| Situato nella valle del
Flumini Mannu, Barumini è contenuto in questo imbuto
naturale, delimitato dall’altopiano della Giara. Il
suo territorio accoglie numerose testimonianze dei popoli
che l’hanno occupato, a partire dall’età
del Bronzo Medio (1470 a. C.), epoca alla quale si fa risalire
la costruzione della struttura centrale de Su Nuraxi, sorto
appunto come monotorre e trasformato dall’aggiunta
di un bastione a quattro torri, collocate ai quattro punti
cardinali, in castello megalitico.
Tra il corpo centrale e la cortina esterna
dell’antemurale (prima linea difensiva della fortezza),
si snoda il villaggio, formato da piccoli ambienti –
abitazioni private e luoghi comuni - separati da strette
viuzze, che ancora riescono a rappresentare il modo di vivere
dei nostri antenati dal IX° secolo a.C. sino all’epoca
romana. Dei Fenici, Punici e Romani, ci sono pervenute terme,
tombe, resti di laboratori ed abitazioni.
Tra il VIII° e l’VI° secolo
a.C. l’insediamento fu in parte distrutto e abbandonato
sino al V° secolo a.C. quando nuovi abitanti provvidero
a dare al paese quella conformazione di villaggio civile
e non più di fortezza militare. Nel periodo Giudicale
appartenne al Giudicato di Arborea del quale fu capoluogo
di curatoria. Durante la dominazione Spagnola, fu affidata
al Barone Zapata, che agli inizi del 1.600 fece costruire
il palazzo merchesale, forse l’unico esempio di tale
edilizia presente in Sardegna.
I Zapata finanziarono anche la costruzione
della Chiesa dedicata a San Francesco con l’annesso
convento. Oggi Barumini oltre che per il complesso nuragico,
dichiarato nel 1997 patrimonio dell’umanità,
si distingue per un’economia agro pastorale, che privilegia
le colture cerealicole e l’allevamento di ovini di
alta qualità. Inoltre sta sviluppandosi un discreto
comparto turistico, supportato da un terziario che contribuisce
a rendere questo più incisivo.
|