eretta una torre
di avvistamento, i cui ruderi si possono osservare ancor
oggi nel vecchio paese, per vegliare sulle incursioni nel
Golfo di Palmas. Nel periodo successivo, Giba e Villarios,
passarono da un feudatorio all’altro. Nel 1853 il
primo comune fu istituito a Villarios e comprendeva le frazioni
di Giba, Masainas, Piscinas e Sant’Anna Aresi. Masainas
divenne sede municipale nel 1875, mentre Giba nel 1928.
Centro sostanzialmente ad economia agricola e pastorale,
trova nell’artigianato soprattutto volto alla tessitura
di arazzi e tappeti, ma anche alla produzione di coltelli
e cestini, il naturale completamento della propria economia,
oggi proiettata anche verso il settore turistico, nuovo
motore per l’economia di molti centri, soprattutto
dell’interno.
Abitanti: 2.439 (dati
2003)
Superficie: 31,65 Km²
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