| La localizzazione geografica
ha spesso influenzato lo sviluppo di un territorio nel corso
delle epoche storiche. Per Assemini gli esordi non sono
stati tra i più promettenti. Sorta a Nord dello stagno
di Santa Gilla, all’interno di un territorio attraversato
da tre corsi d’acqua (rio Cixerri, Flumini Mannu e
rio Sa Nuxedda), al centro di una vasta distesa pianeggiante
con alle spalle le alture di Capoterra, lungo un grande
bacino meteorico che in presenza delle precipitazioni stagionali
l’esponeva a disastrose alluvioni.
Sebbene queste ultime non ne abbiano limitato
l’espansione, tuttavia hanno sempre rappresentato
il principale problema da affrontare per la comunità.
Le inondazioni, in questa sorta di Mesopotamia locale, hanno
contribuito a rendere la terra fertile e produttiva, tanto
che agricoltura ed allevamento sono da sempre state le attività
economiche preminenti dell’intera zona, sino all’insediamento
del comparto industriale, nell’agglomerato di Macchiareddu,
evento che ha modificato sensibilmente la geografia del
territorio come quella del tessuto economico e sociale.
Le origini, come per la gran parte dei
centri del Campidano, si perdono nelle nebbie della Storia
e sono strettamente legate agli eventi che hanno caratterizzato
tutto il sud della Sardegna. I ritrovamenti archeologici
della civiltà nuragica, di quella Fenicia, Punica,
Attica e Romana come dell’influenza nord africana
sull’intero territorio è stata sufficientemente
verificata, ma notizie storiche relativamente attendibili
sull’abitato si hanno in epoca giudicale attraverso
i vari documenti di donazioni o vendite che questo centro
ha sopportato.
Sull’origine del nome esistono molte
scuole di pensiero. Lo attribuiscono alternativamente ai
Fenici (scemen), ai Romani (ad sextum od ars moenia) o agli
Arabi (affemin o Arkemini) ma comunque il nome della Villa
Giudicale è riportato in un documento del 18 Giugno
1107 ed indicato come Arsemine. Nell’ultimo millennio
anche Assemini ha seguito le vicende di tutta l’Isola,
passando di mano in mano, tenuta in considerazione esclusivamente
per i prodotti che poteva immettere nel mercato o per le
decime che procurava ai vari signori.
Oggi questa Città di oltre 25.000
abitanti, è inserita a pieno titolo nell’area
metropolitana di Cagliari. La sua economia, diversificata
tra agricoltura, artigianato, commercio, pesca ed attività
estrattiva dalle saline, ha trovato nell’insediamento
industriale di Macchiareddu, il giusto completamento al
suo sviluppo, favorita dalla collocazione lungo la strada
che collega Cagliari al Sulcis Iglesiente e dalla linea
ferroviaria che l’attraversa per un lungo tratto.
All’inizio del secolo scorso, si
riteneva che le giuste iniziative avessero allontanato per
sempre il rischio di nuove inondazioni e per quasi un secolo
è stato così. La disastrosa alluvione dell’autunno
1999 ha lanciato un segnale forte che questo equilibrio
si è nuovamente alterato e quindi è necessario
ripercorrere quella strada intrapresa all’inizio del
novecento e che forse non è stato interamente compiuta.
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