| Tutte le località
dell’Isola che si prestavano, per le caratteristiche
morfologiche e fisiche, all’occupazione da parte dell’uomo,
hanno favorito la nascita ed il progressivo sviluppo delle
comunità che hanno tratto la loro origine da questo
fenomeno. Naturalmente questa prerogativa non coinvolgeva
esclusivamente località costiere. Anche l’immediato
entroterra ha beneficiato di questi movimenti migratori.
Il territorio del Comune di Domus de Maria è stato
colonizzato sin da tempi antichissimi.
Insediamenti nuragici, Fenici, Punici e
Romani, hanno lasciato lungo le sue splendide coste, come
nei territori circostanti, ampie testimonianze del loro
passaggio. La civiltà nuragica ha lasciato il grande
complesso nuragico di Baccu Idda, lungo l’entroterra
di Chia, del quale attualmente la sola torre di guardia
è visibile, mentre la parte più importante,
comprendente almeno tre torri è ancora coperta dalla
sabbia e dalla vegetazione che ne impediscono la fruizione.
Anche Fenici, Punici e Cartaginesi lasciarono importanti
tracce dei loro insediamenti, nelle città di Chia
e Bithia.
Questi abitati, riscoperti a partire dai
primi anni del secolo scorso (1930), hanno ospitato, nelle
diverse epoche storiche, anche le popolazioni che si sono
alternate sul territorio. Infatti in quest’ultimo,
sono stati ritrovati reperti fenici e romani che confermano
l’occupazione di quelle località da parte di
questi popoli. Naturalmente i diversi popoli che occupavano
l’Isola, utilizzavano le tecnologie dei popoli che
andavano a sostituire, apportando alle stesse le conoscenze
che la loro cultura aveva acquisito in quella specifica
materia.
In linea generale un simile processo avrebbe
dovuto avere sviluppi estremamente positivi per la popolazione
autoctona, ma non sempre i pochi vantaggi compensavano le
tante difficoltà che un ricambio gestionale comporta
per una comunità a volte anche numerosa. Infatti
il maggior sviluppo si ebbe in età punica –
Cartaginese, mentre alla dominazione romana, che pure ha
lasciato moltissime testimonianze, non corrispose, come
in altre zone del meridione dell’Isola, un grande
sviluppo economico e sociale.
La vocazione agricola e pastorale della
maggior parte del territorio, ha comunque conservato un
nucleo sufficiente a mantenere il territorio costantemente
abitato nel tempo. Solamente in tempi assai recenti (anni
sessanta) agricoltura ed allevamento sono stati affiancati
nello sviluppo economico del territorio, dalle attività
turistico ricreative, che ai giorni nostri segnalano queste
località all’attenzione nazionale ed europea.
Del processo di industrializzazione di
quest’area, Domus de Maria ha beneficiato solo indirettamente.
Infatti dagli insediamenti localizzati nei Comuni vicini
ha potuto sviluppare un indotto ed un terziario che hanno
determinato una crescita economica manifestata soprattutto
nella capacità di adeguamento alle mutate necessità.
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