Nonostante il nome attuale
sia stato apposto dal suo cittadino più rappresentativo,
Giovanni Battista Tuveri (1815 - 1887) solamente nel 1863,
l’antico Forru conserva numerose tracce lasciate dai
popoli che si sono alternati su quel territorio. Probabilmente
il toponimo originario di “Forru” era riferito
più alle condizioni climatiche presenti nella zona,
grande calura durante la stagione estiva, da lì forru
per grande calore in lingua locale, piuttosto che dalla
storpiatura della parola latina “Forum”, come
alcuni ipotizzavano. Sono presenti anche i ruderi di alcuni
nuraghi (Cresia, Terragi e Apiu) oltre ad importanti resti
archeologici che dal periodo prenuragico conducono a quello
romano. In località “Sedda Sa Caudeba”
troviamo una Tomba di giganti, una struttura funeraria sulla
quale insistono i resti di un Castrum romano. All’interno
del bosco ruderi in laterizio, di epoca romana, fanno supporre
l’esistenza di un edificio termale. In epoca medievale
faceva parte della Curatoria di Marmilla, inglobata in età
spagnola nel dipartimento di Partemonti, quindi nel Giudicato
di Arborea. Oggi questo centro della Marmilla a tipica economia
agro pastorale cerca anche attraverso la riscoperta e la
valorizzazione delle risorse storiche e naturalistiche del
suo territorio di aggiungere nuove occasioni di sviluppo
per le nuove generazioni, che altrimenti non hanno altra
alternativa che abbandonare l’abitato.
Abitanti: 1.018 (dati
2003)
Superficie: 20,70 Km²
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