| Il comune di Castiadas
è stato costituito recentemente, infatti solamente
il 30 Giugno 1985, un referendum popolare ne ha sancito
la nascita. Il suo territorio e la sua popolazione sono
stati “ritagliati” per l’85% dal comune
di Muravera e per il restante 15% dai comuni di San Vito
e Villaputzu.
La caratteristica principale è il
decentramento urbanistico. Non esiste infatti un vero e
proprio paese, ma più borgate, tra le quali Castiadas
e Olia Speciosa sono le più conosciute. Il centro
di Castiadas è d’antica origine; sorse, infatti,
prima del XVI secolo con il nome di Villanova Castiadas,
ma rimase pressoché spopolato fino alla fine del
1500.
La realizzazione di una colonia penale
agricola ed i lavori di bonifica iniziati dagli stessi detenuti
alla fine del secolo scorso, hanno favorito la rivitalizzazione
del territorio. Nel dopoguerra l’intervento di bonifica
si è fatto più massiccio grazie al lavoro
organizzato dall’ETFAS e si è sviluppato un
centro sociale di servizi ad Olia Speciosa, dove oggi si
concentra la maggior parte della popolazione.
Il primo insediamento di forzati a Castiadas
risale all’Agosto 1875, quando trenta detenuti, provenienti
dalla casa penale di San Bartolomeo, guidati dal Cav. Eugenio
Cicomagni, ispettore generale delle carceri, sbarcarono
sulla spiaggia di Sinzias con lo scopo di stabilire in quel
luogo una colonia penale agricola. Il primo insediamento
trovò posto sopra la collina di Praidis, tra due
fiumiciattoli: il rio Gutturu Frasca e il rio Bacu sa Ficus.
L’area assegnata ai forzati confina
a Nord con le punte rocciose di Parolto, Arcu Mereu e Bruncu
de S’ Orlo; a ovest con in monti Brunco s’ Adusto
e Melas; a Sud con il territorio di carbonara (Villasimius)
e precisamente i monti Bruncu Marinu, Genna, Carbonara e
Maccioni; ad Est con il Mar Tirreno dalla Punta Niu de Crobu
alla spiaggia di Sinzias, il Monte Turna e la strada Carbonara-Muravera.
Dopo venticinque anni di duro lavoro dei
forzati la colonia penale aveva preso la fama che è
rimasta pressoché immutata fino ad oggi. Sul sito
del primitivo insediamento furono realizzate, oltre alle
prigioni per i detenuti, la caserma degli agenti di custodia
e quella del presidio militare, la casa della direzione,
l’infermeria (o ospedaletto), la farmacia, la lavanderia,
il macello, un mulino a vapore a due macine (fornito di
lavatoio meccanico e di setacci), un forno, magazzini agricoli,
officine meccaniche e falegnameria, scuderia e rimessa,
caseificio, rivendita di tabacchi, dispense, la foresteria,
l’ufficio postale, una chiesetta, le abitazioni degli
impiegati ed un piccolo cimitero in località S. Angelo.
Una serie di fabbricati agricoli sparsi
sul territorio del Tenimento di Castiadas completarono la
Colonia Penale. A Genna Spina un fabbricato ospitava i pastori
reclusi addetti alla custodia degli ovini, nella frazione
di San Pietro un edificio ospitava i carcerati occupati
nella coltivazione di cereali e legumi; alla marina, sulla
spiaggia di Cala Sinzias, un vasto fabbricato ospitava i
carcerati che si occupavano delle vigne; altri carcerati
occupavano un edificio destinato all’allevamento di
bovini e suini in località Mandria; sulla vetta del
colle Orteduso fu realizzato un locale per l’allevamento
delle capre mentre in località Sabadi vi è
un podere con case per i reclusi addetti alla coltivazione
del grano, così come in località Masone Pardu
dove un gran casolare con stalle, depositi e fienili, era
occupato da oltre cento reclusi addetti alla lavorazione
dei campi.
Altri piccoli fabbricati sparsi sono ubicati
a Piscina Pendula (con pochi detenuti), a Monte Gruttas
e Casa Laccus (adibite a casermette per le guardie a cavallo).
Il 1900 è l’anno in cui vengono censite nella
colonia penale 893 persone (33 impiegati e familiari, 30
soldati, 94 agenti di custodia, 736 condannati ai lavori
forzati) e nel 1903 risultano risiedere stabilmente nella
colonia penale oltre mille persone. Facendo tappa al 1941,
anno in cui la colonia penale passò all’Ente
Francese per la Colonizzazione, si giunse al 1956 allorquando
le aree vennero cedute definitivamente all’ETFAS.
Oggi è una cittadina abitata da
1.315 persone situata nel territorio del Sarrabus e che
si estende su una superficie di 10,27 Kmq. Il territorio
comunale è prevalentemente pianeggiante e l’agricoltura,
oltre al turismo, rappresenta l’attività economica
prevalente, distinguendosi in particolare per la produzione
di prodotti zootecnici e di uva, sia da tavola che da vino
(di grande prestigio a questo proposito è la produzione
di vino della Cantina Sociale di Castiadas).
Gli ultimi anni tuttavia hanno fatto rilevare
una crescente vocazione turistica di tutto il Sarrabus ed
in particolare del comune di Castiadas, grazie ai suoi 15
Km. di coste prevalentemente sabbiose, tra le quali spicca
la spiaggia di Cala Sinzias, una delle spiagge più
rinomate e belle della Sardegna.
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