| Gli avvenimenti storici
hanno condizionato pesantemente le zone costiere e ne hanno
spesso influenzato lo sviluppo. Ciò ha favorito una
rapida crescita demografica di alcuni abitati ed ha decretato
la totale scomparsa di altri. Comunque tutti hanno tratto
indubbi vantaggi dal passaggio delle Genti nuove.
Spesso gli avvenimenti che hanno creato
le condizioni per consolidare alcuni agglomerati urbani
a scapito di altri, che sono stati abbandonati, non hanno
avuto riscontri storici oggettivi. Forse la distanza dalla
costa, notevole nei tempi antichi, oppure la fertilità
dei suoi terreni, ha suscitato un maggior interesse da parte
di coloro che ne utilizzavano i frutti.
In questi piccoli centri, originariamente
composti da pochi individui, il fattore antropico è
andato stabilizzandosi e consolidandosi in un tempo relativamente
lungo. Anche gli eventi storici avevano su di essi un impatto
minore. Generalmente borghi agricoli affidati alla nobiltà
isolana, erano poco sensibili ai cambiamenti politici, poiché
comunque la loro funzione era indispensabile per chiunque.
Decimoputzu fa parte di quegli agglomerati
sorti in un territorio abitato sin da tempi remoti. Questa
costante presenza è testimoniata dal rinvenimento
sul suo territorio, in epoche differenti, di un villaggio
neolitico di dimensioni notevoli, di tombe dei giganti,
di reperti di epoca prenuragica e nuragica, di numerosi
nuraghi isolati e di villaggi nuragici, di fortezze nuragiche,
monete di epoca punica e tombe di età romana.
Questi ritrovamenti confermano che il territorio
attualmente occupato da Decimoputzu, è stato abitato,
a volte intensamente, in ogni epoca e da tempi antichissimi.
Il primo documento che comunque si riferisce direttamente
all’abitato identificabile con l’attuale, risale
al 1089. L’oggetto del documento è la conferma,
da parte del Giudice di Cagliari, di una donazione a favore
dei monaci Vittorini di Marsiglia. Oggetto della donazione,
tra le altre cose, una Chiesa dedicata a San Giorgio di
Decimo, che studi relativamente recenti hanno individuato
alle spalle della Parrocchiale di Decimoputzu, dove nel
cortile retrostante esisterebbe la testimonianza del quasi
totale rifacimento del sito, operato proprio dai monaci
Vittorini.
Grande importanza ha comportato il fatto
che Decimoputzu sia situata in una posizione geografica
particolarmente favorevole, tra diversi fiumi che garantiscono
una notevole fertilità al suo territorio, divenuto
col tempo quattro volte più esteso di quello a lui
destinato in epoca medioevale.
Proprio in questa epoca, il villaggio preesistente
ha subito un notevole incremento demografico, grazie all’apporto
dei profughi provenienti dai villaggi vicini, che nel basso
medioevo andavano spopolandosi, sino a raggiungere una popolazione
di oltre quattrocento individui. Questa resistenza all’abbandono
dell’abitato di Decimoputzu, non trova valide ragioni
in documenti o avvenimenti storici.
Il fatto che quel territorio abbia conservato,
anche in tempi recenti una notevole propensione ad ospitare
molti villaggi a destinazione agricola, dimostra che la
vocazione agro pastorale del territorio, ha garantito una
presenza costante e contemporaneamente ha allontanato il
rischio di una grande pressione antropica, che ne avrebbe
probabilmente consumato rapidamente le risorse, decretandone
una naturale e prematura decadenza.
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